L’emblematico sfogo di Valeria che dice “Sento la pressione di una al patibolo” ci dà l’idea di cosa provino i nove aspiranti cuochi amatoriali ancora in gara per conquistarsi il tanto desiderato titolo di ottavo Masterchef italiano.

Ma in fondo, poi, la Mystery Box di questa nona puntata del talent show culinario non è così terribile come tutti i concorrenti pensano, perché sotto la temuta scatola non si nascondono i consueti dieci ingredienti misteriosi, ma semplicemente il titolo del piatto con cui ciascuno di loro si è conquistato il suo posto nell’ambita Masterclass. Insieme ai quattro giudici si torna con la mente indietro al momento delle selezioni, quando tutti, speranzosi, si affacciavano per la prima volta alla cucina di Masterchef. Adesso sono qui schierati, pronti a dimostrare tutto ciò che hanno imparato in queste lunghe settimane, per riconquistare i giudici proponendo la versione perfetta della loro ricetta cavallo di battaglia. Per superare in maniera trionfale questa prima prova bisogna però tirare fuori tutta la grinta, la fantasia e anche le nozioni apprese nelle sfide precedenti. C’è chi si sente a proprio agio, come in una comfort zone, nel dovere riproporre un piatto che conosce bene, ma c’è anche chi vuole superare se stesso per dimostrare che più degli altri merita di proseguire in questo percorso.

Loretta dice di sentirsi l’energia di una venticinquenne, Guido confessa di annoiarsi ovunque tranne che in cucina e Valeria ringrazia per essere finalmente riuscita a provare emozioni che aveva perso da tempo. Al momento dell’assaggio proprio lei, insieme a Federico con le sue seppioline e verdure, Gilberto con un diaframma con cipolle rivisitato e la pimpante Loretta con anatra arrosto e chips di zucca, viene giudicata tra i migliori della prova. Il suo tortino di sarde pare sia un’esplosione di gusto e così la determinata siciliana si aggiudica la vittoria andando dritta sotto la balconata in attesa di conoscere i vantaggi a lei riservati per il prossimo Invention Test.

Quando si scopre la cloche, ecco che dal bancone spunta l’inconfondibile volto del maestro Iginio Massari, ospite fisso di tutte le edizioni del talent show. E se c’è Massari vuol dire che siamo arrivati all’immancabile prova di pasticceria, croce e delizia di ogni aspirante chef. Il maestro esordisce dicendo “Vi vedo tutti felici e contenti”, ma con ghigno beffardo un attimo dopo svela il tema di quella che è la prova più temuta di sempre. Quest’anno ha deciso di alzare l’asticella e quindi di testare le abilità dolciarie dei concorrenti con classiche torte da matrimonio, nello specifico la torta italiana a più piani con crema pasticcera, ghiaccia di zucchero e pasta di mandorle, la torta alla francese, ad un piano solo, con pan di spagna e crema e la wedding cake americana con pasta di zucchero, farcitura al burro e impasto spugnoso.

“Sono dolci impegnativi, fate funzionare il cervello prima delle mani” dice Massari, e intanto Valeria decide di assegnare a se stessa, Giuseppe e Alessandro la torta francese, ritenuta la più semplice e di destinare le altre due tipologie di dolce, chiaramente più complesse, distribuendole equamente tra i compagni, con il chiaro intento di mettere in difficoltà Loretta che a suo parere non è motivata a rimanere lì.

Valeria può anche approfittare direttamente dei consigli e delle indicazioni che Massari ha riservato per lei prima di mettersi ai fornelli e di iniziare a cucinare con il cestino della spesa già fatto. Vita dura invece attende i suoi compagni che nei due minuti e mezzo che hanno a disposizione per prendere gli ingredienti in dispensa, vanno in confusione e più della metà di loro dimentica alimenti indispensabili per la realizzazione del dolce a loro abbinato.

Iginio Massari però ha un insolito slancio di bontà e concede altri dieci secondi per recuperare in fretta i prodotti dimenticati.

Sicuramente si pente subito del suo altruismo quando, girando tre le postazioni, vede compiere gesti abominevoli. Giuseppe non ha messo l’albume per fare il pan di spagna, Gilberto si è dimenticato la farina nella crema pasticcera che quindi non viene, Gloria “straccia” la pasticcera e si mette a piangere perché deve rifarla, Salvatore monta una crema al burro che Massari, senza mezzi termini, definisce, con l’aspirata toscana, una “cahata”.

Anche in questa seconda prova, Valeria è di nuovo la migliore del gruppo. L’impasto della sua torta è soffice il coltello affonda bene, la crema pasticcera entusiasma il maestro e anche chef Cannavacciulo che commenta “Se cucini sempre così, tuo marito non ti lascerà mai”.

Se la cavano bene anche Alessandro, che però con la coda dell’occhio ha osservato le mosse della sua vicina Valeria e l’ha copiata in tutto e per tutto, e, a sorpresa, riceve tanti apprezzamenti anche Giuseppe e la sua torta che per chef Barbieri è “buonissima”. Pollice verso per Federico e la sua crema al burro carta smeriglia, e anche per Gilberto. Il maestro Massari lo massacra senza pietà “Mi viene da piangere solo a vedere la tua torta”, e completa l’opera Bruno Barbieri “La crema pasticcera fa pena, non eri concentrato, i jolly sono finiti”. Il ragazzo torna al posto con la faccia da vittima, ma si può consolare perché a questo giro è andata male anche a Salvatore,a cui il pasticcere dice “Eri su un altro pianeta o dormivi?”. Non deve disperare però neppure lui, perché è in buona compagnia di Gloria che stavolta ha lavorato davvero male , di Guido con il pan di spagna che soffoca e di Loretta e l’eccesso di lievito che offende il palato, Massari dixit.

Salvatore, con immenso nostro rammarico, è il primo eliminato di questa puntata. Esce così di scena il nostro papabile vincitore per la gioia dei compagni e di Gilberto che, insieme al siciliano, è stato indicato come il peggiore dell’Invention Test.

Valeria è quindi di diritto capo brigata per la prova in esterna con vista sul cupolone che si tiene a Roma, al centro sportivo Pio XI dove sta per giocarsi un’insolita amichevole sacerdoti contro seminaristi del torneo Clericus Cup.

La brigata rossa e quella blu, capitanata da Gilberto, devono cucinare proprio per le due squadre di religiosi che si siederanno a tavola una volta terminato il match. I due menu sono entrambi di ispirazione religiosa e le ricette arrivano direttamente dalla Bibbia. Zuppa di cipolle con focaccia e petto d’oca farcito di fichi e melagrana con contorno di erbe amare per i rossi e crema di zucca con pane d’orzo, quaglie ripiene con cipolle caramellate per i blu. Per entrambe le squadre dessert a piacere che contenga pero i sette sapori della terra promessa: frumento, orzo, melagrana, fichi, miele, olio, uva, ma, per deroga, anche latte e panna. Mentre i concorrenti si affannano a cucinare e discutono animatamente tra loro, Joe Bastianich e Antonino Cannavacciuolo vanno negli spogliatoi ad incoraggiare le squadre. Se l’americano si sente a suo agio perché, rivela, ha studiato teologia con i gesuiti, lo chef campano non riesce a trattenere la sua gioia quando scopre che uno dei calciatori preti di nome si chiama Diego Armando.

La partita viene vinta dai sacerdoti e la brigata rossa si aggiudica la vittoria in maniera schiacciante. Valeria fa tripletta e torna in studio con il suo team composto da Gloria, Giuseppe e Guido, direttamente in balconata, a godersi lo spettacolo del Pressure Test.

Loretta, Alessandro, Gilberto e Federico si devono ora battere per la salvezza con una sfida tutta a base di pasta, il simbolo della cucina italiana. Il primo step da superare è la preparazione di una cacio e pepe cotta in vescica di maiale presentata direttamente dal suo creatore, lo chef stellato Riccardo Camanini. Il procedimento è piuttosto insidioso, ma se si seguono attentamente le indicazioni dello chef, ci si può riuscire. Gilberto non si fa prendere dall’agitazione ed è il primo a raggiungere gli altri in balconata. La seconda prova consiste nel cucinare un piatto di rigatoni ripieni di mozzarella e con composta di pomodoro che sembra salato ma in realtà è dolce, invenzione dello chef Cristoforo Trapani, che, dopo avere spiegato nei dettagli la sua ricetta, al momento dell’assaggio apprezza particolarmente la pasta di Alessandro che, ancora una volta, riesce a superare il turno.

Il duello finale è tra Loretta e Federico che si devono cimentare in una carbonara fritta su stecco da passeggio, opera della chef specialista di uova Barbara Agosti. Per il giovane pescatore veneto Masterchef finisce qui, ma lui ha capito che la cucina è la sua strada. Sbirciando in balconata ci sembra di scorgere tanti concorrenti mediocri e ci chiediamo se in effetti non abbia ragione Valeria che si lascia andare improvvisamente ad una singolare considerazione “Magari non è che abbiamo vinto noi, forse hanno solo perso gli altri”.

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