Tra un pranzo natalizio e l’altro, in attesa della prossima abbuffata ed in cerca di ispirazioni per il cenone di Capodanno, oltre a rimanere ipnotizzati di fronte ad improponibili maratone culinarie sui canali tematici, grazie ad un incosciente zapping capitiamo nell’ennesima puntata de La prova del cuoco, che, anche in questi giorni di festa, non conosce sosta. Ci soffermiamo a seguire così la ricetta di uno dei nostri cuochi preferiti dell’era Clerici, lo chef specializzato in piatti di pesce Gianfranco Pascucci, felicemente sopravvissuto al cambio di comando. Il clima è giocoso, lo chef è simpatico e allora, con un salto indietro nel tempo, gli viene mostrata una sua foto da bambino, che lo ritrae vestito da Zorro, quindi facile sia stata scattata in periodo di Carnevale anziché in quello natalizio, ma va bene lo stesso, perché quel bimbo ha in mano una canna da pesca, segno che sapeva già cosa avrebbe voluto fare da grande.

Pascucci si lascia andare ai ricordi di infanzia, alla bellezza delle giornate trascorse in famiglia, tutti amorevolmente uniti, a quando giocava con il cugino che era grande e grosso e lo menava sempre, ma poi quando è cresciuto, ha iniziato a picchiarlo lui. E rivolge incautamente un appello ai piccoli telespettatori che fossero all’ascolto “Bambini piccoli non vi preoccupate, crescerete, e poi farete voi i conti” La Isoardi sgrana, se possibile, ancora di più del solito, gli occhioni, cerca di correggere il tiro e precisa “Meglio se non capita“ e allora lo chef, che solo in quell’istante di rende conto di essere scivolato, proprio a Natale, quando notoriamente siamo tutti più buoni, su un’insidiosissima gaffe tenta di rimediare “Nel senso buono, sono quelle cose da bambini, è un gioco” Chef perdonato, anche perché il polpo con l lenticchie che ha appena preparato dev’essere davvero delizioso.

Anche se questo anno non è ancora terminato, è già tempo per la tv di pensare al prossimo Festival della canzone italiana e quest’anno lo show canoro dedicato alla selezione di Sanremo giovani vede alla conduzione un duo d’eccezione composto da un mostro sacro come Pippo Baudo e l’astro nascente Fabio Rovazzi, vero prezzemolino di cui pare ormai non si possa più fare a meno in nessuna occasione. Durante le serata, dopo l’esibizione di un duo di cantanti che si accompagnano con tromba e chitarra, Luca Bizzarri, membro delle giuria di esperti, dà il suo parere e dopo essersi complimentato a lungo con i due ragazzi, si permette di suggerire, per il futuro, di utilizzare meno effetti sulla tromba e di fare sentire invece di più lo strumento. L’occasione per Rovazzi è di quelle ghiottissime per fare emergere tutto il suo humor e la sua verve e si inserisce commentando “Trombare è sempre importante”. Soddisfatto della sua osservazione, ride da solo, Bizzarri si alza e abbraccia il musicista con la tromba, mentre Baudo invita a mantenere un po’ di contegno. Se questo è il nuovo che avanza, siamo messi bene.

Rimaniamo su Rai1 perché ancora una volta la tavolata piena di ospiti illustri di Che tempo che fa ci offre spunti di riflessione. Fabio Fazio chiede a Christian De Sica, per l’ennesima volta presente in tv a lanciare il suo cinepanettone, un ricordo di un Natale passato. L’attore rammenta così il Natale doppio di suo padre Vittorio, che aveva due famiglie, la seconda all’insaputa della prima. Ma il conduttore lo riporta ancora indietro, ad i suoi esordi, mostrando immagini di lui con la grande Wanda Osiris e l’aneddoto a riguardo è abbastanza curioso. De Sica racconta di avere raggiunto la diva, già in quegli anni anziana e un po’ sorda, in camerino, e averle detto “Grazie Wanda per le due ore di pura arte che ci hai regalato“. La risposta di lei però era stata inaspettata ”Ah caro De Sica, un pezzo di ca**o si trova ovunque”. Chissà che aveva capito, dice lui, il pubblico e gli altri ospiti ridono come matti mentre Fazio grida scandalizzato “Nooooo” mettendosi le mani tra i capelli. De Sica non capisce il clamore e aggiunge “Ma sono cose naturali!”. Il destino un po’ porcello si accanisce di lì a poco ancora sul casto Fabietto.

È il turno del mago Silvan che confida di avere nutrito una grande passione per la magia e le carte fin da bambino, al punto che ai tempi della scuola, si allenava anche in classe a manipolare le carte tenendole nascoste nelle tasche dei pantaloni per non essere visto, finché un bel giorno il professore lo mandò dietro la lavagna pensando che stesse compiendo un “atto indegno”. Candidamente, per rendere meglio l’idea, Silvan si alza mimando il gesto interpretato come osceno. Il pubblico scoppia a ridere di nuovo, De Sica interviene “Lo sai che si diventa ciechi?”. Fazio si guarda attorno smarrito ma per lui non è ancora finita. Come ogni fine anno che si rispetti, immancabile è l’intervento di un astrologo che ci riveli come sarà il nuovo anno che ci attende. E dopo avere ascoltato le indicazioni di Paolo Fox, Piefrancesco Favino, seduto anche lui al tavolone, tira fuori dalla tasca un foglietto con l’oroscopo del suo segno , la Vergine, rivisitato in chiave ironica e molto, ma molto osè. Fazio si arrende, esclama “Siete pazzi”, ma è altamente probabile gli argomenti piccanti gli abbiano intanto alzato, e di parecchio, l’audience.

Battute grossolane e talvolta anche al limite dell’osceno hanno tenuto banco durante la messa in onda in prima visione su Italia 1 di In…tolleranza zero, lo spettacolo teatrale del comico Andrea Pucci, un one man show in cui l’attore narra in modo divertente la quotidianità degli esseri umani alle prese con le vicende, a volte anche esilaranti, che caratterizzano la vita di tutti i giorni. Tra molte gag spiritose, ne infila anche una davvero greve e di pessimo gusto, che avrebbe necessitato, almeno per decenza, di un taglio netto. Il comico racconta che la madre anziana vive da sola , e avendo paura dei ladri, la sera, prima di andare a dormire, ha l’abitudine di legare delle pentole alle maniglie delle porte, in modo che qualora entrasse qualcuno di soppiatto, se ne accorgerebbe immediatamente. Se non fosse però che prima di andare a letto prende un potente farmaco contro l’insonnia. Pucci, non trovando una sera le sue chiavi di casa, ma avendo in tasca un mazzo di quelle della casa materna, pensa bene di andare a dormire da lei, entra in casa, le padelle fanno un rumore infernale, ma la signora, sotto effetto del sonnifero, dorme beata ”Ma mamma” grida lui “Se ti prendi queste pastiglie, se anche viene dentro il nero di Whatsapp che ti vuole violentare due o tre ore, non senti un ca**o”. L’infelicissima uscita si commenta orrendamente da sé.

Tono gioviale invece per la domanda con doppio senso incorporato rivolta da Vladimir Luxuria a Marta Flavi nel talk show pomeridiano di Caterina Balivo Vieni da me. L’ex conduttrice della leggendaria Agenzia Matrimoniale, confessa di essere innamorata, felicemente ricambiata, di tale P. e dietro le incalzanti domande della presentatrice si sbottona un po’ rivelando che si tratta di un notaio milanese. Ma non vuole aggiungere altro. Luxuria prende la palla al balzo e chiede maliziosa “Ma come sono gli atti?”, l’altra finge di non capire o forse non capisce davvero e risponde “Non lo so, non mi intrometto nel suo lavoro” e allora lei ribatte ”Ma io intendevo gli atti impuri!”. La Flavi non raccoglie la provocazione e risponde che i suoi sono tutti atti purissimi.

Proprio però dal salotto della Balivo giungono auguri trash con cui vogliamo chiudere in bellezza questo 2018. Il socialitè Jonathan Kashianian ci dà le direttive sulle cose da fare e da eliminare per Capodanno. Via sandali e calzini, benvenute lenticchie, melograno e noodles come vuole la tradizione giapponese, dodici acini d’uva, bacio sotto il vischio, via le tartine al salmone sostituite dal sushi e via anche le mutande rosse. E per finire basta con le catene di auguri tutte uguali, Jonathan vuole solo auguri personalizzati e ci saluta con i suoi “Serenitè, prosperitè e jet privè”. Se non proprio raffinati, speriamo che almeno siano di buon auspicio.

Buon Anno!

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