I cartoni animati ci hanno regalato animali marini sorprendenti: un pesce pagliaccio (Alla Ricerca Di Nemo), un granchio saggio (La Sirenetta) e uno squalo tenerone (Shark Tale). Poi è arrivato lui: camicetta bianca a mezza manica, bermuda marroni, calzini bianchi a righe, scarpette nere e cravattino rosso. Stiamo parlando di una spugna di mare dagli occhi azzurri. Nome: Spongebob. Un mito in Usa, un’icona pure in Inghilterra e da noi un punti di riferimento sempre meno di nicchia.

Ne parliamo qui a Giffoni Experience 2019 con Cecilia Padula, Senior Director di Nickelodeon Italia qui a Giffoni per presentare l’episodio speciale Spongebob, Una Grandiosa Festa Di Compleanno in occasione dei 20 di vita del personaggio creato da Stephen Hillenburg.

20 anni, tanti show tv e tre film… qual è il segreto di questa Spugna di Mare?
Un cuore generoso e sincero. Lui è positivo e anche quando gli succedono le avventure più disastrose rimane sempre allegro e spensierato. Negli episodi che presentiamo oggi a Giffoni gli amici gli organizzano una festa a sorpresa mentre Patrick lo porta a fare una gita nel mondo reale, sulla spiaggia. Al ritorno lui non trova più casa sua come l’aveva lasciata nel senso che il party è stato abbastanza distruttivo ma nonostante tutto Spongebob è contento che gli amici siano andati a casa sua a festeggiarlo. Chiunque si deprimerebbe e invece lui no.

In 20 anni cosa è cambiato?
Spongebob è un’icona pop. Si è adattato ai tempi dal punto di vista stilistico. Oggi è diventato un’icona fashion anche grazie a Moschino.

Per via della la sua eleganza inappuntabile?
Lui vive di comicità e fisicità. Grazie alla moda si trasforma e grazie al brand di abbigliamento Octopus oggi c’è anche una felpa Spongebob grazie a cui, se la indossi, diventi una spugna marina.

È una vostra stella?
È il nostro sole. A livello di contenuti noi lanciamo tante cose ma Spongebob è sempre riuscito a trovare la sua strada. Ora è legato alla pulizia delle spiaggie. Riesce ad essere sul pezzo qualsiasi evento succeda. È stato legato alle Oceaniadi nell’acquario di Genova. Spongebob già era lì 10 o anche 15 anni fa quando quel genere di attrazione non era particolarmente seguita in Italia. Ora a Genova abbiamo addirittura una stanza di Spongebob nella zona dei delfini. Noi a Nickelodeon ci teniamo che non ci sia solo passività davanti alla tv e pertanto spingiamo anche per l’organizzazione di esperienze fisiche ed eventi. I bambini se lo abbracciano e lo toccano.

I vecchi fan di Spongebob sono diventati genitori?
La generazione cresciuta con Spongebob adesso ha i figli. A San Babila a Milano per l’evento di lancio delle felpe Octopus abbiamo montato un gonfiabile di Spongebob al settimo piano della nostra sede. Quando sono uscita per strada i genitori indicavano ai loro figli Spongebob perché se lo ricordavano dalla loro infanzia. È un personaggio dalle numerose chiavi di lettura.

A proposito di chiavi di lettura tu sai che lui è stato nel tempo anche un’icona gay…
Questa è una lettura che è partita soprattutto dall’America per via dell’amicizia tra lui e Patrick. Queste letture però si trovano più nell’occhio dell’adulto se ci pensi.

Questo è vero…
In realtà lui è sempre stato molto lineare nel presentarsi. Un’icona con tanti anni di vita permette le associazioni e interpretazioni più fantasiose. Se ne dicono tante dei personaggi dell’infanzia. Il suo creatore Hillenburg era un biologo marino che voleva far appassionare i bambini al mondo acquatico. Per cui creò questa spugna marina che sembrava a tutti un formaggio. In quel caso lo vedi che essere malleabile possa essere Spongebob. Può essere collegato al mondo gay come al mondo delle pulizie delle spiagge.

Cosa sai del film del 2020?
Niente, è un’operazione segretissima.

Quanto verrete coinvolti?
Girano negli Stati Uniti. Sarà una grossa produzione se consideri che solo questi episodi della festa di compleanno che presentiamo in anteprima qui a Giffoni hanno portato via un anno di lavoro anche per il mix tra live e animazione con tanti doppiatori della serie originale coinvolti come attori. Dentro il film ci sarà un discorso di celebrazione e autocelebrazione in assenza del creatore originale (Hillenburg è mancato a novembre del 2018, N.d.R.) quindi è una cosa che si sta producendo con grande attenzione e ambizione. Siamo in un momento di festeggiamento per i 20 anni di Spongebob e succederanno tante cose.

Oltre il futuro prossimo, tu pensi che Spongebob avrà altri 20 anni di vita?
Assolutamente sì. La risposta viene dai precedenti 20 anni. Lo vedo proiettato nel futuro e sarà interessante vedere la sua evoluzione.

Diventerà un paladino ecologico…
Probabilmente sì. Farà hamburger vegani e difenderà le sue spiagge.

Tu quando hai conosciuto Spongebob la prima volta?
Lo seguivo come competitor prima, poi appena ho potuto l’ho comprato per un canale per cui lavoravo prima, sempre da concorrente di Nickelodeon. Poi quando sono arrivata qui ho pensato: “Perfetto”. La scoperta più bella è stata lavorare con il suo peluche quando è nato mio figlio. Ho preso mio figlio e l’ho messo davanti a Spongebob e mio figlio si è subito innamorato. Questa è la cosa che mi lega emotivamente di più al personaggio. La sua relazione con i bambini.

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