Chi ha seguito fino alla fine la prima stagione di The Terror ricorderà, probabilmente, la delicata storia d’amore tra il capo coffa di trinchetto Henry Peglar (Kevin Guthrie) e lo steward degli ufficiali John Bridgens (John Lynch). Nell’adattamento della AMC del romanzo di Dan Simmons, Peglar viene descritto come un giovane riflessivo e pensoso, la cui importanza – così come quella di Bridgens – cresce nel corso delle puntate, fino a toccare il culmine nel penultimo episodio.

In Il Mare, Il Mare, Il Mare Aperto, infatti, il ragazzo muore debilitato dall’avvelenamento da piombo che ha colpito tutto l’equipaggio, lasciando a Bridgens con l’unica consolazione di un taccuino ricco d’annotazioni. Con il quaderno del giovane infilato nei pantaloni, l’uomo si allontana dall’accampamento in cui la ciurma lotta contro la fame, per poi rannicchiarsi al tramonto in attesa che la morte lo riunisca all’amato.

Ciò che non molti sanno è che, come molti altri dettagli di cui The Terror è disseminata, anche le circostanze della morte di Bridgens sono ispirate a ritrovamenti fatti a seguito delle molte ricerche successive alla scomparsa della Terror e della Erebus. Le cosiddette Peglar’s Papers, “carte di Peglar”, costituiscono infatti l’unica testimonianza scritta superstite – a parte una breve nota – arrivataci della spedizione di Sir John Franklin del 1845, al centro della serie AMC.

Russell Potter, professore d’inglese presso il Rhode Island College ed esperto conoscitore della spedizione di Franklin, ha scritto nel proprio blog un esauriente articolo relativo all’affascinante storia dietro il taccuino mostrato nel penultimo episodio. In esso leggiamo che Henry “Harry” Peglar nacque nel 1811 o nel 1812 a Londra, ed entrò giovanissimo (nel 1825) in marina; a quel tempo, il ragazzo era già in grado di leggere e scrivere (cosa nient’affatto scontata per l’epoca).

Terror

Prima di unirsi all’equipaggio della sventurata spedizione di Franklin, Peglar aveva prestato servizio a bordo di più di una dozzina di navi e, tra alti e bassi, aveva fatto carriera per arrivare a bordo della Terror col ruolo, appunto, di capo coffa di trinchetto. In una delle numerose spedizioni di ricerca che seguirono la sparizione delle due navi partite sotto il comando di John Franklin, venne rinvenuto un cadavere rannicchiato, con un taccuino inserito nei pantaloni. Sebbene le carte al suo interno siano state identificate come appartenenti a Henry Peglar, l’identità del cadavere rimane tuttora misteriosa.

La foggia del fazzoletto indossato dal corpo riconduce al rango di steward, inferiore a quello ricoperto da Peglar all’interno della ciurma: ciò fa supporre che si tratti di un amico stretto del proprietario delle carte, impossessatosene forse con la speranza di poterle un giorno riportare ai suoi cari in Inghilterra. Sulla base di quest’interessante ritrovamento è stata costruita, in The Terror, la relazione sentimentale tra Peglar e Bridgens (che, come detto, aveva il ruolo di steward).

Non si fermano qui i collegamenti tra le preziose carte e la serie: ben due degli episodi (Terror Camp ClearThe C, The C, The Open C) devono il loro titolo agli appunti del giovane capo coffa di trinchetto, e il tatuaggio a forma di occhio che Bridgens sfoggia – versione speculare di un disegno presente sul taccuino del suo defunto innamorato – è, in realtà, desunto da uno scarabocchio presente proprio all’interno delle reali carte di Peglar.

Tuttavia, se in The Terror il personaggio interpretato da Kevin Guthrie discute con Bridgens di Voltaire, Goldsmith e Senofonte, gli appunti del vero Peglar recano svariati errori grammaticali, spesso dovuti a una trascrizione meramente fonetica delle parole; gran parte del contenuto delle carte, attualmente conservate presso il National Maritime Museum di Greenwich, resta tuttora da decifrare. Forse non sapremo mai chi fosse realmente Harry Peglar, ma la toccante versione offerta dalla serie di Soo Hugh David Kajganic ce lo ha reso certamente più vicino nell’attesa che nuove scoperte facciano luce sulla sorte del giovane e dei suoi compagni.

The Terror

Fonte: Visions of the North

Consigliati dalla redazione