Tanti auguri, Friends. Il 22 settembre, la sit-com della NBC celebrerà il 25° anniversario dalla sua prima. La storia di sei amabili amici nevrotici – interpretati da Jennifer Aniston, Courteney Cox, Lisa Kudrow, Matt LeBlanc, Matthew Perry e David Schwimmer – ha generato un fenomeno culturale nel corso della sua messa in onda per 10 stagioni, vincendo Emmy e accumulando 52,5 milioni di spettatori (live!) per il suo finale di serie nel 2004.

A distanza di tutti questi anni, sembra che lo show sia ancora al culmine della sua popolarità, un successo che deve tutto alla sua magica combinazione di sei attori praticamente sconosciuti. Come rivela l’autore Saul Austerlitz nel suo nuovo libro, Generation Friends (in uscita negli Stati Uniti il 17 settembre), il casting dello show non è stato semplice. In effetti, la sit-com era pericolosamente vicina a prendere una direzione molto diversa da quella che conosciamo. Entertainment Weekly ha pubblicato estratti esclusivi del libro, che descrivono in dettaglio le affascinanti macchinazioni dietro le quinte che hanno contribuito alla creazione dell’iconica serie.

A quanto emerge dal libro di Austerlitz, i responsabili del casting hanno avuto solo otto settimane per trovare il cast della serie, e i produttori avevano espresso un desiderio di apertura dal punto di vista della diversificazione etnica. Ross e Monica dovevano essere fratelli ed era stato deciso che sarebbero stati interpretati da attori bianchi, ma le liste iniziali includevano numerosi artisti afro-americani e asiatici-americani. La flessibilità è stata un passo avanti, certo, ma alcune delle lotte successive di Friends relative alla diversità sono state impresse nella pietra in questo primo momento, in virtù della necessità di rappresentare al meglio la New York multietnica.

Friends

In origine, inoltre, il personaggio di Monica doveva essere “dura, introversa, cinica, sarcastica”. In un riferimento degli anni Novanta, la descrissero come “dotata dell’atteggiamento di Sandra Bernhard o Rosie O’Donnell e dell’aspetto di Duff”, riferendosi alla vj e modella Karen Duffy. Monica, in questa concezione originale, doveva essere una newyorkese con l’aspirazione di fondare il proprio ristorante e avere uno spiccato senso materno, che l’avrebbe spinta a prendersi cura di Rachel e aiutare una donna incinta che avrebbe finito per partorire nel suo appartamento.

Scopriamo poi dal libro che i sei protagonisti stavano per avere un settimo compagno d’avventure più anziano. La NBC temeva che se tutti i personaggi principali avessero avuto tra i venti e i trent’anni, ciò avrebbe chiaramente limitato le possibilità di immedesimazione del pubblico. Il personaggio fu inizialmente soprannominato “Pat the Cop”, e doveva essere un ufficiale di polizia. Gli scrittori fecero un tentativo in buona fede, ma finirono per odiare così tanto la sceneggiatura risultante da chiedere alla NBC di abbandonare l’idea. Se la NBC avesse ucciso Pat the Cop, promisero di dare ai sei protagonisti dei genitori in notevoli ruoli secondari e trovare guest star più grandi per attirare un pubblico più maturo. La NBC accettò.

Il personaggio di Joey, interpretato da Matt LeBlanc, era originariamente pensato come un borioso ragazzo dell’Illinois. I creatori della serie David Crane e Marta Kauffman inizialmente immaginavano Joey e Monica come coppia romantica centrale per la serie. Joey, latin lover impenitente, sarebbe stato domato da Monica. In questa versione iniziale, Joey era assai meno acuto di quanto sarebbe diventato.

Infine, il libro di Austerlitz ricorda come il team volesse Jennifer Aniston per il ruolo di Rachel, ma l’attrice avesse già girato diversi episodi di una comedy della CBS, Muddling Through. Tuttavia la CBS alla fine scelse di piazzare la serie in una zona morta del proprio palinsesto estivo. La rapida cancellazione della serie favorì l’ingresso di Aniston nel cast della serie che l’avrebbe resa una star di fama internazionale.

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Fonte: Entertainment Weekly

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