Nei giorni scorsi sono emerse alcune accuse, provenienti da lavoratori sul set, nei confronti di Frankie Shaw, creatrice e protagonista della serie di Showtime SMILF. Secondo quanto riportato, la showrunner è stata accusata, a vario titolo, di aver assunto comportamenti scorretti sul set. Tra questi, un atteggiamento giudicato poco responsabile nei confronti di un’attrice a cui è stato chiesto di interpretare scene di nudo, o presunte discriminazioni su base etnica che hanno portato a delle recriminazioni da parte della categoria degli sceneggiatori.

Per quanto riguarda le problematiche legate alle scene di nudo, queste sono emerse a partire dalla testimonianza dell’attrice Samara Weaving, che ha raccontato di due distinte occasioni in cui si è sentita a disagio.

La prima circostanza risale alla prima stagione, quando Shaw avrebbe preso da parte Weaving nel momento in cui l’attrice – in base ad un accordo tuttavia ancora non sottoscritto – aveva obiettato al fatto di dover girare una scena di nudo. Frankie Shaw a quel punto le avrebbe detto di capire come certe scene potessero essere stressanti, e le avrebbe parlato delle proprie esperienze. Si sarebbe quindi tolta la t-shirt per mostrarle come il suo corpo fosse cambiato dopo la gravidanza, eppure come le avessero ancora chiesto di fare scene di nudo in seguito.

La seconda occasione riguarda una scena in intimo della seconda stagione in cui sono protagonisti Miguel Gomez e Samara Weaving. Per assicurare il massimo dell’intimità, alla scena in questione erano presenti solo i necessari membri della crew. Tuttavia, come accade di norma, all’esterno era stato posto un monitor per permettere alla sceneggiatrice Emily Goldwyn di assistere alla scena. Tuttavia, sembra che alla visione fossero presenti altri membri della crew non richiesti. Il monitor è stato quindi spento e Emily Goldwyn si è recata di persona nella stanza dove si stava girando.

In conclusione Samara Weaving lascerà la serie sulla base di una violazione del contratto per quanto riguarda le scene di nudo.

Frankie Shaw ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Lavoro ogni giorno per creare un ambiente di lavoro nel quale ognuno dovrebbe sentirsi al sicuro, e nel quale io possa continuare a crescere come leader e manager. Ora e sempre sono aperta ad ascoltare e a dare spazio a tutte le lamentele e i problemi che cadono sotto la mia responsabilità. Mi addolora scoprire che qualcuno si è sentito a disagio sul set. Spero sinceramente che potremo lavorare insieme per risolvere ogni tipo di problema. Mi impegno a creare un ambiente di lavoro nel quale le persone possono sentirsi sicure e ascoltate.

Michael London, produttore esecutivo di SMILF, ha dichiarato nei giorni scorsi:

Non vogliamo trovare scuse o minimizzare il fatto che Samara si è sentita a disagio e che abbiamo fallito nel nostro obiettivo di proteggere la sua privacy. Tutto quello che possiamo fare è scusarci e far sì che avvengano i cambiamenti necessari affinché ciò non avvenga più. Per Frankie questa non è una questione da poco. Lei è una voce importante per la conquista della consapevolezza delle donne e per far ottenere alle donne più opportunità per raccontare le loro storie. Lei stessa ha avuto esperienza di pressioni da parte di registi uomini a partecipare a scene di sesso sgradevoli nelle prime fasi della sua carriera.

ABC Studios, che si occupa della distribuzione della serie, ha rilasciato il seguente comunicato:

ABC Studios è attenta a fornire un ambiente di lavoro sicuro e quando siamo messi a conoscenza di situazioni problematiche le affrontiamo in modo appropriato. Sono state portate alla nostra attenzione delle lamentele dopo la fine della produzione della seconda stagione, e stiamo conducendo delle indagini. Se verrà ordinata una terza stagione verranno presi provvedimenti appropriati.

Per quanto riguarda le accuse circa le discriminazioni su base etnica, che hanno creato qualche attrito con il sindacato degli sceneggiatori, anche in questo caso Michael London si è schierato con la showrunner:

Frankie ha combattuto molto per portare degli sceneggiatori di talento sia afroamericani che ispanici nello staff. Ed è una pratica comune quella di dividere il gruppo in più piccoli per accelerare il lavoro, e SMILF non fa eccezione. Occasionalmente sono stati divisi per anzianità, e in alcuni casi questo ha lasciato più afroamericani che bianchi in un gruppo di lavoro. Ma inequivocabilmente non c’era alcuna intenzione di dividere la stanza in base a linee razziali.

Secondo fonti raccolte da Deadline, Showtime – che ha rifiutato di rilasciare dichiarazioni ufficiali – sarebbe al 100% dalla parte della showrunner, e non avrebbe alcuna intenzione di bloccare il lancio della seconda stagione della serie, che avverrà il prossimo mese.

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Fonte: THR deadline

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