Con i giusti accorgimenti, l’idea di spostare il franchise di The Purge dal cinema alla televisione può rivelarsi una mossa vincente. Per definizione, la formula vincente creata da James DeMonaco condensa in una lunghissima notte l’intreccio di sangue e lotta per la sopravvivenza che muove la storia. Raccontare tutto questo in dieci episodi da quaranta minuti può voler dire richiamarsi ad uno svolgimento quasi in tempo reale, in cui il tempo della storia coincide quasi con il tempo del racconto. Una sorta di versione thriller-horror di 24. Purtroppo, la serie non riesce a sfruttare bene questa possibilità, e rimane in larga parte vittima del proprio approccio. Abbiamo visto i primi tre episodi della serie, e ve ne parliamo di seguito senza spoiler.

Piccola premessa per i non avvezzi al franchise. Ci troviamo in un futuro prossimo in cui una nuova forza politica, quella dei Nuovi Padri Fondatori, ha istituito per una notte all’anno il cosiddetto Sfogo, nel corso del quale ogni crimine è lecito. Ciò si traduce nella pratica in una serie di omicidi e atti di violenza incondizionati. Anche nel caso della serie, ci vengono presentati alcuni personaggi, ognuno in una certa condizione al momento dell’inizio dello Sfogo. Si gioca quindi sulla tensione latente e sul fatto che presto tutto andrà in malora. Senza entrare troppo nel dettaglio, le storie principali sono tre: c’è una coppia ad una festa di ricconi, un uomo che cerca una persona cara, una donna che deve condurre a termine un affare con dei colleghi.

Se immediatezza e semplicità sono le armi vincenti al botteghino del franchise principale, la serie di The Purge ne ricalca fedelmente la formula. I personaggi sono talmente immediati e poco sfumati da rasentare l’archetipo. La violenza è totalmente scollegata da qualunque ritratto verosimile, e ogni tortura e vessazione è presentata nel modo più edulcorato possibile – esageratissima nell’idea, e non sfociando mai nel gore. I cattivi si esprimono in tono esageratamente mellifluo e distaccato, in un totale scollamento tra le loro azioni e la comprensione di queste. È il The Purge delle maschere e delle formule ripetute ossessivamente (nei film era il classico “scatenate la bestia”). Ed è il The Purge della critica sociale semplice, diretta ad un pubblico che o non sarebbe mai in disaccordo con certe affermazioni (la diffusione delle armi) o semplicemente non ne viene sfiorato.

Questo The Purge televisivo è una versione meno potente, anche perché più sfilacciata, di quelli che nel secondo e terzo capitolo della saga diventavano un mix tra survival thriller e action urbano, qualcosa che doveva moltissimo al cinema di John Carpenter ma anche ai Guerrieri della notte. Qui, se la critica esiste, va rintracciata nella storyline in ufficio, che gioca sulla fortissima competizione aziendale, un po’ come il recente The Belko Experiment. I tre episodi comunque si fermano ancora alla fase di preparazione, e siamo lontani dall’esplosione vera e propria della violenza. L’apprezzabile durata di quaranta minuti a episodio e l’attenzione quasi nulla richiesta facilitano moltissimo la visione. The Purge è una classica serie estiva scacciapensieri, un ultimo colpo di coda prima della fine della stagione più calda.

La serie debutterà il 4 settembre negli Stati Uniti e arriverà in Italia tramite Amazon.

Consigliati dalla redazione