Negli ultimi anni pochissime serie televisive broadcast si sono spinte quanto si è spinta 9-1-1 con il secondo episodio della terza stagione andato in onda il 30 settembre negli Stati Uniti: uno tsunami di proporzioni cosmiche (forse fin troppo) ha completamente raso al suolo il pier di Santa Monica e distrutto buona parte della costa di Los Angeles. Al centro della vicenda ancora una volta i pompieri della LAFD Stazione 118 e non solo. La storyline principale o quantomeno quella che ha commosso di più gli americani è relativa a due personaggi molto importanti: Buck (pompiere ora in congedo) e Christopher, il figlio di Eddie – uno dei protagonisti della serie nonché pompiere della Stazione 118. Il rapporto tra questi due personaggi è stato sin dall’inizio costruito in maniera delicata, entrambi ci sono sempre stati l’uno per l’altro e un’amicizia così pura ha sicuramente fatto centro nel cuore dei telespettatori. E proprio per questo motivo le gesta di Buck, volte a salvare a tutti i costi il piccolo Christopher, hanno lasciato col fiato sospeso quasi 8 milioni di telespettatori, dall’inizio dell’episodio fino alla sconvolgente fine. Nel mezzo dello tsunami, l’ex pompiere è riuscito a cavarsela, a salvare il figlio del suo amico e anche tanti altri civili. Ma purtroppo l’episodio si è concluso con la scomparsa improvvisa di Christopher in seguito all’arrivo di un altro tsunami e a quello di un’ondata di civili trasportati involontariamente dal flusso irrefrenabile dell’oceano. Un attimo di distrazione per Buck e il cliffhanger è servito.

L’episodio, intitolato “Sink or Swim“, oltre ad aver ottenuto degli ascolti record lunedì sera, ha fatto parlare il web per un motivo specifico: la visibile produzione mastodontica dietro a questo grande disastro naturale. Per una serie televisiva broadcast produrre qualcosa di così rischioso non è una cosa da tutti giorni, specialmente in un periodo dove le serie tv broadcast stanno faticando a catturare l’attenzione del telespettatore medio, ora sempre più concentrato sulle tv via cavo e sui servizi streaming. Ma 9-1-1 ha osato perché ha capito che creare un episodio evento avrebbe in un modo o nell’altro attirato l’attenzione, in primis perché già di suo, lo show procedurale è stato seguitissimo nel corso delle prime due stagioni andate in onda su Fox. Già l’anno scorso, 9-1-1 aveva fatto parlare di sé con con una doppia season premiere incentrata su un terribile terremoto che aveva devastato la città. E poi oltre ad aver un team creativo di tutto rispetto (Ryan Murphy, Brad FalchukTim Minear), 9-1-1 ha anche un cast molto forte: Angela Bassett, Peter Krause e Jennifer Love-Hewitt.

Se date un’occhiata a questo dietro le quinte potrete farvi da voi un’idea sul motivo per cui 9-1-1 è un prodotto che va assolutamente tenuto d’occhio, in primis per il coraggio dietro a determinate scelte e per la riuscita di alcune scene action piuttosto realistiche, sebbene alle volte una CGI non proprio accuratissima salti all’occhio del più esperto. Ma visto e considerato che lo show ha ben 18 episodi da realizzare nel corso di una sola stagione, quell’aspetto un po’ raffazzonato si riesce comunque a perdonare.

9-1-1 sta riportando un po’ in voga il procedurale che tanto amano gli amanti delle serie televisive broadcast, un genere che ormai è tenuto in piedi solo dalle serie cult come Criminal Minds, Grey’s Anatomy e Blue Bloods, solo per citarne alcune.

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La serie si prende inoltre la briga di riadattare alcune autentiche emergenze, alle volte così sopra le righe da risultare surreali.

Ma alle volte la finzione non è poi così finzione. Ad esempio, il terremoto dell’Alaska del 1964 fu un evento sismico di magnitudo 9.2 che colpì lo stato americano dell’Alaska il 2 marzo 1964. La scossa fu così forte che ci furono delle onde così potenti da colpire buona parte delle zone costiere, inclusa una comunità chiamata Crescent City nel nord della California, dove morirono 11 persone. Un’onda di quasi sei metri d’altezza ha inondato quasi 30 isolati lasciando vittime, disagi e feriti (Fonte: NBC).

Ora non resta che aspettare e vedere quanto questo episodio abbia realmente incuriosito gli americani. Visto il successo ottenuto da “Sink or Swim”, ci aspettiamo che la settimana prossima la serie conquisti delle vette ancora più alte.

La terza stagione di 9-1-1 andrà in onda in prima visione su Fox Life, canale a pagamento della piattaforma satellitare Sky, dal 22 ottobre 2019.

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