L’appuntamento è all’una, all’ingresso di un enorme capannone all’interno dei labirintici Sunset Gowert Studios di Hollywood, dove, tra le numerose altre, viene girata la serie tv Scandal, firmata da Shonda Rhimes. L’occasione di questa set visit è legata all’attesissima settima e ultima stagione, che viene girata nelle settimane della nostra visita (gennaio) e il cui ultimo episodio è andato in onda negli Stati Uniti il 19 aprile, mentre in Italia ha preso il via il 24 aprile alle 22.00 su Fox Life. 

“Gli attori sono vestiti e truccati come il loro personaggio perché è un giorno di lavoro. Stanno girando il 13esimo episodio,” ci dice infatti una publicist appena arriviamo. Ma tra un ciak e l’altro noi giornalisti avremo la possibilità di fare un tour tra i diversi set e in ognuno di questi incontreremo gli attori del cast, ai quali sarà ovviamente possibile fare domande sull’ultima stagione. 

Dopo aver sgranocchiato velocemente qualcosa ed essere stati divisi in vari gruppi, veniamo accompagnati nel primo set dove incontriamo Tony Goldwyn che nella serie interpreta Fitz Grant.  

Tony, come ci si sente ad essere arrivati quasi alla fine? 

Sta iniziando a… diventare reale! È come essere all’ultimo anno del liceo, hai tutto l’anno per entrare nell’ottica che sarà l’ultimo ma sembra sempre irreale. È proprio come se prendessimo il diploma in un certo senso (ride).   

E con i tuoi colleghi come va? Siete più gentili tra di voi visto che siete arrivati alla fine? 

La cosa strana di questa serie è che siamo stati sempre gentili tra di noi, fin dall’inizio! Molto inusuale per Hollywood!  

Come si sente Fitz rispetto al cambiamento di Olivia? 

All’inizio ero sotto shock per come Shonda ha deciso di rendere il personaggio di Olivia, così oscuro, ma credo che sia esattamente quello che lei fa sempre con i personaggi, ci spinge verso un estremo e poi di colpo esattamente dall’altra parte. E la cosa rende la serie intrigante.   

Ti sembra che la serie sia cambiata nel tempo, considerando che a livello politico ha preso il via con la presidenza Obama e si chiude con quella di Trump?  

Sì, è cambiata ed evoluta, cosa che ha sempre mantenuto un livello altissimo, in sette anni non ho mai girato la stessa scena due volte. Quindi i personaggi sono cresciuti costantemente. È difficile descrivere il cambiamento avvenuto in modo specifico, ma il tono dall’ultima presidenza è decisamente cambiato. Abbiamo sempre tenuto in considerazione quello che succede a Washington, quindi se Hillary avesse vinto Scandal sarebbe stata diversa, non so come, ma sicuramente diversa.  

Sarebbe finita prima si diceva?  

Credo che l’idea originale di Shonda sulla fine sia cambiata a un certo punto, quello che credeva sarebbe stato il momento finale, ovvero l’elezione presidenziale, poi non lo è stato e si è aggiunta una serie in più prima della conclusione definitiva.  

All’inizio la serie era molto incentrate sul tuo personaggio e quello di Kerry Washington, sulla vostra relazione. Adesso non è più così. 

Non poteva rimanere la parte centrale per troppo a lungo anche se penso che sia ancora nel DNA della seria, e credo che Fitz speri in un ritorno con Olivia, ha rinunciato alla politica ma non a lei. Sono curioso di vedere cosa Shonda farà di noi! È stato molto difficile predire i colpi di scena fino ad adesso.  

Che percorso ha fatto il tuo personaggio in questi anni 

Anche se Fitz non è più così centrale nella serie, in qualche modo ha trovato se stesso anche al di fuori della Casa Bianca. E questo già mi rende felice.  

Quale è l’impatto che Shonda Rhimes ha su una serie come questa? 

Shonda ricrea un mondo che ha nella sua testa, un mondo fatto di persone di razze diverse, di diverse estrazioni sociali. Ogni tanto dice “È l’ultima volta che parlo di diversità in tv!” E ovviamente io non ci credo minimamente! Si parla tanto nel nostro settore di diversità, e il canale ABC è sempre stato leader in questo senso. Per quanto riguarda la tv a dare un grosso contributo però non sono stati solo i canali televisivi ma anche i produttori come Shonda, che nelle serie mostra persone di diverse religioni, razze, e crea una sorta di normalità intorno a tutto questo. Ed è questo che cambia davvero le cose.  

Come avete gestito negli anni le scene di sesso tu e Kerry Washington?  

Ci vuole molta fiducia e una buona conoscenza reciproca per le scene di intimità. Io e Kerry siamo molto amici, abbiamo un buon rapporto e girare le scene d’amore con lei per me è stata solo l’estensione della nostra amicizia. Se non connetti con qualcuno a livello creativo diventa davvero molto difficile girare quel tipo di scene.  

C’è qualche cosa di questo set che vorresti portare via con te?  

La scrivania di quando ero Presidente! Ma non mi ci sta in tasca (ride).

Salutiamo Tony Goldwyn e proseguiamo lungo un corridoio che mi dà effettivamente l’impressione di essere alla Casa Bianca, la ricostruzione degli ambienti è davvero impressionante. Nel secondo set, l’ufficio dei Gladiatori, incontriamo Guillermo Diaz (Huck), Darby Stanchfield (Abby) e George Newborn (Charlie).  

Come ci si sente ad essere arrivati quasi alla fine? 

Guillermo: Da quando Shonda ci ha annunciato che la serie sarebbe terminata abbiamo avuto un sacco di tempo per processare la cosa, superare la fase di shock, di tristezza, e… adesso però la fine è vicina in una maniera molto inquietante! Non voglio pensarci al momento, non voglio dover dire addio a tutti!  

Darby: Per me è una sensazione nuova, non ho mai lavorato ad una serie per sette anni, quindi in un certo senso non so che tipo di emozione mi travolgerà. In questo mestiere non ci diciamo mai addio, ma solo arrivederci, credo sia un modo per non impazzire! Certo, l’anno prossimo non ci troveremo più qui alle 5 di mattina, e non staremo più insieme 14 ore al giorno, ma siamo di certo diventati amici.  

Cosa vi ha sorpreso di più dei vostri personaggi nel corso di questi anni? 

Darby: A me è piaciuta molto l’evoluzione anche drammatica che ha fatto Abby quando ha lasciato l’ufficio ed è passata alla Casa Bianca, cercando di farsi strada in quella situazione per poi diventare Chief of Staff per circa una stagione e mezza, e tutto quello che è successo dopo. Un arco decisamente sorprendente che personalmente non mi aspettavo.  

George: Gli scrittori sono molto bravi a ideare questi personaggi tridimensionali. Quindi mi ha sorpreso la profondità a cui si è arrivati in termini di scrittura.  

Guillermo: Quello che mi ha sorpreso di più è stato Huck nei panni del wedding planner per il matrimonio di Quinn! Io che correvo in giro, la mia passione per i macaron!! Dave che doveva imparare il discorso. Decisamente sorprendente.  

Cosa lascerà questa serie secondo voi? 

Guillermo: Che Guillermo Diaz è un grande attore! Ed era ora che ci fosse una donna di colore al potere! Invece del classico uomo bianco che si vede sempre.  

Darby.: Il fatto che siamo stati un evento nella cultura pop, ad esempio considerando i social media, l’elemento TGIT per l’ABC, il crossover con Le Regole del Delitto Perfetto, il fatto che l’attrice principale fosse una donna di colore, i temi politici trattati etc.  

Vi è piaciuto di più intrepretare la versione negativa del vostro personaggio o quella più nobile? 

George: Io mi sono divertito sempre!  

Darby: Il fatto che fossi una spia eccellente e che torturassi le persone mi è piaciuto! Tutta quella zona grigia! Per quanto riguarda Abby è stato più facile per me incentrarla a livello morale, perché è così che è stata impostata come personaggio all’inizio. Quando Abby ha avuto degli attriti con Olivia Pope, e ha iniziato a fare delle cose alle sue spalle, o quando è arrivata alla Casa Bianca e ha capito di poter prendere il potere, sono stati momenti molti difficili per me da interpretare, perché Abby viene da un passato difficile, è una persona molto giudicante, pensa che le cose siano o bianche o nere, o buone o cattive, ha un’idea chiara di come le cose devono andare e invece deve mettere tutto in dubbio. Come attrice è stata una grande sfida.  

Guillermo: A me è piaciuto di più fare il cattivo, è più difficile ed è stata una sfida con me stesso. Huck per circa tre stagioni non voleva assolutamente torturare le persone e poi di colpo sentiva questo bisogno di farlo, ed è stato divertente per me.  

E cosa vi sta lasciando quest’ultima stagione? 

Darby: I momenti di perdono e compassione tra i personaggi, soprattutto nei momenti più bui della serie, sono comunque molto commoventi, ed è facile rispecchiarcisi. La domanda da porsi è: meritiamo tutti il perdono? È una domanda molto umana e credo che alla fine tutti i personaggi, per quanto incasinati, siano semplicemente umani.  

E i Gladiatori? Cosa succederà a loro, aiuteranno Olivia?  

Guillermo: Negli ultimi episodi ci siamo decisamente uniti di più, come mai prima. Io e Abby abbiamo avuto più scene mature, con molta connessione tra di noi. Anche con Quinn che è la capa. Ma rimarrà così? Lo scopriremo.  

In questa settima stagione ci sarà anche il luogo d’incontro tra?Olivia?Pope e Annalise Keating, due delle eroine di casa Shondaland, che?si incontreranno per un?crossover. 

Guillermo: Alla lettura dell’episodio con Viola Davis ci siamo divertiti come pazzi, ad ascoltare Kerry e Viola leggere le loro battute, incredibile! C’era una energia incredibile. 

Proseguiamo il tour che ora ci porta nell’ufficio del vice Presidente USA, dove ci troviamo davanti a Scott Foley (Jake Ballard), Joshua Malina (David Rosen) e il grande Jeff Perry (Cyrus Beene).  

Jeff, l’arco del tuo personaggio, che dalla prigione arriva qui, quanto ti sembrava fosse plausibile?  

Jeff: Che devo dire, sono sempre riusciti a stupirmi, ad ogni lettura del nuovo episodio ogni volta è una sorpresa incredibile, per sette anni di fila… perché non sappiamo mai quale sarà il nostro destino! E la cosa mi piace, è la cosa bella della televisione, non conosci quale sarà il tuo percorso. Il cast ha portato una solidità nella serie che ha reso tutto, anche le cose più strane, credibili! E se consideriamo la situazione politica di oggi nel nostro Paese… Beh, non sono così strane le cose che si vedono nella serie! 

Joshua: Esatto, sto leggendo proprio ora Fire & Fury e devo dire che la realtà supera la nostra serie! 

Che fine faranno i vostri personaggi?  

Jeff: Non ne abbiamo idea, siamo all’oscuro. Per ragione pratiche, Joe Morton (Eli Pope) è stato l’unico a sapere molto tempo in anticipo, con noi tenuti all’oscuro, che era il padre di Kerry. Non ho mai pensato al futuro comunque perché lavorare in questa serie è come stare sulle montagne russe. 

Scott: Non avevo idea di quello che avrebbe fatto il mio personaggio nemmeno alla fine della stagione scorsa!  

Joshua: Io ho sempre cercato di indovinare e non ne ho mai azzeccata una!  

Cosa vi mancherà di più?  

Joshua: I soldi!  

Jeff: Tutto, mi è piaciuto tutto. Come attore ho iniziato con questo gruppo di amanti nerd del teatro appena usciti dal college, ed era il paradiso per me! Guadagnavamo circa 7 dollari all’anno ma facevamo quello che amavano. 47 anni dopo faccio ancora quello che mi piace ma con uno stipendio diverso! Andare al lavoro in queste condizioni è una benedizione. Spero non mi manchi troppo perché adoro lavorare.  

Rivedremo la moglie di Jake?  

Scott: Ah, oddio. Mi ero dimenticato di avere una moglie! Non saprei, avrebbe un certo senso ma stiamo parlando di Scandal! Nulla è certo.  

Jeff: Abbiamo la fotografia di Ella in questo ufficio però, nel caso mia figlia tornasse.  

I social media hanno avuto un ruolo fondamentale per lo show e viceversa, che rapporto avete?  

Joshua: A me piacciono di più i lati negativi dei social di quelli buoni. Mi piace litigare con degli sconosciuti su internet, direi che è quasi catartico. Piuttosto che litigare con i miei figli o mia moglie, litigo con degli sconosciuti sulla trama, sulla politica! Quello che mi manca del teatro che non faccio da tempo è questo, l’avere la reazione immediata del pubblico e i social media in questo senso compensano questo aspetto. E poi abbiamo un fan base incredibile con il quale interagisco moltissimo.  

Lasciato l’ufficio del vice presidente, chiudiamo il tour entrando finalmente nel luogo più famoso della politica americana, lo Studio Ovale. “Benvenuti nel mio ufficio!!” Ci accoglie sorridente Bellamy Young (Mellie Grant). Insieme a lei Kerry Washington (Oliva Pope) e Katie Lowes (Quinn Perkins). FOTO  

Cosa lascerà in eredità questa serie tv? 

Kerry: Il fatto di essere stata la prima ad avere come protagonista una donna di colore, una donna presidente, una serie in cui le donne sono al potere, e che rompono i pregiudizi sulle donne, che vincono sugli uomini. Ha lanciato il messaggio che anche se sei in dolce attesa puoi allo stesso tempo essere CEO della tua compagnia. Tutto è possibile. Oltre a essere stato un meraviglioso posto di lavoro, visto si chiacchiera tanto sul fatto che sui set gli attori litighino tra di loro, qui non è stato così. 

Che reazione hai avuto la prima volta che hai messo piede nello Studio Ovale? 

BY: È stato davvero commovente! Lo so che sembro una pazza a dirlo, ma sapevo quanto Mellie volesse arrivare qui. Quanto mi sono seduta su questa sedia…. Ahh! È stato incredibile! Tutti i dettagli sono fantastici, il tappeto, la mia foto con Betsy, e la bandiera. Vorrei portarmi via il quadro di legno appeso alla parete!  

È catartico per te interpretare questo ruolo? 

È un privilegio e interessante lavorare su una serie che ha avuto una iperbole di questo tipo, con un messaggio di questo tipo. Se credi in un determinato mondo, è un paradiso lavorare qui.  

Come #metoo e #Timesup hanno cambiato la scrittura della serie 

Kerry: Quella non dipende da noi ma in generale posso dire che senza quel tipo di movimento di protesta, sia noi che voi, non avremmo un lavoro! 

Come si sta svolgendo questa ultima serie? 

Kerry: Non ho la minima idea di dove gli scrittori andranno a parare e per noi attori è più eccitante così. Non c’è mai stato un solo momento in queste sette stagioni in cui avevamo intuito i colpi di scena! Spero di provare la stessa sensazione per il finale.  

Quando pensi che lo show non posso essere più incredibile e assurdo, succede qualcosa di ancora più grosso. Quale è stato il momento di follia più alta? 

Bellamy: Ogni settimana! Sempre, a tutte le letture del copione! Forse per me la storia legata a Maya. 

Kerry: Per me quando hanno sparato a Fitz, o quando Huck ha torturato una persona. Anche la mia gravidanza, il mio aborto, la scoperta di mio padre.  

All’inizio lo show era tutto basato sulla relazione Fitz-Olivia, col tempo molto meno. Vi chiedete ancora se ci sarà un ritorno di fiamma?  

Kerry: Ci penso, diciamo che sono interessata perché lo sono i fan e sono curiosa di sapere come Shonda deciderà di chiudere questa storia. Diciamo che non ho preferenze su una fine piuttosto che un’altra.  

Lavorare su Scandal vi ha fatto guardare alla scena politica con occhi diversi?  

Kerry: Ho lavorato per l’amministrazione Obama prima di iniziare a lavorare su Scandal. E mi ha spezzato il cuore, mi sono letteralmente messa a piangere quando ho letto che Oliva avrebbe imbrogliato alle elezioni. Ho pensato che non sarebbe più stata quella di una volta. La cosa che più mi piace però è il fatto che ogni singolo personaggio prenda molto seriamente il significato di Repubblica, tutti sono molto attaccati allo spirito e all’idea della nostra Costituzione e questo è un tema che ritorna nella serie.  

Bellamy: In un certo senso devo dire che sono diventata una cittadina migliore, ho capito che davo per scontata una certa idea di progresso senza capire che in realtà sono una persona privilegiata. Quindi sicuramente ora sono molto più impegnata nella causa poltica.  

 

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