La prima metà della sesta stagione di Arrow è stata un pasticcio: tra déjà-vu, errori nella continuity e contraddizioni ci ha fatto decisamente rimpiangere la trama dello scorso anno dedicata a Prometheus ed al suo diabolico piano per vendicarsi di Oliver Queen (Stephen Amell). D’altronde, se c’è qualcosa che questo show ci ha insegnato in sei anni, è che dà il meglio di sé solo quando il suo protagonista viene messo a confronto con un nemico ben concepito come sono stati Deathstroke e, appunto, Prometheus.

Conclusasi con un cliffhanger piuttosto spettacolare, che non ha provocato però le devastanti conseguenze che ci saremmo aspettati, – l’unica vittima dell’esplosione dell’isola di Lian Yu è stata infatti la madre di William, il figlio di Oliver – la nuova stagione ha rappresentato sicuramente per gli autori dello show una sfida ed un problema. Dopo un antagonista così ben riuscito come Adrian Chase (Josh Segarra), la writer room ha deciso comprensibilmente di andare in una direzione opposta per evitare probabilmente un impietoso confronto ed ha messo di fronte al Team Arrow non il solito “cattivo di  stagione“, ma una coalizione di nemici, costituita da Cayden James, il Vigilante, Anatoly, Black Siren, Ricardo Diaz e Boots il quale, per chi non lo ricordasse, è apparso nel quarto episodio di quest’anno.

Per rendere ancora più complessa la situazione, gli autori hanno anche fatto in modo di provocare un divorzio in seno al Team e nel nuovo episodio della stagione, che tornerà a gennaio del 2018, vedremo agire sul campo due distinti gruppi: il primo costituito dall’OTA (l’Original Team Arrow, con Oliver, Felicity e Diggle), il secondo da Dinah, Rene e Curtis, il tutto senza che nessuno dei sei sia cosciente di essere stato manipolato da Cayden James proprio con lo scopo di separarli.
Un po’ come nel caso del cliffhanger dello scorso anno, il vero problema di questa storyline è tuttavia che, essendo il tema di questa stagione “la famiglia“, la sua conclusione è tutt’altro che inaspettata, perché già è intuibile che il gruppo tornerà ad unirsi nonostante il tradimento di Rene, l’atteggiamento intransigente di Oliver, i problemi fisici di Diggle e tutto quello che è successo fino ad ora per provocare l’attuale stato di tensione tra di loro.

Anche le intenzioni dei sei nemici del Team Arrow restano al momento piuttosto nebulose, ad unirli è infatti sostanzialmente solo il loro odio nei confronti di Oliver Queen, ma al di là di questo non esiste un vero e proprio collante a fare di questi temibili avversari un gruppo compatto e credibile. Il fatto poi che di alcuni di loro si sappia poco e niente, certamente non contribuisce a diminuire questa sensazione di distacco nei confronti della trama orizzontale della stagione.
Ricardo Diaz, alias Richard Dragon (Kirk Acevedo), per citare uno dei sei, era stato presentato dagli autori come un grandioso antagonista per Green Arrow, ma al netto di dieci episodi, di lui non sappiamo quasi nulla.
A giudicare dall poche informazioni a nostra disposizione, tuttavia, sembra che la storia di Dragon sia ispirata alla nuova versione del personaggio dei Nuovi 52, in cui un uomo di nome Ricardo Diaz Jr. si presenta sotto l’alias di Richard Dragon nel numero 23 di Green Arrow, pubblicato nel 2013, per rivelare di essere il figlio dell’originale Richard Diaz, un potente signore della droga, ucciso da John Diggle. Nel fumetto, dopo la morte di suo padre ed il crollo del suo impero, Ricardo fugge e si unisce alla Lega degli Assassini in seno alla quale diventa un combattente temibile. Dopo aver ucciso il suo mentore nella Lega, Diaz si allontana e mette una taglia sulla testa di Green Arrow che, riunitosi con il suo vecchio partner John Diggle, finirà per sconfiggerlo pur subendo gravi ferite. E’ improbabile che gli autori seguano pedissequamente la sotryline dei fumetti, ma considerato la connessione tra Dragon e Diggle nella serie, è facile intuire che questo personaggio sarà importante per lo sviluppo della trama dedicata a Dig.

Un altro membro della coalizione di nemici di Green Arrow è anche Black Siren, la Laurel Lance di Terra 2, interpretata da Katie Cassidy.
In Irreconcilable Differences, abbiamo visto il personaggio, che fino ad ora non aveva dimostrato di farsi grossi scrupoli nei confronti dei propri nemici, colta da un rimorso di coscienza quando fa fuggire il doppelgänger di suo padre Quentin Lance, salvandogli la vita. Che gli autori decidano o meno di redimere questo Black Siren, il fatto che la Laurel di Terra 2 fosse innamorata dell’Oliver Queen del suo mondo, morto nel naufragio della Queen’s Gambit (su Terra 2 è Robert Queen a tornare vivo dall’isola e diventare Green Arrow), è un aspetto di questa versione del personaggio che non è stato ancora esplorato e che potrebbe essere interessante vedere, a patto che non si trasformi nell’ennesimo triangolo amoroso. Esplorare i sentimenti di questa Laurel nei confronti di Oliver Queen, un uomo sposato ad un’altra donna e profondamente innamorato di lei, potrebbe rivelarsi un interessante approccio alla psicologia di un personaggio di cui sappiamo ancora molto poco.

Un’altra storyline che raggiungerà il suo climax nella seconda parte della stagione riguarda le azioni di Samandra Watson (Sydelle Noel) contro Oliver Queen.
Nonostante il sindaco sia stato messo in stato di accusa, curiosamente, continua a svolgere le sue funzioni di primo cittadino e sebbene l’agente dell’FBI si sia dimostrata uno dei personaggi più pericolosi per il protagonista della serie, è possibile che in un prossimo futuro possa trasformarsi invece in un’inaspettata alleata.
Dietro le motivazioni della Watson, almeno per il momento, non sembrano infatti esserci secondi fini se non un profondo senso di giustizia, ma cosa accadrebbe se l’inarrestabile Samandra si accorgesse che Star City ha davvero bisogno di Green Arrow?
In un universo in cui Arrow e The Flash coesistono ed in cui il primo è considerato un pericolo pubblico, mentre il secondo viene addirittura celebrato dalla sua città con un giorno a lui dedicato, sarebbe interessante che questa dicotomia venisse affrontata nello show e finisse per influire in qualche modo nelle decisioni della Watson. Se così fosse e se davvero l’agente – come sembra – non è mossa da un risentimento personale, l’unico modo per farle mollare la presa potrebbe essere vederla cambiare idea sul vero ruolo e sull’utilità di Green Arrow per la cittadinanza.

Ultima, ma non ultima, anche Thea Queen (Willa Holland) tornerà finalmente ad avere una significativa trama a lei dedicata.
Come sappiamo, per motivi contrattuali, l’attrice è apparsa solo in una manciata di episodi della serie negli ultimi due anni, il che non ha sicuramente permesso agli autori di sviluppare storyline significative a lei dedicate. Ma l’annunciato ritorno di Colton Haynes (Roy Harper, alias Arsenal) nello show cambierà lo stato dell’arte ed è possibile che segni anche l’addio definitivo dell’attrice alla serie.
Al momento Marc Guggenheim e Wendy Mericle si sono limitati a dichiarare che Haynes tornerà per un numero imprecisato di episodi, a partire dal 15° della stagione, e che “arriverà in città per aiutare il Team ad affrontare una questione urgente che potrebbe avere gravi conseguenze e che il suo ritorno si trasformerà in qualcosa di sorprendente quando il suo incontro con Thea darà luogo ad un cambiamento che avrà effetti sulla vita di entrambi e conseguenze permanenti“.
Considerato che Roy si è auto-bandito nel passato dalla città per salvare Oliver Queen dall’arresto e dall’accusa di essere Green Arrow (sempre a proposito di déjà-vu!) dichiarando di essere lui il vero vigilante, sarà interessante capire come il personaggio potrà aggirarsi indisturbato per Star City e soprattutto se il suo arrivo avrà a che fare con la campagna anti Oliver Queen promossa da Samandra Watson.

https://www.youtube.com/watch?v=_MjKYtGUgvQ

La sesta stagione di Arrow, tornerà in onda negli Stati Uniti con l’episodio Divided giovedì 18 gennaio su The CW.