Da una parte c’era una delle opere a fumetti più importanti del Novecento, dall’altra l’autore di Lost e The Leftovers. L’incontro era abbastanza atteso, per così dire. Watchmen arriva sulla HBO, in Italia su Sky Atlantic, e per non disorientare troppo mantiene sapientemente il titolo originale del fumetto di Alan Moore. Ma non fatevi ingannare, questo è un solo uno dei pochi regali che lo show intende concedere ai fan che conoscono la storia classica. Per tutto il resto, occorre avere pazienza, confidare nella visione di Damon Lindelof, attendere un intreccio che concede punti di riferimento sicuri solo dopo varie puntate. A quel punto verremo in parte ripagati. Abbiamo visto sei puntate, su nove complessive, della prima stagione della serie, e ve ne parliamo senza spoiler.

Come evidente da trailer e materiale diffuso, si tratta di un sequel. Non entriamo nel dettaglio della storia, ma confermiamo quello che era chiaro dalle prime immagini: nel futuro degli eventi di Watchmen, i poliziotti girano in maschera e ci sono degli emuli di Rorschach. Ai personaggi storici come Ozymandias (Jeremy Irons) e Spettro di Seta II (Jean Smart) si aggiungono varie new entry. Su tutte spicca la detective Angela Abar (Regina King), che ha un ruolo di primo piano nella storia. Ci sono tensioni sociali molto forti e macchinazioni nascoste. Davvero, di più non si può dire.

Watchmen non garantisce un biglietto d’ingresso a chi non ha letto il fumetto, o almeno visto – con le dovute differenze – il film di Zack Snyder. Se i vostri ricordi dell’intreccio sono annebbiati, un ripasso è molto consigliato. Se non conoscete affatto il materiale originale, avvicinarsi alla serie sarà molto difficile. Perché da un lato lo show non concede nemmeno un vago ripasso di quel che è accaduto in questo Novecento alternativo, e dall’altro ha la propria piccola mitologia da raccontare. I piccoli spunti e le informazioni arriveranno in seguito, sul disastro di New York, sui Minutemen, sul Dr. Manhattan, ma Watchmen è pensato e scritto per un pubblico che sa di cosa si sta parlando.

E poi, come detto, ha la propria storia da raccontare. E da quel punto di vista, forse non è il tipo di adattamento che molti si aspettavano di vedere. Sono passati decenni dagli eventi del fumetto, e la serie si preoccupa soprattutto di colmare il gap di informazioni tra quel finale e l’inizio della serie. Ciò però non avviene per canali semplici o immediati. Anzi, la prima scena della serie è probabilmente quanto di più lontano potremmo aspettarci di vedere, sia per ambientazione che per contenuto. La serie prende una rincorsa lunghissima, e ad ogni episodio ripropone flashback più chiari o deviazioni più profonde. Alla fine del materiale fornitoci, possiamo comunque dire di avere una comprensione molto più chiara dei legami tra i personaggi.

jean smart spettro di seta watchmen

Lo show richiede quindi molta pazienza, non è incalzante come Lost né stratificato come Leftovers. Funziona a fasi alterne, secondo certe ambientazioni o certi personaggi. Ad esempio, la Laurie Blake di Jean Smart è il personaggio carismatico in grado di trarre il meglio in ogni momento in cui è in scena, ed è un’interessante evoluzione del personaggio originale. All’opposto è Ozymandias: sorprendentemente più sottotono quanto a importanza nell’intreccio, anche se la sua storia regala le scene più bizzarre.

L’ennesima incarnazione di Watchmen, stavolta sotto forma di serie sequel, assume la forma del suo curatore. In linea con gli alti e i bassi della sua carriera, Damon Lindelof ha una visione che non intende condividere con noi fin dal principio, ma bastano pochi tocchi a capire che un disegno c’è. Rinuncia alla visione geopolitica e magnifica di Moore e certo non ha la gravitas esasperata di Snyder. C’è tanta curiosità nel vedere come proseguirà la storia, ma, come detto, questo non è un viaggio per tutti.

La serie di Watchmen andrà in onda su Sky in contemporanea con gli Stati Uniti, dal 21 ottobre – alle 3 della notte fra il 20 e il 21 e poi alle 21.15 – su Sky Atlantic e NOW TV

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