La pattuglia che Netflix ha portato a Lucca per la promozione di The Witcher era veramente nutrita. Non solo la showrunner Lauren Schimdt Hissrich e le due attrici Anya Chalotra e Freya Allan, ma anche due pezzi da 90 della crew tecnica, ovvero Andrew Laws (già scenografo di Jack Ryan e della serie Warriors) e Tim Aslam (costumista di Les Misérables, lo Sherlock Holmes di Guy Ritchie e La leggenda degli uomini straordinari).

Con loro due abbiamo parlato un po’ più nel dettaglio della realizzazione, del lavoro sul set, degli effetti visivi e speciali, ma anche di come sia possibile, ad oggi, ancora riuscire a trovare dei look originali per un fantasy.

La prima domanda è la più scontata in questi casi. Quale sarà il rapporto tra effetti in computer grafica ed effetti analogici nella serie?

ANDREW LAWS: “Fin dall’inizio il desiderio era quello di mantenere un mondo “in camera” cioè effetti pratici, perché il suo contrario, cioè un mondo di effetti digitali è alienante per il pubblico. L’obiettivo è ottenere una sensazione molto viscerale e concreta, in cui i personaggi sono molto importanti, il pubblico deve sentire di stare con questi personaggi. Ovviamente i mostri sono la parte con maggiori effetti digitali ma tanti hanno una parte analogica e una digitale. Guarda è un approccio davvero diverso e abbastanza fresco rispetto a ciò che puoi aspettarti”.

Nel fantasy i costumi servono a distinguere la classe sociale dei personaggi, servono a distinguere le provenienze, i casati e le appartenenze. Ed è un mondo spesso molto simile che fa riferimento vagamente all’abbigliamento medievale. Come vi siete distinti?

TIM ASLAM: “Ovviamente il fantasy è la cornice ma rispetto al solito, cioè rispetto ai costumi molto esagerati del fantasy, noi ci siamo distinti rimanendo molto terra terra. Considera poi che è un tipo di lavoro in cui non puoi fare esattamente quello che vuoi, devi tenere conto che quel costume magari sarà usato per dell’azione, quindi alcuni orpelli sono inutili se non proprio dannosi e non vanno usati, oppure non può tenere troppo caldo all’attore, oppure ancora deve essere comodo e consentirgli i movimenti che deve fare…

Sì ma se un costume nel libro è in una certa maniera e quella maniera è scomoda o in praticabile che fai? Lo cambi?

TS: “In quei casi diventiamo un po’ più creativi e magari se un mantello dà fastidio ad una scena d’azione glielo facciamo perdere nella scena precedente

AL: “La parola scritta è un mezzo fantastico per voli e soluzioni audacissime. L’audiovisivo è diverso, le cose le devi mostrare e in certi casi fare. Noi praticamente interpretavamo la scrittura capendo come fare in modo di metterla in scena. Insomma, un conto è l’immaginazione, un conto è farlo”

Dite sempre che il processo creativo è molto integrato tra comparti, ma esattamente come funziona?”

AL: “Tutto parte dal lavoro con la showrunner e dalla sua interpretazione della storia. Quella è ciò che arriva a noi del team creativo che tutti insieme ci assicuriamo che gli ambienti e le persone appartengano ad un insieme coerente”.

TA: “Alle volte magari io non mi rendo conto che non sto andando nella direzione giusta ma parlando con gli altri lo capisco. Banalmente se una stanza è verde il personaggio non potrà essere vestito di verde

AL: “Certo e aggiungendo complessità a complessità alle volte se serve un impatto molto drammatico, ambiente e costumi devono collaborare per creare i toni giusti. La guarnizione sulla torta”.

E potete anche influire sulla storia?

AL: “Beh direttamente sulla storia no ovviamente ma su delle componenti determinanti sì. Ci sono stati esempi di necessità di luoghi che ci venivano chiesti dagli scrittori ai quali abbiamo offerto invece alternative completamente diverse che sono piaciute. Immagina che ci sono state scene con una 20ina di versioni diverse, sperimentavamo e buttavamo in mezzo le idee

 

 

THE WITCHER A LUCCA COMICS & GAMES: IL NOSTRO COVERAGE

Lo show, che sarà composto da otto episodi, racconta la storia di Geralt di Rivia (Cavill), un solitario cacciatore di mostri che lotta per trovare il proprio posto in un mondo in cui le persone si dimostrano essere più spietate delle bestie. Quando il destino lo porta a incontrare una potente donna che usa la magia e una giovane principessa con un pericoloso segreto, i tre devono imparare ad affrontare i pericoli insieme. I romanzi, come molti di voi già sapranno, sono stati adattati in una serie di videogiochi di successo.

Ispirata al best-seller fantasy, The Witcher è una fiaba epica. Geralt di Rivia, un solitario cacciatore di mostri, lotta per trovare il suo posto in un mondo in cui le persone spesso si dimostrano più malvagie delle bestie. Ma quando il destino lo spinge verso una potente strega e una giovane principessa con un pericoloso segreto, i tre devono imparare a convivere per affrontare insieme un viaggio. Nel cast della serie: Henry Cavill (Geralt di Rivia), Freya Allan (Ciri, la principessa di Cintra), Anya Chalotra (la maga Yennefer), Jodhi May (la Regina Calanthe), Björn Hlynur Haraldsson (il cavaliere Eist), Adam Levy  (il druido Saccoditopo), MyAnna Buring (Tissaia), Mimi Ndiweni (Fringilla), Therica Wilson-Read (Sabrina) e Millie Brady (la Principessa Renfri).

Quattro episodi, tra cui il primo, sono diretti da Alik Sakharov (House of CardsIl Trono di Spade), mentre Alex Garcia Lopez (Marvel – Luke CageUtopia), Charlotte Brändström (Outlander – L’ultimo vichingoCounterpart e Disparue) e Marc Jobst (Tin StarMarvel’s The Punisher) dirigono due episodi ciascuno.

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