Friends è ancora una delle serie più viste su Netflix – e questo potrebbe diventare un problema per la piattaforma

Cosa accadrà quando, presumibilmente verso la fine del 2019, spariranno da Netflix le serie e i film prodotti dalla Disney e dalla Warner? I due colossi dei media, infatti, stanno sviluppando le loro piattaforme streaming con l’obiettivo di competere con Amazon Video, Netflix, Hulu (nella mischia si getterà anche Apple in un modo tutto suo). Dalla loro hanno library gigantesche (quella della Disney si arricchirà anche dei prodotti Fox quando l’acquisizione entrerà nel vivo) di cui possono ritirare la licenza: è il motivo per cui Netflix ha giocato d’anticipo ormai da qualche anno investendo miliardi in produzioni originali.

Ma basterà a rimanere sulla cresta dell’onda? Non è facile a dirsi: alla vigilia dell’annuncio dei risultati trimestrali di Netflix (estremamente positivi) l’analista dei media di BTIG Rich Greenfield si è infatti chiesto “mentre sempre più creatori di contenuti lanciano i loro servizi SVOD, cosa dovrebbero pensare gli investitori dell’impatto che avrà la perdita di contenuti in syndacation di alto profilo?”

Non è una domanda banale. Un esempio su tutti è dato da Friends: ancora oggi, la sitcom della Warner Bros. è la terza serie comedy più vista su Netflix negli USA (dati misurati da Parrot Analytics tra il 17 agosto e il 15 ottobre) e negli UK, dopo serie molto più recenti come Brooklyn Nine-Nine e The Big Bang Theory (che sono sempre su licenza).

Il successo della sitcom prodotta dalla Warner Bros. TV a quasi 25 anni dalla prima messa in onda sulla NBC dimostra il rischio che corre Netflix quando la Warner presumibilmente la toglierà dalla piattaforma per lanciarla sulla propria, e conferma non solo l’importanza delle produzioni originali per la prima, ma anche il reale valore delle library dei giganti di Hollywood (ecco uno dei motivi per cui l’acquisizione della Fox è stata così allettante per la Disney).

“Se tutti gli ‘ammazzanetflix’ là fuori si mettessero d’accordo e riprendessero i loro franchise, sarebbe un duro colpo per Netflix,” conferma Peter Csathy di CreaTV Media, società di consulenza sui digital media. “I bambini e le famiglie che guardano Netflix rappresentano una porzione molto importante della sua utenza. I bambini guardano e riguardano i franchise, e i genitori sono felici di pagare per questo tipo di ‘babysitting’. Quando le principesse Disney, Star Wars, la Marvel, la DC, la Pixar e altre mega-properties lasceranno Netflix l’impatto si farà sentire”.

Durante la conferenza con gli investitori, Eric Sheridan di UBS ha chiesto a Ted Sarandos (CCO di Netflix) come l’azienda intende rimpiazzare serie tv e film concessi su licenza: “Alcuni dei nostri brand più importanti, come Stranger Things, sono di nostra proprietà. È pur vero che stiamo ancora utilizzando moltissimi prodotti su licenza. Ma Queer Eye, Fastest Car, Nailed It, Sugar Rush… sono tutte serie che i nostri utenti in tutto il mondo amano. Sono di nostra proprietà, e questo significa che non dobbiamo negoziare nulla con la pistola putata alla tempia.” Secondo Sarandos una strategia sarà anche stringere accordi con canali televisivi pubblici come la BBC: da poco è stata annunciata una partnership per distribuire nel mondo Dracula di Steven Moffat e Mark Gatiss.

Fonte: Netflix

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