I fan di Stranger Things hanno imparato ad amare – e odiare – la cittadina immaginaria di Hawkins, in cui le avventure dei protagonisti hanno luogo; tuttavia, il libro di recente pubblicazione World Turned Upside Down ha rivelato alcuni retroscena piuttosto interessanti sulla serie dei fratelli Duffer che, prima di essere acquistata da Netflix, aveva tutt’altra ambientazione.

La sceneggiatura originale infatti si intitolava Montauk, nome di una base segreta che, secondo alcune teorie complottiste, fu luogo di esperimenti governativi legati alla telepatia e, più in generale, al paranormale. La serie era inoltre ambientata a Long Island, isola a nord-est di New York, e l’atmosfera generale doveva essere molto più cupa e drammatica di quanto poi non si sia visto, arrivando a essere un vero e proprio horror.

Tuttavia, ben presto i Duffer si resero conto che girare sull’isola non avrebbe funzionato come speravano, e decisero quindi di spostare l’ambientazione in una tranquilla cittadina di provincia. In più, fu cambiata parte della trama, e venne eliminato un decesso che avrebbe certo fatto disperare buona parte dei fan: il personaggio di Steve Harrington, infatti, era destinato a morire nella prima stagione; chi ha seguito la serie Netflix sa che, invece, il ragazzo è divenuto sempre più importante nel corso degli episodi, arrivando a essere un vero e proprio eroe nella seconda stagione.

I fan possono quindi ringraziare i Duffer, Netflix e chi per loro di aver risparmiato la vita del giovane ex bullo interpretato da Joe Keery, ormai entrato a far parte del cast dei personaggi principali della serie; oltre a lui, com’è noto, anche la giovanissima Eleven, interpretata dall’attrice britannica Millie Bobby Brown, doveva sacrificarsi alla fine della prima stagione (cosa che è in effetti avvenuta, salvo poi ricomparire all’inizio del secondo arco di episodi).

La terza stagione di Stranger Things debutterà nel 2019.

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Fonte: Screenrant

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