Il 31 gennaio del 1999 è una data molto importante per tutti gli amanti delle serie tv scorrette e cattive. Segna infatti il debutto di I Griffin, Family Guy in originale, la serie tv creata da Seth MacFarlane al momento in onda con la sua diciassettesima stagione. Tra alti e bassi, cancellazioni e ritorni inaspettati, questa assurda famiglia del Rhode Island è una delle costanti della tv generalista degli ultimi decenni.

Il prototipo della serie viene realizzato da MacFarlane nel 1997. Protagonisti sono un uomo e il suo cane parlante. Larry e Steve, questo il nome dei due, si trasformeranno in Peter e Brian, e la serie farà il suo debutto su Fox al termine del SuperBowl del 1999. Il debito dei Griffin nei confronti dei Simpson è evidente fin da subito, ma la serie non è un clone della serie di Matt Groening, o almeno non la si può ridurre solo a quello. Piuttosto, rappresenta una versione esasperata e cattivissima delle tipiche comedy familiari basate sui buoni sentimenti e l’appiglio sicuro della famiglia che protegge e al tempo stesso insegna una morale.

Questo lo si vede fin dai titoli di testa, una parodia della sitcom Arcibaldo (All in the Family) che è quasi diventata più nota dell’originale. Bastano poche battute per capire che i Griffin sono tutt’altro che accomodanti e infarciti di buoni sentimenti. I Simpson sono irriverenti, ma non dimenticano mai, almeno nelle prime dieci straordinarie stagioni, di riportare tutto a finali concilianti, che lasciano con un sorriso, talvolta anche emozionanti. Il culmine si raggiunge nella quarta stagione, con episodi come La prima parola di Lisa o Niente birra per Homer. Peter e Lois riprendono alcune caratteristiche di Homer e Marge, ma non sono mai fragili o umani come loro.

I Griffin allora sfruttano questa loro diversità per distinguersi. Pongono meno paletti alla violenza, alla cattiveria e alla logica interna. Le puntate diventano un grande contenitore di riferimenti nonsense e gag introdotti spesso dal celebre “è come quella volta che… “. Non a caso, nei Simpson rimangono maggiormente impresse le trame e le gag sono facilmente riconducibili all’intreccio, mentre con i Griffin ricordiamo la singola battuta, ma è molto difficile accostarla alla puntata a cui appartiene. Ci sono grandi eccezioni, come la trilogia parodia di Guerre Stellari, o gli episodi in cui Brian e Stewie viaggiano nel tempo. Qui I Griffin abbracciano del tutto il loro stile assurdo, continuamente “meta”, e ogni scena è una gag a sé.

Questo stile sarà oggetto di una parodia da parte di South Park. Nel doppio episodio della decima stagione, intitolato Cartoon Wars, scoppia il panico quando si scopre che i Griffin vogliono mandare in onda una gag su Maometto. In conclusione, non soltanto la gag si rivela banalissima e infantile, ma scopriamo insieme a Cartman come vengono costruiti gli episodi della serie: un mucchio di lamantini scrive parole a caso per creare le gag. In uno sfogo che rimarrà famoso, anche per rispondere a chi accostava South Park e Family Guy, Cartman griderà a un certo punto: “I’m nothing like Family Guy”. E il fatto che Cartman venga accompagnato da Bart Simpson nella sua avventura spiega bene il parere di Trey Parker e Matt Stone sulle due serie.

Non sarebbe stato l’unico crossover. Nel 2014 I Griffin hanno conosciuto i Simpson nel doppio episodio E alla fine si incontrano. Ovviamente un incontro tra i due gruppi familiari ha senso solo nell’universo dei Griffin (l’opposto sarebbe inconcepibile), e infatti si trattava di due puntate di Family Guy. E comunque il risultato finale strideva parecchio, proprio perché lo stile dei Simpson mal si adattava a quello più violento dei Griffin. Anzi, forse proprio una tendenza degli ultimi anni a imitare lo stile della serie di Seth MacFarlane ha contribuito al declino dello show, ma questa è un’altra storia.

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