The Mandalorian, la serie di Disney+ può contare sulle musiche di Ludwig Göransson che ha parlato, in un’intervista rilasciata a Collider, del suo coinvolgimento nella serie.
L’artista ha scoperto l’esistenza del progetto dopo aver ricevuto l’invito a presentarsi nell’ufficio di Jon Favreau, ideatore dello show, dove lo spazio era pieno di storyboard e concept art:

Mi stava spiegando e mostrando le immagini e i primi artwork, mi ha raccontato del personaggio, mi ha spiegato che la sua fonte di ispirazione erano i film di samurai e i western. Ho capito piuttosto presto che voleva realizzare qualcosa di davvero diverso e che era aperto all’idea di fare degli esperimenti. Voleva provare modi diversi per sperimentare con suoni differenti.

Favreau, inoltre, non ha mai dato delle indicazioni precise sul sound che avrebbe voluto sentire nella serie, parlando semplicemente delle fonti di ispirazione alla base della sua idea:

Ogni volta che davamo uno sguardo a un episodio, o ci incontravamo parlavamo per un paio di ore, solo di ciò che stavamo cercando di realizzare e cosa stava cercando di raccontare la storia. Ma anche in un certo senso di riflettere su quello che abbiamo provato guardando Star Wars per la prima volta. Ricordo la sensazione che ho avuto quando ho sentito la musica per la prima vilta, mi sembrava mi stesse conducendo in un altro mondo. Penso volessimo creare qualcosa di nuovo, ma anche catturare l’anima di Star Wars. Per me si è trattato di voler tornare a quei ricordi di infanzia. Ho iniziato a pensare come mi ero sentito e a chiedermi come avrei potuto ricreare quei sentimenti ancora una volta, ma in un modo nuovo.

Göransson ha quindi letto tutti gli script ella pri ma stagione e ha visto ogni concept art che era stato creato per la serie per capire come creare il tema musicale di The Mandalorian, suonando degli strumenti e provandone di diversi, comprando persino un registratore per rimanere il più distante possibile dalle sensazioni che aveva provato ascoltando per la prima volta i brani di John Williams. L’artista ha riempito il suo studio con gli strumenti: chitarre, pianoforti, sintetizzatori degli anni ’70 e le percussioni, usando diversi registratori. Il compositore era in particolare attirato dal suono unico creato grazie al bass recorder che catturava le note suonate e quelle sono poi diventate le prime note del tema musicale della serie. Ai suoni creati dal flauto ha invece aggiunto un po’ di riverbero e li ha ritardati per creare un’atmosfera quasi “spaziale” e futuristica. Dopo circa un mese ha capito che voleva comporre un tema davvero diretto e intimo, inizialmente “piccolo”, utilizzando quindi solo 3-4 strumenti, decidendo di aggiungere alla traccia le percussioni e il pianoforte, proseguendo quindi con il suono della chitarra elettrica un po’ distorto. In questo modo è arrivato a circa 5 minuti di musica, componendo poi cinque brani che ha presentato, un mese dopo, a Jon Favreau e al produttore esecutivo Dave Filoni, facendo sentire il tema creato per la serie usando il proprio telefono, visto che erano di corsa dovendo lavorare sul set. Sono bastati pochi secondi ed entrambi erano già convinti che fosse il brano perfetto.
Göransson, in un secondo momento, ha incontrato Bryce Dallas Howard per farle sentire il tema musicale prima che iniziasse il lavoro sul set, in modo che potesse quasi ispirarla e guidarla durante le riprese.

Ludwig ha quindi parlato della sua prima impressione nel vedere Baby Yoda e nel creare le musiche dedicate alla sua storia:

Era probabilmente una delle parti maggiormente difficili del linguaggio musicale perché Jon è estremamente – voglio dire che è un genio. E il piccolo è così estremamente adorabile, giusto? Quindi la prima cosa che fai quando lo vedi è riferirsi a lui come Baby Yoda, e io direi che è il personaggio maggiormente vicino a Star Wars. Fin dall’inizio il mio primo pensiero è stato di avere della musica dall’atmosfera un po’ più vicina all’atmosfera di Star Wars.

Göransson ha però aggiunto che Favreau non voleva che la musica fosse troppo adorabile, perché il personaggio lo era già visivamente e musicalmente voleva che si raccontasse gli eventi dal punto di vista del Mandaloriano:

Quindi cosa pensa la prima volta che vede questa piccola creatura? Non reagisce pensando ‘Oh, che cos’è questa adorabile piccola cosa?’, ma piuttosto ‘Oh, merda, non è questo che avevo accettato quando ho scelto l’incarico’. Quindi tutta la musica che sentite nella serie è creata pensando alla prospettiva del cacciatore di taglie ed è quello che aggiunge le sue espressioni sullo schermo perché non vedete quelle del suo volto. Indossa sempre il suo casco, quindi musicalmente dovevo raccontare agli spettatori quello che esprimeva con il volto.

Favreau gli aveva infatti spiegato fin dall’inizio che il protagonista non si vede mai in viso, non potendo quindi scoprire le sue reazioni emotive.

Tra le fonti di ispirazione del compositore c’è anche Ennio Morricone, in particolare come produttore, perché è stato in grado di creare dei temi western iconici grazie al sound e al modo in cui riesce a conquistare l’attenzione dello spettatore fin dalle prime note, lasciando il segno nella mente e nei ricordi per il resto della tua vita. L’artista italiano e Williams, secondo Göransson, hanno saputo fin dall’inizio della loro carriera incorporare nei suoni classici l’uso della tecnologia, aspetto che ha sempre considerato molto interessante.

Ludwig ha poi raccontato che ogni episodio è molto diverso dagli altri musicalmente, permettendo agli spettatori di avere le proprie preferenze, mentre per l’ottava puntata è stato molto divertente, e impegnativo, creare i brani.
Göransson ha potuto unire per ogni episodio gli aspetti tecnologici, gli strumenti più “naturali” e l’orchestra, avendo l’occasione di registrare le musiche a Los Angeles con un’orchestra sinfonica di 70 elementi:

Per me è stato così divertente avere questi tre elementi e farli sembrare una cosa sola. Volevo far provare la sensazione che funzionassero insieme, trovando un modo per scrivere per l’orchestra, incorporando i suoni in un mondo tecnologico e farli sembrare nuovi, ma anche rendendo omaggio all’eredità di Star Wars e alla musica di John Williams, che è davvero orchestrale. Per me quello era importante, che ogni episodio avesse l’orchestra e sembrasse naturale, vivo e umano.

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The Mandalorian, che porta la firma di Jon Favreau, ha come protagonista Pedro Pascal, ed è ambientata dopo la caduta dell’Impero e prima dell’ascesa del Primo Ordine. Al centro della trama vi è un pistolero solitario che raggiunge gli angoli più remoti della galassia, distanti dal controllo della Nuova Repubblica.

Nel cast vi sono anche Nick Nolte, Gina Carano, Giancarlo Esposito, Emily Swallow, Carl Weathers, Ming-Na Wen, Omid Abtahi e Werner Herzog. Taika Waititi doppia il robot IG-11.

I registi della prima stagione sono Dave Filoni (Star Wars: The Clone Wars, Star Wars Rebels), che si è occupato del primo episodio, Deborah Chow (Jessica Jones), Rick Famuyiwa (Dope), Bryce Dallas Howard (Solemates) e Taika Waititi (Thor: Ragnarok).

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Fonte: Collider

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