Gloria, Valeria, Gilberto, Alessandro e Guido sono i migliori cuochi amatoriali d’Italia. Siamo giunti alla semifinale di questa ottava edizione di Masterchef Italia e Giorgio Locatelli apre la puntata spiegando con dovizia ai concorrenti ancora in gara cosa significhi essere uno chef, visto che i cinque si stanno battendo così strenuamente per diventarlo. Lo chef non è solo colui che dirige la cucina ma è l’artista, la mente creativa che, come un vero alchimista, riesce a combinare gli ingredienti per creare ricette sempre nuove. Se le parole non bastano, la penultima Mystery Box di questa stagione chiarisce le idee una volta per tutte.

Alzando la scatola, si scoprono una miriade di ingredienti differenti tra loro e che spaziano dalla mozzarella, alle ostriche, al riso, al cioccolato bianco, all’uva e alla mortadella, tanto per citarne alcuni ed la difficilissima prova consiste nell’accoppiarne due che nessuno ha mai osato mettere insieme e da questo azzardo far nascere un piatto dall’effetto “wow”. Antonino Cannavacciuolo per la sua professione sceglie in genere la via della praticità e dice di affidarsi al suo gusto, provando e riprovando ad assaggiare le combinazioni che lo ispirano finché non ha arriva quella che definisce una “folgorazione”, poi da lì inizia a creare. Ora invita i cinque sfidanti a fare lo stesso. La più estrema è sicuramente Gloria, che dopo un primo momento di confusione, si lancia su aglio nero e cioccolato bianco , ma anche Valeria con cocco e cozze non è di certo da meno. Più classica l’accoppiata formaggio e frutta di Alessandro che alla base della sua ricetta mette Roquefort e cachi e anche il mare&monti di Gilberto con mortadella e ricci di mare non è granché innovativo.

A metà strada troviamo Guido con ‘nduja e arachidi che lui vede come basi ideali per un originalissimo risotto. Il rischio di presentare un piatto immangiabile, o, al contrario, uno estremamente banale, è molto alto e solo una spesa intelligente può essere una valida alleata. Alla resa dei contri Gloria, che pareva avere perso la retta via, spiazza tutti con una ricetta che fa venire i brividi a Cannavacciuolo e lascia senza parole Joe Bastinich. La triglia fritta su maionese di cioccolato bianco con aglio nero, bufala, carote , porri fritti e polvere di peperone crusco conquista e travolge il palato di tutti i giudici che premiano la bionda friulana come migliore di questa prima manche. Bene anche Gilberto, che dopo avere tentato invano di cucinare dei noodles di mortadella, ritorna in sé e prepara invece una mousse accompagnata da ricci di mare passati al forno, procedimento che fa venire i capelli dritti ad una siciliana purosangue ed amante del pesce come Valeria che considera l’atto quasi sacrilego.

Lei si cimenta invece in un accostamento più esotico, cucinando delle cozze da servire aperte con una zuppetta di latte di cocco, a quanto pare senza infamia e senza lode, visto che non rientra stavolta nei migliori tre della prova. Bruno Barbieri si spende invece in tanti complimenti per il piatto di Guido che trova buonissimo, una portata che boccone dopo boccone fa venire voglia di finire completamente. I palati dei giudici rimangono folgorati, ma è il momento per Gloria di scoprire il vantaggio che la attende per l’Invention Test. Da dietro le quinte spunta il marito che, in occasione della seconda prova della serata, si trasforma in sous chef. La coppia può andare in dispensa e decidere in tutta autonomia che ricetta preparare per tentare di superare alla grande anche questo secondo step.

Le sorprese non finiscono qui perché arrivano anche i parenti degli altri concorrenti con l’ingrato compito di fare la spesa scegliendo a proprio gusto gli ingredienti e aiutando poi ai fornelli il proprio congiunto. Il suocero di Alessandro è il parente che desta più preoccupazioni, perché, a quanto dice il genero, oltre a non avere alcuna nozione di cucina, pare non sia mai andato in un supermercato in vita sua. Un’ottima spalla può essere invece la mamma di Gilberto, completamente succube del figlio e bistrattata da lui per tutto il tempo della prova a tal punto che chef Barbieri si sente in dovere di riprendere il ragazzo invitandolo a controllarsi e ad essere meno prepotente. Dopo il solenne rimprovero di Bastianich della scorsa settimana, pensavamo avesse imparato la lezione, invece no. Guido, aiutato dal papà veterinario, che ammette candidamente di avere sicuramente passato più tempo nella sua vita con la mano nel c**o delle mucche anziché in cucina, serve un agnello con maionese di carote e tapenade di peperoni, ma, pur azzeccando il gusto, sbaglia le proporzioni e casca su un impiattamento dozzinale.

Gloria, nonostante il grosso vantaggio di scegliere da sola i suoi ingredienti, non rischia e si adagia con un piatto a base di manzo, purè ed asparagi, buono, ma secondo Bastianich, troppo semplice a questo punto della gara. Gilberto e mamma mantengono uno standard alto con un gambero impanato in mandorle e pistacchi su battuta di gambero crudo e mousse di capasanta, un piatto ben elaborato, ma indietro di sale. Valeria con il suo baccalà in olio cottura, granita di sedano e crema di patate con acqua di vongole si aggiudica questa seconda prova e Gilberto si arrabbia, tanto per cambiare. I meno bravi sono Guido e Alessandro, ma i due ragazzi per ora devono solo indossare il grembiule nero e attendere gli sconfitti della prova in esterna per confrontarsi nel temutissimo Pressure Test.

Come tradizione vuole invece, per i più meritevoli dell’Invention Test è il momento di fare l’ingresso in una cucina stellata, stavolta il ristorante tre stelle Michelin DiverXO dello chef David Muñoz . Si vola quindi a Madrid per fare la conoscenza di questo irriverente ed esagerato genio della cucina che al motto di “Avanguardia o morte”, dirige un ristorante in cui per mangiare bisogna prenotare almeno un anno prima. Muñoz è un perfezionista maniacale, uno che non ammette deroghe e prima di fare entrare Valeria, Gloria e Gilberto nel suo regno, vuole sapere perché desiderino così tanto realizzarsi in cucina. Valeria dice che solo tra i fornelli si sente leggera e felice, Gloria invece confessa di intravedere finalmente una possibilità di cambiare vita mentre Gilberto dichiara che la cucina è l’unica cosa che lo fa star bene.

Valeria ha il vantaggio di scegliere per sé e per i suoi compagni quale piatto cucinare tra quelli proposti dal padrone di casa. Rifila subito a Gloria una composizione impossibile con cetriolo di mare, un animale che vive sui fondali marini e che in Italia, come precisa Cannavacciuolo, per la sua forma ambigua, si chiama “str***o” di mare, accompagnato da lische di triglia fritta e salsa con cocco. A Gilberto, che non è grande amante di dolci, assegna invece un dessert ai limiti dell’impossibile con quenelle gelato, sfere di mirtilli, liquirizia, spume di varia consistenza e zuppa thai, mentre per sé tiene una portata composta da due piatti, protagonista il gambero, servito in salsa di burro e aglio nero, con cristallo di patata viola e poi in versione testa elaborata. Chef Munoz assegna la vittoria a Gloria, che diventa così la prima finalista ufficiale del talent show, partita in sordina ma riscattatasi lungo il percorso e invece sprona Valeria ad essere più concentrata e rapida e Gilberto a tenere a bada la sua aggressività.

Valeria e Gilberto ritornati nella cucina di Masterchef si devono scontrare nel Pressure Test che consiste nel cucinare lo stesso piatto che in Spagna ha portato Gloria alla vittoria. Quindi ancora cetrioli di mare e la complessa preparazione che viene indicata ai due sfidanti passo passo su un quadernetto che li attende in dispensa insieme al cestino della spesa. Valeria forse per fretta, o distrazione, non assaggia mentre cucina e il suo piatto sembra scarico di energia, mentre Gilberto azzecca acidità e gusto e quindi raggiunge allegramente Gloria in balconata. Per l’ultima sfida Antonino Cannavacciuolo si accomoda al bancone, si mette la giacca da chef e si prepara per cucinare. Alza la cloche, sotto ci sono tanti ingredienti, lui improvvisa una ricetta e i tre concorrenti rimasti devono ripetere e stare al passo con ogni sua mossa.

Ma dopo avere tagliato carciofi, patate e selezionato il pezzo di carne, lo chef finge di ricevere una telefonata e di dovere assentarsi, così gli aspiranti cuochi sono costretti ad arrangiarsi da soli e a tirare fuori un piatto che possa condurli alla finale. Guido serve agnello crudo, bilanciato di sapore ma si dimentica di spellare le animelle, mentre Valeria si deconcentra e fa un pessimo uso dei fois gras e Alessandro improvvisa una sorta di agnello scomposto. Nonostante tutti e tre, ad un passo dalla finale, commettano errori madornali, quello di Guido non si può perdonare e quindi il praticante avvocato piemontese deve abbandonare per sempre la Masterclass. I fantastici, si fa per dire, quattro sono pronti per l’ultimo avvincente round che li attende la prossima settimana, non è esattamente il quartetto che avremmo voluto vedere arrivare fin qui, ma a questo punto… forza Valeria!

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