L’uscita dell’ottava e ultima stagione di Game of Thrones – Il Trono di Spade in home video è ormai imminente: la serie arriverà infatti in DVD e Blu-Ray Disc il 4 dicembre in Italia, e in occasione del lancio internazionale noi di BadTaste.it siamo andati a Londra a partecipare a Game of Thrones – A Celebration, un grande evento nel quale sono intervenuti artisti che hanno lavorato dietro le quinte della serie come Michele Clapton (costumista), Tommy Dunne (esperto nella creazioni di armi e armature) e Barrie & Sarah Gower (artisti del makeup prostetico).

Abbiamo seguito il panel moderato dalla conduttrice radiofonica Edith Bowman presso il BFI Southbank, durante il quale sono emerse tante curiosità. La prima è relativa al coinvolgimento dei coniugi Gower, che si sono uniti alla serie nella quarta stagione:

Il nostro primo colloquio si è svolto mentre andava in onda la terza stagione. Eravamo entusiasti, ma poi vi furono le Nozze Rosse e internet impazzì. Noi ci guardammo a vicenda: ci eravamo infilati in qualcosa di molto più grande di quello che pensavamo inizialmente!

Dunne invece stava lavorando a un’altra serie quano ricevette lo script della prima stagione:

Lessi il titolo e pensai: “Oddio, sono già così impegnato… Lasciamolo lì qualche giorno.” Tre giorni dopo mi ricontattò il mio agente chiedendomi di dargli una risposta. Non avevo mai letto i libri ed ero veramente impegnato in quel periodo, quindi stavo per rifiutare l’offerta. Per fortuna non l’ho fatto!

La costumista Michele Clapton ha spiegato che uno dei pregi maggiori del lavorare a Game of Thrones è stata la libertà creativa concessa agli artisti coinvolti, lei inclusa, dai produttori:

Ci sono i libri, che ovviamente sono un gran punto di riferimento, ma ognuno di noi aveva un ampio margine per sperimentare. Non c’erano dei produttori che si limitavano a dirci “fate questo, fate quello”. Gli attori sviluppavano un rapporto con i loro personaggi, e noi utilizzavamo il materiale originale come guida. Era un lavoro collaborativo poi, i vari team si completavano a vicenda: c’era chi faceva l’arma, chi creava il costume tagliato dall’arma e chi, con il makeup prostetico, creava la ferita!

Anche per Dunne si è trattato di un grande vantaggio:

È assai raro lavorare a un progetto che ti concede così tanta libertà, anche a livello di tempo. Avevamo tantissimo lavoro da fare, ma avevamo il tempo per realizzarlo, e la consapevolezza che la serie sarebbe durata più stagioni ci dava più respiro: sapevamo che non dovevamo riiniziare tutto daccapo l’anno successivo. Tutti i reparti collaboravano l’un l’altro e facevano proposte che poi venivano accettate o meno.

Dunne ha svelato che il suo reparto ha realizzato letteralmente migliaia di armi, quasi 20mila tra spade, archi e frecce, scudi, trabucchi, lance, e ancora balliste e scorpioni, ma che non ha un’arma preferita:

Non c’era tempo per affezionarsi a un’arma! Ogni giorno lavoravamo a tantissime armi diverse, e appena finivamo dovevamo passare alla successiva, non c’era tempo per innamorarsi…

 

GoT - Figli della foresta bloodmoon

Nessuno aveva ufficialmente il permesso di portare a casa qualcosa, ma Michele Clapton ha spiegato cosa avrebbe voluto tenere:

Penso un elmetto degli Immacolati. Sono meravigliosi, adoro la loro forma. Il costume a cui sono più affezionata, invece, è il cappotto bianco di Daenerys, perché c’è voluto molto tempo per realizzarlo nel modo giusto, per creare il tessuto. Siccome sono stata assente per alcune stagioni, e poi sono tornata, un altro costume che ho realizzato cui sono molto affezionata è stato quello dell’incoronazione di Cersei, perché è il primo che ho realizzato quando sono tornata. Volevo proprio tornare a lavorare a Game of Thrones, e desideravo molto lavorare a quel costume, per cui è stato un sogno che si è realizzato.

C’è invece una cosa che l’ha infastidita molto, e cioè le lamentele dei fan sui costumi di Arya:

C’è una cosa che veramente mi ha infastidito in questi anni, ed è il fatto che i fan si lamentavano che Arya non avesse costumi molto variegati. Quello che non capivano è che Arya ha passato il tempo in viaggio, cercando il più delle volte di nascondersi, e questo non le permetteva certo di cambiare costume. Per me un costume non deve rendere bello un personaggio, ma accompagnarlo nel suo viaggio: serve a contestualizzare. Per questo nel caso di Arya non abbiamo cambiato costumi per molto tempo. Ovviamente sono stata felicissima di sbizzarrirmi quando finalmente ha smesso di viaggiare! Ma il nostro lavoro è servire la storia.

I due truccatori hanno parlato del trucco più complesso e soddisfacente a cui hanno lavorato:

Senza dubbio quello dei Figli della Foresta. Ci volevano ore e ore di makeup, era un processo davvero complesso con trucchi prostetici e una fusione totale con il costume, il che ci ha fatto lavorare a stretto contatto con il reparto costumi. Ricordo che realizzammo un primo test che prevedeva un trucco prostetico che ricopriva l’intero corpo, e che pensammo: “Non diranno mai ok, è una follia avere sei attrici completamente ricoperte di makeup prostetico”. Invece ci dissero che lo adoravano, e ci rendemmo conto di esserci messi nei pasticci da soli! Per quelle scende dovevamo iniziare a lavorare al makeup del giorno dopo a mezzanotte! Per ogni figlio della foresta ci volevano due truccatrici, che lo seguivano per i ritocchi anche durante le riprese.

Tutti hanno convenuto, comunque, che la serie è diventata sempre più complessa stagione dopo stagione, ma che l’ultima stagione è stata in assoluto la più complessa e impegnativa.

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