Benvenuti nella Seconda Era.

Così riporta la pagina ufficiale nel post su Twitter che rimanda alla mappa completa della Terra di Mezzo per come verrà raccontata nella serie tv (le mappe pubblicate negli aggiornamenti precedenti erano relative a un’epoca successiva). Con i suoi limiti geografici che includono Númenor e le rigide denominazioni in Sindarin, si tratta di una rappresentazione grafica che ci dice molto sull’intervallo di tempo nel quale saranno racchiusi gli eventi raccontati dallo show. Certo, come ogni suddivisione in epoche, da quelle reali a quelle fantastiche, anche la cronologia di Tolkien è puramente convenzionale, anche perché – nella logica interna alla mitologia – è creata da esseri che non sapevano cosa sarebbe giunto poi. Eppure ognuna delle Quattro Ere di Arda ha le sue peculiarità, e la Seconda Era è caratterizzata dall’ascesa e dalla caduta di Númenor sullo sfondo della Forgiatura dei Grandi Anelli.


La Prima Era si chiude con la Guerra d’Ira, il conflitto che mette fine alla Guerra delle Gemme che opponeva gli Elfi a Morgoth. Nello sconquassamento di Arda che ne segue, gran parte della regione del Beleriand scompare, e una nuova stirpe di uomini che avevano aiutato gli elfi, i Númenóreani, guadagna in prestigio e lunga vita. A essi viene donata per riconoscenza una terra nel mare d’occidente, Númenor, un’isola la cui tragica storia può essere raccontata anche solo facendo riferimento ai molti nomi e appellativi che ebbe. Númenor, che vuol dire proprio terra occidentale, è infatti anche detta Andor, che vuol dire “il dono”, o Elenna (la terra verso la stella, dove la stella sarebbe Eärendil) e infine Akallabêth (la terra caduta).

Come tutte le vicende più importanti narrate nella mitologia tolkeniana, anche quella di Númenor e dei Númenóreani è una storia che narra della corruzione del potere, della bramosia che acceca, della caduta dei più orgogliosi. Il regno di Númenor diventa sempre più forte e fiero nel corso dei secoli. Molti dei suoi figli si stabiliscono nella Terra di Mezzo, e intrecciano relazioni con i reami degli Elfi rimasti sul continente. Qui, dopo la caduta di Morgoth, il nuovo avversario è Sauron.

Questa è infatti anche l’epoca della forgiatura degli Anelli. Come recita la celebre poesia, che apre anche la trilogia cinematografica, tre per gli Elfi, sette per i Nani, nove per gli Uomini, e uno per il Signore Oscuro. Anche in questo caso Sauron si presenta come ingannatore, convincendo Celebrimbor, il più grande fabbro tra gli Elfi, a forgiare gli anelli del potere. Sauron, e non sarà l’ultima volta, fa leva sull’invidia verso la terra degli Elfi, Valinor, dove si trovavano le gemme più belle. Celebrimbor, da parte sua, crea anche in segreto i tre anelli degli Elfi, quindi privi dell’influenza malvagia di Sauron, senza rivelare mai al Signore oscuro a chi li diede. I sette dei Nani e i nove degli Uomini devono servire a corrompere i signori delle due razze e a portarli dalla parte di Sauron. Nel caso degli Uomini, questo porta alla nascita dei Nazgûl. Ma, come è noto, “tutti loro furono ingannati”, perché Sauron forgia, da solo, nel Monte Fato, l’Anello del Potere.

Dal Silmarillion:

I Numenóreani cominciarono ad aver sete della città eterna che scorgevano da lungi, e il desiderio di vita imperitura, capace di sottrarli alla morte e alla fine della felicità, si fece più forte in loro.

Proprio il Signore Oscuro si prepara allora a lanciare una potente offensiva contro la Terra di Mezzo, quando Númenor, al culmine della sua gloria, sbarca su quelle terre e riduce facilmente alla resa Sauron. Negli anni che seguono, Sauron riesce dalla sua prigionia a convincere il re degli uomini Ar-Pharazôn che nella terra degli Elfi, Valinor, si cela il segreto dell’immortalità che viene negata alla sua razza. Ar-Pharazôn, avendo paura della morte, muove con una flotta immensa verso il Reame Benedetto. Qui, appena sbarcato, viene spazzato via da Eru Ilúvatar, che cambia la forma del mondo e sprofonda Númenor nell’abisso. Númenor diventa Akallabêth, traduzione del termine Quenya Atalantë (notare l’affinità con Atlantide). Elendil, con i suoi figli Isildur e Anarion, fugge nella Terra di Mezzo, e qui vengono fondati i due reami di Arnor e Gondor.

Sauron fugge e torna nella Terra di Mezzo, i suoi propositi di conquista sono tutt’altro che terminati. La guerra nella Terra di Mezzo si chiude alla fine con l’Ultima Alleanza di Elfi e Uomini, i cui fatti sono ben narrati nel prologo della trilogia cinematografica. Elendil e Anarion muoiono, mentre Isildur si impossessa dell’Unico Anello. Sauron viene sconfitto e si ritira nell’ombra.

Sempre a proposito di Númenor e di quel che potremmo vedere nella prima stagione, un personaggio importante potrebbe essere Elros, mezzelfo e fratello di Elrond, primo re dell’isola. A differenza del fratello, aveva scelto di vivere la sua esistenza da uomo, e quindi un giorno di morire. Da lui deriva tutta la discendenza dei regnanti dell’isola, che termina su Númenor con Ar-Pharazôn, e poi prosegue con la discendenza dei Signori di Andúnië fino ad Aragorn. Millenni dopo con l’unione tra Aragorn e Arwen, la stirpe viene rinsanguata.

La sfida maggiore per la serie tv sarà raccontare a questo punto una serie basata su eventi che coprono migliaia di anni, dall’ascesa di Númenor alla prima caduta di Sauron. Ed è difficile immaginare una narrazione seriale di questo tipo, che muta continuamente personaggi principali e racconta solo grandiosi eventi storici. Certo, gli elfi sono immortali, ma l’impressione è che il fulcro dell’opera dovrebbero essere Númenor e i suoi uomini. Siamo abituati, anche nelle saghe più colossali, a seguire le storie di personaggi che si muovono in un mondo immenso. Qui invece è il mondo stesso, con i suoi immensi cambiamenti, il vero protagonista.

Si tratta di una sfida molto difficile da sostenere, ma il progetto con questa base di partenza è molto interessante, senza dubbio più di un rifacimento della trilogia di Tolkien o del racconto della giovinezza di Aragorn.

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Le riprese della prima delle previste cinque stagioni (più un potenziale spinoff) dovrebbero iniziare quest’anno, con una messa in onda nel 2020, o forse addirittura nel 2021, su Amazon Prime Video.

L’accordo con la Tolkien Estate, la HarperCollins e la New Line Cinema, ottenuto da Amazon per 250 milioni di dollari, prevede che il colosso del retail online avvii la produzione entro due anni. Quanto ai costi, il preventivato budget di 500 milioni di dollari è destinato a raddoppiare, almeno secondo le stime, e quindi ad arrivare a un miliardo.

Gli sceneggiatori della serie saranno JD Payne Patrick McKay (Jungle Cruise).

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