Il presidente Donald Trump non ha mai fatto mistero di ritenere un muro tra il Messico e gli Stati Uniti un passo decisamente positivo per preservare il suolo americano dall’immigrazione illegale; tuttavia, com’è noto, la proposta ha suscitato numerose polemiche, non solo in campo politico ma anche da parte di personalità di spicco del mondo dello spettacolo. Ora si unisce al coro Eric Newman, showrunner di Narcos: Messico. Intervistato da Entertainment Weekly, Newman ha innanzitutto parlato della lotta al traffico di stupefacenti al centro della serie, ambientata negli anni ’80.

“Abbiamo affrontato la questione nel modo sbagliato per molto tempo”, ha detto Newman. “Continuiamo a considerare [l’uso di droghe] come un problema di applicazione della legge, quando dovremmo considerarlo una crisi sanitaria negli Stati Uniti e una crisi umanitaria altrove. Finché esiste la domanda di droghe – e gli Stati Uniti sono il mercato più grande per le droghe illegali nel mondo – non avrai mai la possibilità di intaccare l’offerta. L’offerta è un prodotto della domanda, quindi è ovvio che dovremmo concentrare i nostri sforzi. E non arrestare le persone che fanno uso di droghe. Le persone che si drogano hanno bisogno di aiuto, non hanno bisogno della prigione.”

Poi la conversazione si è spostata sul muro di confine di Trump. “Sai, si parla molto di costruire un muro – che è una cosa stupida da molti punti di vista”, ha dichiarato Newman. “Ma quello che mi fa davvero impazzire è l’idea che un muro possa ridurre il flusso di droga negli Stati Uniti. Sai dove puoi trovare un sacco di droghe ovunque? In prigione. E le prigioni sono circondate da mura. Se c’è la volontà, il modo si trova. È molto semplice, domanda e offerta.”

Narcos: Messico, che debutterà il prossimo 16 novembre su Netflix, vede Diego Luna nel ruolo del boss del crimine Félix Gallardo e Michael Peña nei panni dell’agente della DEA Enrique “Kiki” Camarena.

Fonte: Entertainment Weekly

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