Chi ha già terminato la visione degli otto episodi della terza stagione di Stranger Things è già proiettato sulla quarta stagione dello show, e sulle risposte che dovrà dare agli interrogativi rimasti. Facciamo il punto sul finale della terza stagione, e in particolare sulla scena dopo i titoli di coda e ciò che questa potrebbe significare.

La terza stagione di Stranger Things vede il vasto gruppo dei protagonisti impegnati su due fronti. Da un lato c’è il ritorno del Mind Flyer, che ha assoggettato le menti di alcune persone, su tutte Billy, per poter prendere forma nel mondo reale. Dall’altro lato ci sono i sovietici, che hanno utilizzato il nuovo centro commerciale come copertura per condurre i loro esperimenti in un laboratorio nel sottosuolo. Il loro obiettivo è riaprire la breccia per il Sottosopra chiusa da Undici nella seconda stagione.

L’ultimo episodio della stagione, intitolato La battaglia di Starcourt, porta al culmine tutte queste sottotrame. I protagonisti, divisi in vari gruppi, affrontano dei gravi pericoli, e non tutti loro faranno ritorno a casa. Undici, Mike, Lucas, Will, Nancy, Max e Jonathan sono intrappolati allo Starcourt e devono affrontare il Mind Flyer, ben deciso a uccidere la ragazza che lo ha già fermato in passato. Dustin, Steve, Erica e Robin riformano il gruppo più affiatato della stagione, e si dirigono alla collina dove si trova la torre radio. Il loro obiettivo è di poter comunicare con Hopper, Joyce e Murray che si sono infiltrati nella base dei sovietici, per poterli guidare all’interno.

In conclusione il piano riesce. Dustin ha un divertente momento nel quale canta il tema della Storia infinita con la sua fidanzata. Jim Hopper muore apparentemente nell’incidente che segue la chiusura del portale. Il gruppo riesce a tenere impegnato il Mind Flyer grazie a dei fuochi d’artificio e al ravvedimento di Billy, che infine morirà. Il Sottosopra viene sigillato ancora una volta. Tre mesi dopo, la famiglia di Joyce si trasferisce altrove, e Undici – che ha perduto i propri poteri – va con loro. Il gruppo si separa, mentre ascoltiamo le parole scritte da Jim Hopper nella lettera lasciata a sua figlia.

Nella scena dopo i titoli di coda ci troviamo in una base russa in Kamchatka. Due soldati devono prelevare un prigioniero, e viene citato un “ospite” americano di cui però non sappiamo l’identità. Un prigioniero russo viene prelevato e chiuso in una gabbia. Appare un Demogorgone che lo uccide.

La scena e il riferimento ad un prigioniero americano non sono ovviamente casuali. I fratelli Duffer hanno dichiarato:

Di sicuro non dovreste dare nulla per scontato. Quella battuta pronunciata dal soldato russo è appositamente messa lì per alimentare la discussione. Abbiamo bisogno che le persone si pongano le stesse domande che vi state ponendo voi.

Dando per scontato che ci sarà una quarta stagione, ovviamente la domanda su chi sia l’americano in quella cella e cosa stiano facendo con il Demogorgone serve a stuzzicare. Stiamo cercando di preparare qualcosa per la quarta stagione.

Quindi, chi potrebbe essere l’americano in questione?

Il primo pensiero che ha sfiorato tutti è che si tratti proprio di Jim Hopper, che quindi non sarebbe morto nell’esplosione come creduto da tutti. Una teoria basata sulla canzone finale della serie confermerebbe questa ipotesi, ma al momento si tratta solo di una possibilità come tante. In alternativa, potrebbe essere il dr. Martin Brenner, personaggio interpretato nella prima stagione da Matthew Modine. Il “padre” di Undici potrebbe essere sopravvissuto, e le sue conoscenze spiegherebbero le informazioni in possesso dei russi.

Ma, molto probabilmente, i fan della serie preferirebbero che si trattasse di Hopper. Ecco cosa ha dichiarato David Harbour a proposito della scena dopo i titoli di coda e la possibilità di un suo ritorno:

Onestamente non ne ho idea! Voglio dire, è anche la mia speranza. Mi sembra difficile comunque. La macchina si è spenta ed è esplosa e Hopper sembrava imprigionato lì. E poi ci spostiamo in… dov’era? Un posto con la “k” o qualcosa del genere, una città in Russia credo (Kamchatka, ndr). Qui c’è un americano e altri prigionieri. Sembra strano, ma dobbiamo sempre affidarci alla speranza. Non dovremmo mai davvero abbandonarla… anche se Barb è comunque morta!

In ogni caso, l’ambientazione russa sembrerebbe confermata per il futuro. I Duffer hanno infatti promesso una quarta stagione diversa, in cui l’ambientazione non sarà limitata alla sola Hawkins:

La cosa più importante che accadrà è che ci apriremo un po’ di più, non necessariamente in termini di portata o effetti speciali, ma in termini di storie che si svolgeranno al di fuori di Hawkins.

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La terza stagione di Stranger Things è arrivata su Netflix il prossimo 4 luglio ed è composta da otto episodi. La sinossi ufficiale recita:

Siamo nel 1985 a Hawkins, nell’Indiana, ed è esplosa l’estate. La scuola è finita, c’è un nuovo centro commerciale in città, e la banda di Hawkins è ormai entrata nell’adolescenza. Sbocciano storie d’amore che complicano le dinamiche del gruppo, e tutti loro dovranno capire come crescere senza separarsi. Nel frattempo, il pericolo incombe. Quando la città è minacciata da nemici vecchi e nuovi, Undici e i suoi amici comprendono che il male non ha mai fine: si evolve. Ora dovranno unirsi per sopravvivere e ricordare che l’amicizia è sempre più forte della paura.

Accanto ai vecchi amici della prime due stagioni – Millie Bobbie Brown, Finn Wolfhard, Caleb McLaughlin, Sadie Sink, Gaten Matarazzo, Noah Schnapp, Dacre Montgomery, Charlie Heaton, Natalia Dyer, Joe Keery, Cara Buono, Winona Ryder e David Harbour – si sono aggiunti Maya Hawke, Jake Busey, Francesca Reale e Cary Elwes.

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