Poco importa se questa puntata finale di Masterchef Italia ha assunto dall’inizio alla fine i contorni di una seduta psicoanalitica di gruppo, quello che conta è che finalmente abbiamo il nome del vincitore dell’ottava edizione del nostro amatissimo cooking show. Con grande sorpresa di tutti, lei stessa compresa, Valeria ha sbaragliato gli avversari ed è riuscita a conquistarsi l’ambitissimo titolo. Avremmo preferito vedere al suo posto Salvatore, si sa, ma ci fa comunque piacere che una siciliana come lui sia salita sul podio e possa ora portare avanti con orgoglio, e con un libro di ricette tutto suo che uscirà a breve, un’idea di cucina che continui a rispettare le tradizioni non disdegnando però frequenti incursioni nella contemporaneità. Proprio il libro di ricette, che insieme a centomila euro e al titolo di ottavo Masterchef d’Italia forma il trittico di premi per il vincitore, è anche il tema dell’ultima Mystery Box di questa stagione.

I quattro finalisti, Valeria, Alessandro, Gloria e Gilberto entrano in quella che è diventata ormai la “loro” cucina, ma prima di mettersi ai fornelli è giunto il momento di fare un riassunto delle puntare precedenti e di vedere come questi magnifici quattro siano arrivati fino a qui. Valeria è quella che ci credeva di meno, appassionatissima di cucina, ha sempre dimostrato di non confidare molto nelle sue capacità, e questo atteggiamento in qualche caso l’ha un po’ penalizzata. Attitudine ben differente invece per Gilberto, che si definisce persona schietta e che ha il coraggio di dire le cose come stanno, esponendosi così alle critiche che lo hanno tanto ferito, ma anche fortificato ed aiutato a crescere. Per Alessandro, e lo abbiamo visto fin dalla puntata di esordio, Masterchef ha rappresentato una possibilità di riscatto ed un’occasione di dimostrare alla propria famiglia, suocero in primis, di essere capace di prendersi le proprie responsabilità e di andare avanti da solo con le proprie forze.

Ma Masterchef è anche la chiave di volta per cambiare vita, come ha sempre detto Gloria, il cui obiettivo di trasformare la passione per la cucina in un lavoro per sempre è stato chiaro e lampante fin da subito. Ma bando alla chiacchiere, arriva il momento di cucinare e quel libro che stava nascosto sotto la scatola e che riporta in copertina l’immagine e il nome di ciascuno dei quattro sfidanti, ricorda che è ora di creare un piatto che sia degno di occupare le prime pagine del ricettario. I finalisti sono carichi come molle e raggianti, fatta la spesa nella dispensa che rappresenta il sogno proibito di qualunque cuoco amatoriale che si rispetti, la tensione e l’emozione sembrano gli ingredienti principali di tutti e quattro i piatti.

Per l’ultima Mystery Box tuti i concorrenti in gara sono considerati i migliori e non è facile per i giudici decidere se sia più buono il finto arancino di gambero rosso ripieno di caviale di Valeria, o la pasta ripiena di capesante e squacquerone con funghi chiodini trifolati di Alessandro , o la polenta, frico e baccalà di Gloria o ancora le capesante con dashi, aria di mela verde e zenzero di Gilberto piatto che però Bruno Barbieri non esita di definire “eccezionale” spedendo così il suo inventore dritto dritto a scoprire quale invidiabile vantaggio lo attenda per l’ultimo Invention Test di questa stagione. E per rispettare le buone abitudini, torna come quinto giudice speciale lo chef tristellato Heinz Beck portando con sè quattro suoi piatti che gli aspiranti chef devono riprodurre fedelmente. Gilberto può decidere quale tenere per sé e cosa assegnare gli altri, ma la prova si preannuncia abbastanza ardua per la difficoltà di realizzazione delle ricette che richiedono manualità e ampia conoscenza delle più svariate ed estrose tecniche di cucina. Sollevate le quattro cloches, ecco che appaiono quattro formidabili creazioni dell’illustre chef. Gilberto cerca di mettersi al sicuro tenendo per sé il filetto di rombo con amaranto fritto, asparagi e l’alga codium, ma rifila a Valeria un temibilissimo dolce composto da una sfera ghiacciata con azoto,su cremoso di gianduia e cannolo di pinoli salati.

Si mostra più tenero con Alessandro, a cui assegna i tortellini di coniglio, carote e infuso di camomilla e rosa, ben sapendo che all’avversario piace molto fare la pasta, ma ritenendolo un soggetto meno temibile degli altri e quindi l’ideale da portare alla sfida finale. Nessuna pietà invece per Gloria che si deve cimentare con un carpaccio di bufala marinata con ricotta affumicata, nuvola di erbe e passato pomodoro. I giudici dichiarano apertamente che si tratta di piatti quasi impossibili da riprodurre senza averle avuto l’opportunità di studiarli, quindi viene concesso l’assaggio e ben cinque minuti a tu per tu con il grande chef per carpire consigli e segreti per realizzare la ricetta perfetta.

Lavorano tutti molto bene, anche se con qualche errore ed imprecisione, nessun piatto riproduce al 100% la bontà dell’originale, tuttavia i quattro aspiranti chef hanno fatto un buon lavoro, tanto che Heinz Beck non esita a dire che se fosse per lui promuoverebbe tutti, ma è l’ora di eliminare uno dei concorrenti per poi concentrarsi sulla corsa finale. La camomilla di Alessandro, tenuta troppo a lungo in infusione e diventata così amara, gli è fatale. Per lui Masterchef finisce qui, con tanta delusione, ma a testa alta accetta il verdetto , ringrazia tutti e se ne va, ma non prima di avere abbracciato calorosamente i quattro giudici e pure Heinz Beck. Siamo alle ultime battute, le tre postazioni per l’avvincente sfida finale sono pronte ad accogliere Valeria, Gloria e Gilberto. Tutti i riflettori sono puntati su di loro e sui rispettivi sostenitori saliti in balconata a fare il tifo, tra cui riconosciamo tutti i concorrenti che hanno partecipato a questa edizione del talent.

A tifare Gilberto solo la sua mamma, Verando, Alessandro e Loretta, lui dice “Pochi ma buoni” e ancora una volta sottolinea che spesso essere sinceri non paghi. Il tempo delle polemiche è finito, siamo arrivati al tanto atteso menu degustazione che, come specificano i giudici, deve raccontare “Chi siete, dove siete arrivati e dove volete andare”. Gilberto è il primo ad uscire con la sua portata, un’entrée con gambero marinato e canestrello con dashi e maionese alla liquirizia che però poco entusiasma la giuria, però poi recupera con un complesso e delizioso baccalà in salsa pil pil e tuorlo liquido, il piatto più ambizioso della serata. Nella foga della preparazione tuttavia si taglia malamente tanto da dovere ricorrere alle cure di un medico, mentre chef Barbieri gli cura le pentole, ma ritorna poi immediatamente al lavoro per ultimare un risotto alla zucca con gelatina di Amarone e tartufo, rovinato però, secondo chef Cannavacciuolo, dall’inutile presenza di germogli di pisell. Riacquista punti con un secondo piatto a base di glacier 51, un pregiato pesce oceanico, cotto alla perfezione, elegante ed equilibrato. Gloria se la cava altrettanto bene presentando un menu ispirato ai boschi della sua Carnia e ai Guiùz, mitologici folletti che li popolano e che si cibano di bacche e gemme.

Dopo una deludente trota marinata con pompelmo e perlage di tartufo, la combattiva Gloria risale la china con dei canederli in salsa di cavolo viola e senape, che però per Joe Bastianich hanno un aspetto troppo grezzo. Ma lei ha detto chiaramente che vuole portare i giudici nel bosco e quindi prosegue con invitanti cjarsons con uvetta e cannella, un piatto bilanciato che conquista, per passare ad un filetto di cervo con licheni cotto alla perfezione e concludere con una spuma di fieno e granita di abete che fa esultare i giudici, Bastianich compreso, fin a quel momento restio ad elargire complimenti. I piatti di Valeria hanno stavolta una marcia in più, dopo un’insignificante amuse buche di pane d’Altamura con sfera di pomodoro, seguono continue sorprendenti esplosioni di sapori, il cannolo di alici marinate ripieno di battuto melanzane con aria prezzemolo, gli spaghetti ai ricci di mare con spuma di cocco e alghe, e poi ancora il gambero crudo su stracotto di guancia radici e germogli che i giudici decretano miglior piatto in assoluto della serata. Si chiude con un piccione al the e patate con acqua di barbabietola.

Ma né il suo dessert, un gelato di ricotta con terra di pistacchi, spugna di agrumi e coulis di lamponi, né quello di Gilberto, gelato allo zenzero e lemongrass con fichi caramellati e cioccolato bianco paiono due composizioni ben riuscite né possono equiparare la bontà del dolce di Gloria. Prima si svelare il nome del vincitore, Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo, Joe Bastianich e Giorgio Locatelli si riservano ancora del tempo per descrivere un’ultima volta i caratteri dei tre finalisti. Gloria è un viso da dura con all’interno un tornado di fragilità, Gilberto è un ragazzo fiero, spavaldo ed irriverente, che dietro ad una cortina di sicurezza nasconde un giovane uomo che costudisce gelosamente le sue emozioni solo per proteggersi, e poi c’è Valeria, una donna che fin dal primo istante ha cercato di controllare la sua emotività ed ora che ha preso finalmente coscienza delle sue capacità, piange lacrime di conquista.

Dalle lacrime di conquista a quelle di gioia il passo è breve, per Valeria la vittoria giunge inaspettata e quindi è ancora più bella e travolgente. I sogni, commenta emozionata, a volte si avverano, e la sua favola sta per cominciare.

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