Negli scorsi giorni le proteste riguardo il controllo esercitato su Hong Kong dalla Cina, della quale l’isola è tecnicamente una regione amministrativa speciale, sono state al centro delle cronache nazionali, sia per gli avvenimenti in sé, sia per le reazioni (e le controreazioni) che hanno suscitato a livello globale, essendo ben ramificata la presenza cinese in molteplici settori, compreso quello dell’intrattenimento. E South Park, l’irriverente serie animata creata da Trey Parker e Matt Stone, non poteva stare a guardare. Anzi, ha fatto esattamente quanto ci si aspetterebbe, scagliandosi contro la Cina senza delicatezza alcuna.

L’episodio 299 della serie, Band in China, incentrato sulla maniera nella quale Hollywood e più in generale le grandi compagnie ponderano con estrema attenzione qualunque cosa possa dar fastidio al governo cinese aveva prevedibilmente scatenato le ire della Repubblica Popolare, che in seguito alla sua trasmissione aveva bandito ogni singolo frammento legato a South Park dal paese. La serie è stata subito elevata simbolo di protesta dai manifestanti di Hong Kong, che hanno proiettato l’episodio nelle strade della città. Parker e Stone avevano poi dato appuntamento all’episodio 300, SHOTS!!!, per il prosieguo della storia, e come era facile immaginare, le cose hanno avuto una certa escalation.

“Fa****o il governo cinese!”, è quanto Randy e Asciughino, proprietari di una piantagione di marijuana in Colorado, hanno avuto da dire al riguardo. Nell’episodio i due vendono tutto il loro prodotto al governo cinese, che chiaramente non è ben visto in città. Dopo che Asciughino spiega a Randy come la Repubblica Popolare tratti i suoi cittadini, decidono di interrompere ogni affare con essa. Della serie, se ci sono arrivati persino loro…

 

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Fonte: comicbook