Ricorre quest’anno il cinquantenario dallo speciale televisivo È la Grande Zucca, Charlie Brown, il terzo ad avere protagonisti i Peanuts, nati dalla penna di Charles Schulz. I personaggi ebbero un successo televisivo crescente, che li portò da semplici comparse delle pubblicità a protagonisti di special televisivi. Al primo di essi, dedicato al Natale, ne seguì uno sul baseball e, appunto, uno legato ad Halloween.

La Grande Zucca è una figura misteriosa, accostabile al Coniglio Pasquale o a Babbo Natale, in cui solo Linus van Pelt sembra credere. Anno dopo anno, il bimbo scrive lettere alla Zucca, chiedendo doni e attendendone trepidante l’arrivo nella notte di Halloween, salvo restare deluso di fronte alla mancata manifestazione dell’essere. Tuttavia, senza perdersi d’animo, Linus si ripete che l’anno prossimo sarà quello buono per incontrare finalmente la Grande Zucca.

I compagni si fanno beffe di lui e del suo improbabile credo, ma il bambino dichiara saggiamente: “Ci sono tre cose di cui ho imparato a non discutere con la gente: la religione, la politica, e la Grande Zucca.”

Nello speciale televisivo (scritto da Schulz, prodotto da Lee Mendelson e diretto da Bill Melendez), Linus è accompagnato nella sua attesa annuale per la Grande Zucca da Sally, sorellina di Charlie Brown perdutamente innamorata di lui, che rinuncia per una volta al canonico giro per le case in cerca di dolcetti per trascorrere la notte di Halloween nella speranza di veder comparire la misteriosa figura. Ovviamente, la delusione è dietro l’angolo per Linus e per la piccola Sally, che si rammarica di aver sprecato la nottata invano.

La componente satirica della figura della Grande Zucca è emersa sin da subito, portando tuttavia il pubblico alle interpretazioni più disparate sul reale significato dell’essere. Schulz era un uomo profondamente religioso, ma nel libro È la Grande Zucca, Charlie Brown: La Creazione di un Classico Televisivo, Mendelson e Schulz hanno ricordato una conversazione avuta con Melendez riguardo la Grande Zucca, mentre lavoravano allo speciale di Halloween.

Schulz: Sapete, ho sempre avuto un’opinione ambivalente su Babbo Natale.

Mendelson e Melendez: Babbo Natale?

Schulz: Già. Prima di tutto, ci dimentichiamo che esistono centinaia di migliaia di bambini poveri, a questo mondo, che devono ritenersi fortunati se ricevono uno o due regali a Natale. E continuano a sentir parlare di Babbo Natale e di tutti i doni che dispensa. Dev’essere dura per parecchie famiglie… e per un sacco di bambini. In secondo luogo, quando infine un bambino scopre che Babbo Natale non esiste, si deve chiedere su quante altre cose gli sono state raccontate menzogne.

Ora, posso anche essere del tutto fuori strada su questa faccenda di Babbo Natale, e non credo sia un grosso problema. Ma la Grande Zucca è, in effetti, una sorta di satira di Babbo Natale, perché Linus le scrive lettere chiedendo regali e aspettandosi di riceverli. E quando la Grande Zucca non arriva, Linus si sente distrutto. Ciò dimostra che non sempre ottieni ciò in cui speravi, ma che comunque puoi sopravvivere… e continuare a provare. Linus non mollerà mai, proprio come Charlie Brown.

Ecco dunque spiegato il vero senso della Grande Zucca, che sembra essere ben più semplice – ma non meno efficace – delle interpretazioni più cervellotiche date, nel corso dei decenni, dal pubblico degli appassionati.

Fonte: CBR