Neon Genesis Evangelion è su Netflix da meno di una giornata e già è bastato per scatenare reazioni contrastanti sul nuovo adattamento e doppiaggio curato da Gualtiero Cannarsi, già responsabile dell’adattamento di tutti i film dello Studio Ghibli (inclusi i ri-adattamenti di quattro tra i più celebri).

Tutta la serie originale è stata ora riscritta in italiano e il doppiaggio supervisionato dalla stessa persona (Cannarsi per l’appunto) che se ne occupò all’epoca della prima messa in onda su MTV (qui e qui, un’intervista che approfondisce la cosa). Cannarsi era allora ventenne e lavorò, come sempre fa, a contatto con dei traduttori professionisti per adattare e doppiare. Non parliamo infatti di una persona che traduce ma di una che prende una traduzione professionale e con le sue conoscenze non solo di lingua giapponese, ma anche di filologia e tutto ciò che sta a latere di un testo, cerca di trasformarlo in italiano nella maniera più fedele e fruibile, considerate le limitazioni di sincronizzazione dell’audio con il video.

Sarebbe stato impossibile trattare in maniera esaustiva tutti i cambiamenti apportati alla serie, abbiamo così deciso di sentire Cannarsi e di concentrarci per bene sulla storia filologica di quello che si presenta come il cambiamento più evidente e inatteso (almeno da chi non conosce il giapponese).

Nella nuova versione gli “angeli” sono chiamati “apostoli”, un cambiamento abbastanza grande che ha suscitato molti fastidi e accuse di flagrante fallacità. Abbiamo ricostruito con Gualtiero Cannarsi perché inizialmente fu tradotto “angeli”, come sia arrivato ad “apostoli”, perché cambiare, come mai sia più corretto e gli abbiamo opposto alcune delle argomentazioni che con maggiore frequenza sono state tirate fuori in queste ore da chi non concorda con il cambio.

È una piccola sineddoche del lavoro fatto, un esempio singolo di qualcosa di molto più grande, dal quale è possibile capire come si proceda in casi di simili adattamenti, quali ragioni spingano un adattatore a compiere certe scelte e quanto materiale venga consultato prima di decidere.

Il termine originale giapponese che identifica gli apostoli/angeli è “shito”, lo scriviamo perché verrà citato più volte nell’intervista.

Per ulteriori approfondimenti inoltre vi invitiamo a dirigervi su questo thread di pluschan.

Innanzitutto come mai Netflix ha deciso di riadattare e ri-doppiare Evangelion?

A questo non potrei né saprei davvero rispondere. Netflix è per me “il committente di un committente”, ovvero l’azienda che ha commissionato il doppiaggio all’azienda per cui ho prestato la mia opera professionale. Io non ho avuto rapporti con Netflix, quindi parlando delle loro esigenze o visioni potrei fare solo speculazioni, illazioni, e non credo ce ne sia bisogno.

Quando hai saputo la cosa, considerato che tu avevi curato l’adattamento e il doppiaggio originali, ne sei stato contento?

Considera che io non ho la TV, non ho abbonamenti, non seguo lo streaming e bene o male non sapevo che cosa fosse Netflix. Ancora adesso ne ho un’idea piuttosto vaga. Dunque non avevo sentore di tutto ciò. Tuttavia, proprio io credo di avere chiaro meglio di chiunque altro quali siano le lacune e le mancanze dell’edizione del ‘97-2001 di Evangelion, sempre da me curata. Essendomi la serie molto cara, anche a livello di formazione personale, dentro di me ho sempre continuato a pensare che sarebbe stato bello poterci rimettere mano. Quando poi in maniera per me impensata si è presentata l’occasione, ne sono stato lieto.

Tuttavia conoscendo la maniera in cui Evangelion è amato da molte persone sapevi già che un ri-adattamento e ri-doppiaggio avrebbe causato polemiche, no?

Sì lo immaginavo, suppongo che fosse inevitabile, ma è qualcosa che non tengo in considerazione. E’ forse normale che le persone si affezionino alle edizioni che hanno amato, specie in un periodo giovanile della loro vita, ma personalmente sono sempre proteso verso a migliore resa obiettiva dei contenuti delle opere su cui lavoro.

Cominciamo la filologia dell’adattamento del termine “shito” dall’inizio. Non conosco il giapponese ma ho banalmente controllato in diversi dizionari online e tutti riportano come traduzione “apostolo” non “angelo”

Esatto. Qualsiasi dizionario (parlo dei dizionari giapponesi monolingua) lo traduce come “apostolo” e se guardi Wikipedia giapponese, quindi diciamo un vox populi nipponica (non l’enciclopedia più sofisticata che ci sia,) trovi l’immagine di L’Ultima Cena di Leonardo, la voce sta nella categoria “cristianesimo” e la parola è definita in senso stretto come “i 12 seguaci di Cristo originali, e in senso i successivi discepoli principali che hanno avuto un ruolo di spicco nella diffusione del cristianesimo”.
È insomma un termine molto specifico, preciso, che vuol dire proprio “apostolo” e da nessuna parte lo si trova associato ad “angelo”. Pensa pure che la pagina Wikipedia dice del termine shito persino nell’ambito dell’islam, ma mai fa riferimento angeli. La parola giapponese (tenshi) non figura proprio in tutta la pagina.
Sono due cose diverse e la lingua giapponese li determina in maniera univoca: shito sono gli apostoli e tenshi sono gli angeli.

Allora come mai più di vent’anni fa fu adattato in “angelo”?

La risposta più onesta è che è stato un mio errore, un deliberato e sconsiderato errore.
Considera sempre che parliamo di un termine preciso usato per una creatura di fantasia in una narrazione fittizia, quindi non c’è neppure da considerare alcun discorso “collaterale”: il termine è chiaro e univoco.
Credo che Anno Hideaki volesse dare alla sua opera una sensazione di fantascienza internazionale realistica, così ha inserito degli schermi sull’apparecchiatura paramilitare della NERV in cui compaiono scritte in caratteri latini: “ANGEL”. Quindi questi misteriosi esseri sono definiti come shito (apostoli) in giapponese e ANGEL in angloamericano, con una discrepanza terminologica interna all’opera originale del tutto deliberata.

Ma loro li chiamano mai “angel” in originale?

No. In tutto Evangelion nessuno dice mai “angel”, neppure una volta. Addirittura quando compaiono scritte giapponesi narrative (nell’episodio 14 sono enumerati tutti gli apostoli comparsi, poi ancora nell’episodio 24) c’è scritto shito in giapponese: apostoli. La parola ANGEL sta solo nei display “dentro alla narrazione”. E’ per lo più un grafema. Ma quando a 20 anni esatti mi occupai della serie, come un ragazzino assetato di coerenza narrativa, adattai shito in “angeli” perché negli schermi c’era “angel”, e fu un errore. Non sarebbe stato di mia competenza permettermi di dire che la divergenza terminologica che esiste nell’originale andava cancellata, non si fa. Il fatto che in molti altri territori sia stato fatto altrettanto non sminuisce la portata del mio errore..
De facto queste creature si chiamano “A”, ma negli schermi compare scritto “B” – tra due diverse lingue. E ci sono anche altri casi analoghi, di cui nessuno si da pena, come “pattern ondulatorio” che in inglese diventa BLOOD TYPE per amore di citazione di un vecchio film di fantascienza giapponese.

Tuttavia sempre nell’episodio 14 che citi vengono elencati i nomi di questi apostoli e sono nomi di angeli!

Si, ma come dicevamo questa discrepanza interna c’è in originale, ed era così nota agli autori che nell’episodio 11 addirittura Shinji si interroga sulla natura dei loro nemici e dice proprio “Gli apostoli, che hanno nomi di angeli”.

E questo in passato come adattasti?

Ricordo che a quel punto mi dovetti inventare un magheggio e mi vergognai molto di quello che avevo fatto. Modificai la battuta perché altrimenti non avrebbe avuto senso.

Ok. Adesso invece, quando ti sei trovato a fare il secondo adattamento di Evangelion hai fatto ulteriori ricerche sulla questione?

In realtà questa era una scelta inesistente, un no-brainer, non c’era nemmeno da pensarci. Tuttavia l’ho approfondita anche involontariamente, perché mi sono documentato il più possibile, e l’ho fatto con due grandi risorse che in passato non avevo a mia disposizione: Internet (che nel 1997 non era così diffuso e pieno di informazioni come oggi) e una comprensione diretta giapponese (che ora mastico meglio del me stesso ventenne). Tra i tanti materiali consultati, forse sono anche riuscito a risalire al perché Anno Hideaki li avesse chiamati apostoli.

Quindi non sarebbe un errore alla radice ma una decisione?

Che fosse una sua precisa scelta è sicuro: in primo luogo se vai a recuperare il documento di progetto originale di Evangelion, pubblicato sul libro della collana NEWTYPE 100% mi pare del ‘96, tra gli elementi cardine del prodotto gli apostoli erano indicati come “shito” e in caratteri latini “APOSTOLOS”, quindi ai tempi del progetto originale non l’avevano ancora cambiato in “ANGEL”. Andando anche più indietro con documenti più collaterali,divulgati in modo meno plateale, come varie interviste, ho capito che una delle grandi fonti di ispirazione degli EVA è il ciclo di romanzi inglesi di fantascienza Il Ciclo dei Giganti di James P. Hogan, un letterato molto famoso in Giappone. Del resto, questo ciclo letterario è anche il primo referente di Nadia, dove abbiamo un “primo essere umano” di nome “Adam”, ed è un gigante, ed è stato creato da degli alieni. In ogni caso, pare che Hogan fosse rimasto affascinato dall’idea fondamentale di The Sentinel / 2001: Odissea Nello Spazio – ovvero che la razza umana sia stata creata da una razza aliena ancestrale – ma che avendo trovato l’opera di Clarke/Kubrick troppo ermetica avesse poi ripreso l’idea di base in una serie di libri per sviluppare in modi più chiari quei temi. In più Hogan era molto amato in Giappone, andava alle convention organizzate dai giovani che avrebbero poi fondato la GAINAX! L’idea di Hogan era dunque che ci sia una razza primigenia che manda fonti di vita in giro per l’universo a generare razze viventi, ovvero la razza aliena ancestrale è una razza che feconda i pianeti atti alla vita. A questo Anno aggiunse un dettaglio che si trova anche nel manga originale di MARS, ma del resto c’è anche in 2001, ovvero che questa razza ancestrale impianta anche delle “sentinelle”, dei rilevatori che si attivano quando l’umanità raggiunge un certo livello di tecnologia. In 2001 la sentinella è il monolite sulla Luna, in MARS chi aveva creato la vita sulla terra aveva lasciato una sentinella, MARS per l’appunto, un ragazzino che quando fosse stato svegliato avrebbe anche innescato vari guardiani robotici fino ad annientare l’umanità bellicosa. E questa era anche l’idea base di Evangelion: quando l’umanità avesse risvegliato Adam, dormiente al Polo Sud, anche i suoi apostoli si sarebbero attivati per distruggere l’umanità.
Dunque gli “apostoli” erano come dei “devoti servitori” attivati dalla “sentinella divina” Adam, in qualche modo erano i suoi… apostoli! Ovvero delle entità da lui derivate e a lui sottoposte, in qualche modo disposte sulla Terra per portare, all’occorrenza, il suo messaggio di monito e distruzione all’umanità fattasi pericolosa.
Questa fabula fantascientifica un po’ sì è perduta nello sviluppo in Evangelion, è stata rimaneggiata, molte volte ed è diventata sempre più sbiadita sotto l’intreccio psicanalitico dei personaggi – ma se ne vedono ancora dei lasciti.

Come pensi sia stato possibile che nessuno abbia fatto notare la cosa?

C’era un traduttore americano che lavorava alla Gainax in quel periodo, è responsabile degli americanismi della serie (nell’episodio 18 ad esempio si sentono persino degli operatori che parlano in inglese madrelingua, e li doppiò lui stesso con degli amici). In una lunga intervista (disponibile a tutt’ora su Internet) questo traduttore spiega che Anno Hideaki non sapeva niente di inglese, sceglieva a suono cosa gli piaceva in quella lingua. Il traduttore gli disse che “angel” non vuol dire “apostolo”, ma Anno lo usò stesso per estetica.
Del resto nella serie ci sono errori di inglese ben più grossolani, come l’uso di “children” al singolare: “first children”, “secondo children”… sono cose che per gli autori giapponesi hanno una ragione più estetica, a volte citazionista, che altro

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