Esattamente dieci anni fa, il 3 settembre del 2008, andava in onda su FX il primo episodio di Sons of Anarchy. Nessuno poteva immaginare all’epoca il successo della serie creata da Kurt Sutter, che per sette stagioni e 92 episodi avrebbe raccontato le storie, spesso tragiche, del gruppo di motociclisti di SAMCRO. Jax, Clay, Gemma e gli altri personaggi che sarebbero diventati cult come molto dell’immaginario legato alla serie, muovevano i primi passi nella cittadina di Charming. Caso vuole inoltre che questa data vada quasi a coincidere con quella del debutto di Mayans M.C., lo spin-off della serie che si concentrerà su un altro club di motociclisti.

Sons of Anarchy arrivava in un momento storico per l’emittente. The Shield, il capolavoro poliziesco trasmesso per molte stagioni come prodotto di punta, stava per terminare, non prima di aver contribuito a definire l’identità di FX. Sons of Anarchy, con la sua cattiveria, violenza, e il puro piacere di raccontare il fascino del male e degli antieroi, ne raccoglieva l’eredità. Un’eredità che avrebbe portato avanti per molti anni.

Sons of Anarchy funzionava perché riusciva a conciliare benissimo una narrazione di stampo classico – forse tra le più classiche che esistano – con un approccio molto moderno e cool. In fondo la storia di Jax, che deve confrontarsi con il patrigno Clay, che si è avvicinato alla madre Gemma dopo la morte del padre del protagonista, non è altro che una versione, “su due ruote”, della tragedia di Amleto. Tutto il grande e fortissimo conflitto che attraversa l’intera saga di SAMCRO gravita intorno all’indecisione di Jax su come affrontare Clay, in un conflitto rimandato ora per necessità ora per indecisione.

Ma Sons of Anarchy si faceva anche forte delle storie secondarie. Sempre brutali e durissime, pugni allo stomaco come nel caso della lunga e triste storia di Opie, ma sono molti i personaggi venuti fuori bene in una serie che ha dato risalto anche a figure femminili forti come quella di Gemma, o di Maggie. E poi le moto, le armi, i rapporti di potere tra i club, i lunghi momenti musicali. Quello che, nel recensire il finale della settima stagione, definivamo “un codice d’onore spesso difficile da mandar giù, ma coerente con se stesso, che appartiene ad un universo tutto suo”.

E adesso? La storia di Sons of Anarchy prosegue, in forma diversa, con lo spin-off Mayans M.C.  Lo spinoff si svolge tre anni dopo l’epilogo di Sons of Anarchy e si accennerà a quanto accaduto a Jax Teller (Charlie Hunnam). Sutter ha assicurato che non si tratterà di una serie a sfumature politiche pur affrontando degli eventi ispirati al mondo reale, come accaduto nello show originale, soprattutto considerando che i protagonisti vivono ai confini degli Stati Uniti.

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