All’inizio c’era solo un mistero, e una promessa: “I’ll see you in 25 years”. Poi, l’annuncio, la conferma, l’attesa e, infine, il debutto. Twin Peaks iniziava esattamente un anno fa la trasmissione del revival su Showtime e, dodici mesi dopo, possiamo dire che quella promessa è stata mantenuta. Doveva essere un evento, e lo è stato. Poteva accadere di tutto, e di tutto è accaduto. La scorsa estate è stata semplicemente indimenticabile. Grazie a David Lynch abbiamo riscoperto la capacità di ripensare tramite nuove categorie alla narrazione seriale. Il grande vecchio che torna a quella storia che nel 1990 era stata il Big Bang della tv di qualità e che dimostra di poter dare una lezione a tutti su cosa significa sperimentare e fare grandissima narrazione in tv.

Se durante quest’anno avete riguardato saltuariamente i momenti più sconvolgenti della Parte 8, se avete ascoltato in loop Shadow delle Chromatics o Lark delle Au Revoir Simone, se le parole “What year is this?” vi tormentano ancora, allora sapete di cosa stiamo parlando. Lo scorso anno abbiamo seguito Twin Peaks con l’amore e la dedizione che merita, ripercorrendo anche le prime due stagioni con una lunga cavalcata che ci ha portato al racconto del revival. Ora lo ricordiamo ancora, con i dieci momenti più indimenticabili (ma sono tantissimi) della terza stagione. Menzione d’onore: la scena del tipo che pulisce il pavimento.

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