Avete mai provato ad immaginare come risulterebbero show come The Flash e Legends of Tomorrow senza effetti speciali e post-produzione?

Il video qui sotto probabilmente può aiutarvi a farvi un’idea, ma la risposta più onesta che si possa dare è: ridicoli.

In quanto appassionati di serie televisive, il nostro intento è quello di provare a raccontarvi cosa davvero significhi creare un prodotto televisivo con protagonisti personaggi il cui uso richiede il continuo ausilio di effetti speciali all’avanguardia, senza tuttavia avere l’enorme budget di una produzione cinematografica hollywoodiana e soprattutto dovendo affrontare il peggior nemico di qualsiasi produzione: il tempo.

Con il desiderio di scoprire e comprendere meglio cosa si celi, quindi, dietro le quinte degli show dell’Arrowverse, abbiamo avuto l’opportunità unica di visitare i The Burbank Studios negli Stati Uniti, la sede degli uffici della post produzione e delle writer room di The Flash, Legends of Tomorrow, Arrow, Supergirl ed ora anche Batwoman. A farci da guida negli uffici dei primi due show sono stati due nomi d’eccezione: Kevin Kutchaver, vincitore del premio Emmy per gli effetti speciali del pilot di Lost, che lavora presso gli studios sin dal debutto delle serie come artista distaccato degli effetti speciali, dipartimento che ha sede in un altro palazzo al di fuori dei Burbank Studios, e Geoff Garrett, produttore di The Flash e responsabile del dipartimento della post-produzione del primo e di Legends of Tomorrow.

Il complesso lavoro di Garrett, che per il tempo della visita ci ha mostrato moltissimi video inediti per spiegarci il ruolo degli effetti visivi in una serie come The Flash, è quello di coordinare il suo dipartimento con la redazione dello show, collaborando con la produzione ed intervenendo su ciascun episodio dalla sua preparazione fino al momento in cui viene girato, per permettere agli autori di realizzare al meglio ciò che hanno scritto, riproducendolo sullo schermo nel modo in cui lo avevano immaginato. Il produttore lavora inoltre in fase di post produzione con editori, compositori, artisti degli effetti speciali, del mixaggio e della correzione del colore per dare vita a quello che sarà poi l’effetto finale che i fan vedono in televisione.
Considerato l’argomento che affronteremo nell’articolo, una premessa necessaria è quella di fare una distinzione tra VFX (effetti visivi) e CGI (immagini generate al computer): in termini di produzioni televisive e cinematografiche, la CGI è parte degli effetti visivi. Questi ultimi includono ogni genere di effetto che non venga girato da una cinepresa in live action, ma siano inseriti in fase di post-produzione. Con la CGI, grazie all’ausilio del computer, vengono creati dal nulla dei modelli tridimensionali di oggetti o personaggi, mentre gli effetti speciali sono una manipolazione digitale attraverso la quale si possono combinare assieme più riprese in live action o scene create con la CGI o una combinazione delle due.

Il tempo, come abbiamo già accennato, è il vero nemico degli occupanti degli uffici dei Burbank Studios, per portare a termine un episodio, dalla preparazione alla sua chiusura, ci vogliono infatti dalle 4 alle 6 settimane e se l’inizio della stagione (giugno/luglio) è solitamente più rilassato, man mano che si va avanti i tempi per chiudere un episodio diventano sempre più stretti, costringendo il dipartimento a lavorare con ritmi sempre più forsennati.
The Flash è una serie con 22/23 episodi per stagione, per ognuno dei quali vengono inserite tra le 150 e le 200 scene che richiedono l’ausilio degli effetti speciali e sebbene vi siano puntate più leggere di altre da questo punto di vista, la mole di lavoro richiesta è comunque enorme e la sfida difficile, soprattutto se paragonata a prodotti della TV via cavo come Game of Thrones della HBO, alla cui post-produzione viene concesso molto più tempo per creare il prodotto finale e che, all’atto pratico, si trasforma poi in quegli incredibili effetti visivi che noi tutti abbiamo visto ed ammirato (sia Kutchaver che Garrett si sono dichiarati grandi fan della serie).

Con l’incremento negli anni della famiglia degli show Berlantiani il lavoro si è fatto più complicato, soprattutto in occasione dei crossover, anche se il fatto che gli uffici delle varie serie siano tutti sullo stesso piano sicuramente aiuti, mentre non gioca a favore la distanza dai set (le serie sono tutte girate a Vancouver, in Canada), cosa che a volte può creare qualche problema logistico.
Giocare d’anticipo, per questi indaffaratissimi professionisti, è la regola aurea, motivo per cui lavorare gomito a gomito con le writer room è fondamentale per sapere per tempo quando sono previsti episodi particolarmente ricchi di effetti speciali, come quelli in cui appaiono personaggi come Gorilla Grodd o King Shark. In quest’ottica, usare tecniche che possono essere considerate delle “scorciatoie” diventa quindi fondamentale: un esempio per tutti il 13° episodio della 3^ stagione di The Flash, con al centro la battaglia tra il velocista scarlatto e Solovar a Gorilla City. In molti riconosceranno probabilmente nello stadio in cui si tiene la battaglia le vestigia dell’antico Anfiteatro Flavio di Roma, la cui riproduzione ha richiesto settimane di lavoro, come li hanno richiesti il Barry in versione CGI e Solovar.  I gorilla che assistono alla sfida come pubblico sono invece una clonazione di soli 3 design ripetuti fino a riempire gli spalti dello stadio, con una modernizzazione di una tecnica che fu inaugurata in animazione, proprio per motivi di tempo, dalla Filmation, la famosa compagnia di produzione fondata nel 1962 da Lou Scheimer, Hal Sutherland e Norm Prescott, che creò cartoni come She Ra ed He Man e che inizialmente fu criticata proprio per questa scappatoia considerata troppo commerciale e poco artistica.

Un altro aspetto interessante dell’uso degli effetti visivi è il modo in cui alcuni personaggi vengono gestiti: mentre, in alcuni casi, Solovar King Shark sono creati da zero e sono intero frutto del computer, il personaggio di The Flash è sia interpretato dall’attore che tutti conosciamo, Grant Gustin, che da un suo “digi double“, cioè un’accurata scansione digitale della sua persona con indosso il costume, che viene poi usata in casi particolari (come per esempio la scena che abbiamo postato qui sopra) in cui non è possibile usufruire della tecnica del green screen per via del carico di effetti speciali troppo elevato.
Quando un attore in carne ed ossa deve invece recitare con un personaggio completamente creato in CGI, sul set vengono usati degli stand-in, attori che indossano un costume abbozzato di quello che sarà poi il personaggio finale o addirittura dei semplici bastoni, in cima ai quali viene infilata una pallina da tennis o un pallone da football per dare all’attore un riferimento di quelli che saranno poi gli occhi del personaggio con cui interagire, in modo da rendere credibile il dialogo e lo scambio tra i due, che verrà poi creato in fase di post-produzione con l’aggiunta del secondo personaggio.
Come succede in alcune scene per Flash, Grodd è, in alcuni casi, una combinazione di CGI e live action, la produzione ha infatti costruito per questo personaggio una sorta di ingombrante costume, con grandi cuscini che avvolgono la controfigura e ne aumentano la corporatura, così che la post-produzione possa poi lavorare su qualcosa di concreto in quanto a proporzioni, per creare poi il risultato finale con il computer. Una volta creato il personaggio in CGI, David Sobolov, l’attore che presta la voce a Grodd, registra le sue battute, in modo da poter così combinare i vari elementi: la voce dell’attore, le movenze scimmiesche dello stand-in con il suo buffo costume e l’inserimento vero e proprio degli effetti speciali.

Lavorare instancabilmente a questi ritmi, come è facile immaginare, può portare a volte a commettere degli errori, alcuni dei quali vengono letteralmente evitati in extremis, come nel caso di uno dei molti video che ci sono stati mostrati. Nell’episodio 5×21, intitolato The Girl With The Red Lightning, per esempio, Nora entrava, con indosso una giacca di pelle, nel macchinario costruito da Cisco nella prima stagione per imprigionare l’Anti-Flash al fine di individuare la posizione di Cicada 2.0: nella scena giunta alla post produzione, per una svista sul set, Jessica Parker Kennedy passava però dall’avere al non avere indosso la giacca in questione nel giro di pochi fotogrammi. In post-produzione nessuno aveva fatto caso all’errore e la scena era stata quindi lavorata e gli effetti speciali inseriti senza correggerla. Ad un giorno dalla messa in onda, uno degli artisti che non aveva lavorato al girato e si approcciava quindi al materiale con mente più fresca, ha notato lo sbaglio e nel giro di poche ore il team vi ha posto rimedio, prendendo la giacca da altre inquadrature e facendola indossare virtualmente all’attrice.
Da fan, in 5 stagioni di show, probabilmente vi sarà capitato di notare simili incongruenze che, teoricamente, non dovrebbero sfuggire né sul set né in fase di post-produzione, ma il punto è che errori del genere possono capitare, per stanchezza, più che per noncuranza, e dovuti soprattutto al fatto che – nonostante la quantità di tecnologia usata – dietro a tutti quei modernissimi schermi siedono comunque dei fallibili esseri umani.

A volte però capita che alcuni errori non siano da considerarsi negativi, in un’espressione usata in inglese si definiscono infatti “happy accident” quelle felici coincidenze che producono inaspettati e positivi risultati, una cosa che è capitata per esempio a Kevin Kutchaver, che lavorando all’intro della prima stagione di The Flash, finì per inserire inavvertitamente in una scena una serie di effetti di fulmini non previsti che piacquero così tanto alla produzione da essere lasciati lì dove erano oppure come è successo nel caso del finale della terza stagione di Legends of Tomorrow, in cui lo scontro Beebo/Mallus si concludeva con un gigantesco cuore di fumo azzurro completamente involontario, ma talmente gradito a tutti da rimanere nella scena ed essere stato accolto poi con grande entusiasmo e divertimento anche dall’ignaro pubblico.

E proprio a proposito di Legends of Tomorrow, un po’ come l’atmosfera scanzonata che contraddistingue la serie, anche quella degli uffici della post-produzione dello show è sensibilmente diversa da quella di The Flash, complice sicuramente il minor numero di episodi da produrre ed i ritmi di lavoro meno brutali: insomma, chi si occupa delle avventure delle Leggende si diverte quanto, se non di più, degli attori che recitano nello show.

Sempre con le nostre guide abbiamo per esempio parlato di come il dipartimento della post-produzione intervenga spesso nelle fasi iniziali di un episodio per dare al network un’idea di come possa apparire una particolare scena una volta inseriti gli effetti visivi ed è proprio in questo caso che ci è stato mostrato uno dei video più esilaranti della giornata, in cui due produttori della serie, per ricreare quello che sarebbe poi stato lo scontro finale tra Beebo e Mallus di cui sopra, hanno filmato un corpo a corpo tra un vero peluche di Beebo ed un’action figure di Batman nel ruolo di Mallus, con tanto di versi da parte degli improvvisati interpreti. Il video era poi intervallato da alcuni fotogrammi di come i personaggi sarebbero apparsi sullo schermo “nella realtà“. La divertentissima scena, nel caso in cui vogliate vederla, ci è stato assicurato essere stata inserita come extra nei DVD della terza stagione di Legends of Tomorrow.

Altro momento decisamente comico è stato quello in cui i produttori, per illustrare una scena dell’episodio 4×11 di Legends of Tomorrow, intitolato Séance and Sensibility, in cui Constantine, durante il funerale di Hank, si accorge che il suo spirito si aggira ancora per la casa toccando uno specchio velato da un drappo nero, hanno usato una “controfigura” nella persona di uno degli artisti degli effetti speciali (che assomiglia peraltro un po’ a Matt Ryan) con tanto di impermeabile indosso che ha recitato la scena nei corridoi dell’ufficio di fronte ad un poster velato di nero, con tale maestria che l’attore che interpreta il personaggio, dopo averla vista, l’ha riprodotta esattamente nello stesso modo, fino all’ultimo particolare espressivo. Anche questa scena sarà inserita negli extra dei DVD della quarta stagione, la cui uscita è prevista negli Stati Uniti per il 24 settembre 2019.

In conclusione questo genere di show, prodotto nel modo in cui lo vediamo sui nostri schermi, non sarebbe stato possibile quindici anni fa: ci sono stati ovviamente dei precursori che hanno riscosso un notevole successo come Smallville, ma dal punto di vista degli effetti speciali, nulla di quanto visto in quella serie è lontanamente paragonabile a quanto viene fatto oggi in quelle dell’Arrowverse ed il motivo è che la tecnologia corre ad una velocità inarrestabile, al punto tale che – a volte – persino gli addetti ai lavori faticano a starle dietro.
Geoff Garrett ci ha spiegato, per esempio, come non sia affatto raro trovarsi a lavorare con nuovi programmi su una scena con un occhio allo schermo ed uno al manuale di istruzioni, ma d’altronde è proprio questo incredibile progresso che ha permesso di produrre serie come queste che, con un budget di 1.5/2 milioni di dollari a puntata, paragonati ai 3/4 milioni di serie come Daredevil, 6/9 milioni di Agents of S.H.I.E.L.D. o addirittura i 356 milioni di dollari di Avengers: Endgame (che pur non comparabili fanno comprendere l’ordine di grandezza di cui parliamo), possono dare l’idea di quale incredibile sforzo creativo ed economico si celi dietro di essi e quanto sorprendente sia comunque il risultato finale considerate le molte variabili in gioco.

Negli uffici di The Flash e Legends of Tomorrow lavorano solo 35 professionisti, che in 11 mesi riescono a far muovere una macchina creativa incredibilmente complessa e portano a casa un risultato che magari, dopo questo articolo, vi sembrerà meno criticabile di quanto non lo ritenevate prima o, quanto meno, più degno di rispetto, nonostante le sue imperfezioni.

Il primo episodio della 6^ stagione di The Flash, intitolato Into the Void, andrà in onda negli Stati Uniti martedì 8 ottobre, mentre la première della 5^ stagione di Legends of Tomorrow, intitolata Meet the Legends, andrà in onda in data ancora da annunciare, ma a partire presumibilmente da gennaio 2020.

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