Arrow-less: il ruolo di Arrow ed il futuro dell’universo televisivo dell’Arrowverse

Il commosso messaggio con cui Stephen Amell ha annunciato sulla sua pagina Facebook la conclusione di Arrow il prossimo anno e con l’8^ stagione, che sarà composta da soli 10 episodi, segna certamente la fine di un’era. Seppure tra alti e bassi allo show capostipite dell’Arrowverse vanno riconosciuti molti meriti, il primo dei quali quello di essere stato il primo show ispirato ai fumetti ad assumere un carattere serializzato, che ha privilegiato lo sviluppo dei personaggi piuttosto che, come Smallville, avere i soliti cattivi di puntata a far progredire l’azione.

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Partito con un’identità piuttosto distinta dal materiale di ispirazione e con un protagonista che ricordava molto più il Batman di Christopher Nolan che il Freccia Verde scanzonato e dallo spiccato senso dell’umorismo dei comic, l’Oliver Queen della carta stampata si distingue da quello televisivo, perché non perde mai l’occasione di farsi una risata, a volte persino a discapito dei suoi nemici durante un combattimento, mentre la serietà del protagonista della serie, che è andata comunque leggermente attenuandosi negli anni, ha fatto da perfetto contraltare ai toni più leggeri di serie come The Flash, Supergirl e naturalmente Legends of Tomorrow.

Sempre ad Arrow e soprattutto al suo successo in termini di attenzione del pubblico, si deve naturalmente anche la creazione del muliverso televisivo della DC Comics, chiamato anche Berlanti-verse, dal nome della persona a cui si deve la nascita dell’Arrowverse, un uomo che si è trasformato in un vero e proprio re Mida del piccolo schermo e che ha saputo diversificare e sfruttare il genere delle serie dedicate ai supereroi anche con il recente e più maturo sviluppo di show quali Titans e Doom Patrol che, andando in onda sulla piattaforma online DC Universe, hanno il privilegio di potersi permettere maggiore libertà creativa ed espressiva rispetto ai loro cugini di The CW.
E’ altresì possibile, se non probabile, che senza il successo dell’Arrowverse Netflix non avrebbe mai sviluppato tutte le serie ispirate alla Marvel ormai cancellate e scomparse dalla piattaforma streaming in seguito alla nascita di quella  della Disney, fornendo un approccio più adulto al genere per fare da contraltare al target decisamente più adolescenziale delle serie “berlantiane”.

Anche se tutto ciò di cui abbiamo parlato non bastasse a sottolineare quanto importante sia il ruolo di Arrow nel panorama televisivo, per sottolineare l’aspetto più rivoluzionario dell’Arrowverse sarebbe sufficiente parlare dei crossover e di come questi eventi televisivi abbiano finito per legare i personaggi delle diverse serie coinvolte, influenzandone prepotentemente le storyline.
Non solo i crossover sono diventati infatti un evento televisivo ma, proprio come nei fumetti, i personaggi dei diversi show dell’Arrowverse interagiscono ormai gli uni con gli altri con una familiarità che è diventata normale, ma che era impensabile solo qualche anno fa: basta per esempio che un personaggio nomini Cisco di The Flash se ha bisogno di un consiglio che coinvolga gli STAR Lab o l’ARGUS se ha bisogno di supporto tattico, per rendere qualsiasi trama improvvisamente più credibile e senza che vi sia nemmeno più bisogno che i personaggi in questione appaiano fisicamente in un’altra serie.

Della decisione di Amell & C. di chiudere la serie con l’8^ stagione e con l’uscita di scena del protagonista, nonostante sia evidente per l’esistenza stessa dei flashforward in questa stagione, che il network debba aver preso seriamente in considerazione la possibilità di far proseguire la serie anche senza di lui, possiamo solo dire che gli show che hanno avuto il coraggio di staccare la spina quando ancora avevano qualcosa da dare al pubblico si contano letteralmente sulla punta delle dita e che solo per questo bisognerebbe tributare a tutte le persone coinvolte il rispetto che meritano.

In quanto al futuro del personaggio e dello show – in questa circostanza ci asterremo dal fare previsioni e speculazioni sugli eventi del crossover di Crisi sulle Terre Infinite che, quasi certamente, segnerà il congedo dello show – quello che Arrow lascerà con la sua dipartita è, in primo luogo, un multiverso complesso e colorato, ricco di personaggi interessanti e vari, ma soprattutto un erede ideale in Batwoman che, seppure non sia stata ancora ufficialmente promossa a serie da The CW, con i suoi toni decisamente oscuri si avvicina idealmente a quelli di Arrow ed è la sostituta ideale di un personaggio che fino ad ora ha fatto da putativo padre spirituale per tutti gli eroi che gli sono succeduti.

La settima stagione di Arrow, con l’episodio Brothers and Sisters, tornerà in onda negli Stati Uniti ogni lunedì 4 marzo su The CW, mentre in Italia debutterà a partire da domani, martedì 12 marzo 2019 su Premium Action.

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