Dopo 8 anni e 170 puntate, esclusi i crossover, si è conclusa la scorsa settimana la corsa di Arrow con un episodio finale che – nel complesso ed a giudicare da critica e reazioni del pubblico – è stato accolto con favore e quindi considerato una degna conclusione per una serie al quale andrà per sempre riconosciuto il merito di aver spianato la strada ad un multiverso di supereroi che ha trovato terreno fertile nel mondo delle produzioni televisive, tanto da essere ancora oggi in espansione.

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Sebbene il finale ideale dello show sarebbe probabilmente dovuto essere You Have Saved This City, l’ultimo episodio della 7^ stagione, a Fadeout va comunque riconosciuto il merito di aver dato agli spettatori l’opportunità di rendere un ultimo omaggio allo show nel suo insieme e soprattutto di vedere cosa sia accaduto ai protagonisti della serie post-Crisi. Una scelta quasi dovuta, considerato che altrimenti Arrow si sarebbe concluso con il backdoor pilot Green Arrow & the Canaries e con il suo protagonista morto in un altra serie e senza dare alle persone che lo hanno accompagnato per 8 anni di cammino, l’opportunità di dargli l’estremo saluto, cosa che avrebbe costituito un problema non indifferente.
Proprio a proposito di quella specifica scena in cui Oliver Queen muore nella prima ora del crossover, quella dedicata a Supergirl, lo stesso Stephen Amell, nel podcast Inside of You di Michael Rosenbaum, non ha risparmiato critiche al modo in cui è stato costretto a dire addio al suo personaggio:

Stavano cercando di chiudere con Caity [Lotz] e Grant [Gustin] prima che io girassi la scena in cui Oliver muore. Non do la colpa a nessuno, ma era una scena con il sottoscritto, da Arrow, girata in Supergirl, con la troupe di Supergirl e con specifiche esigenze sia da parte di Grant che di Caity. Tutti facevano il possibile per sbrigarsi in modo da non interferire con l’organizzazione della giornata di riprese successiva di Flash e Legends. Nel frattempo il fott-*#o Green Arrow giaceva su una barella e cercava di dire le sue battute a qualcosa che non fosse una fott-*#a palla da tennis. Ci sono diverse scene in cui sto recitando ed in cui, in realtà, non ci sono altri attori con me, il che non è un modo accertabile per creare il miglior prodotto possibile, almeno dal mio punto di vista. Personalmente penso che sia irrispettoso nei confronti degli attori e del loro metodo, ma magari ad altri non avrebbe dato fastidio.

Nonostante poi Amell abbia poi concluso che il risultato finale sia stato comunque ottimo, così come la reazione del pubblico positiva, è comprensibile che sentirsi fare pressione proprio nel momento in cui stava filmando una scena così carica di emozioni per un personaggio che ha interpretato per ben 8 anni, sia stato frustrante, a maggior ragione quando si capisce, più avanti, che quella è davvero l’ultima volta in cui Oliver Queen compare sullo schermo. Tornando al finale di serie, Fadeout analizziamo insieme quali sono stati i punti principali dell’episodio proprio a partire da quell’addio:

LA MORTE DI OLIVER QUEEN

Nonostante ci fosse una fetta di fan che sperava che l’essere riuscito a ricreare un nuovo universo, significasse che Oliver Queen sarebbe tornato in qualche modo in vita, il finale di serie ha incontrovertibilmente confermato la morte del protagonista dello show, che doveva avere un peso ed un senso. Il sacrifico dell’eroe doveva essere reale. Considerato il modo conflittuale con cui Oliver ha sempre vissuto il suo ruolo di eroe e nonostante la sua dipartita sia ovviamente dolorosa, non vi è modo migliore di andarsene che dare la propria vita per gli altri. Dal suo finale sacrificio nascono letteralmente nuove vite, nuove opportunità ed una Star City finalmente libera dal crimine per lunghi anni a venire. L’eroe non ha tradito la sua città ed ha compiuto la sua missione.

LE GUEST STAR DELL’EPISODIO FINALE DI ARROW

Una delle più grandi sorprese del finale di serie è la scoperta che, morendo, Oliver/Spettro abbia fatto in modo di ricreare un universo in cui trovano posto molti dei protagonisti dello show che sono morti nell’arco delle passate stagioni, una scelta che è stata sia apprezzata che criticata da un pubblico più severo, che ha obiettato che, così facendo, gli autori hanno spogliato del loro significato quelle morti. Un’obiezione a cui l’episodio stesso ha in un certo senso risposto quando Moria Queen – una delle beneficiarie di questo “miracolo” – spiega alla figlia che Oliver ha riportato in vita tutte quelle persone la cui morte non abbia avuto un diretto impatto sulla sua trasformazione nell’eroe disposto a dare la propria vita per il multiverso. Con questa spiegazione in mente, l’episodio è quindi costellato di guest star tornate ad omaggiare l’eroe Oliver Queen, tra cui Moria, Quentin Lance, Tommy Merlyn ed Emiko, per quanto concerne i personaggi riportati in vita dallo Spettro e Thea, Mia, il giovane William, Barry Allen, Sara Lance, Kara Danvers, Nyssa e Talia al Ghul, Curtis Holt e Rory Regan per quanto riguarda invece tutti coloro che hanno preso parte ai suoi funerali.

IL POST-CRISI

Nonostante Arrow sia partito come uno show che raccontava la missione solitaria di un uomo, per gran parte della sua durata è stato un prodotto corale, con eroi e personaggi che sono si sono succeduti all’interno del covo segreto dell’arciere mascherato che, a sua volta, da giustiziere è evoluto in un eroe. Motivo per cui il finale di serie non è unicamente incentrato sull’addio al suo protagonista, ma anche e soprattutto su ciò che ha lasciato in eredità e che ha permesso ai suoi familiari, amici e compagni di avventura di costruirsi una nuova vita, nella stessa misura in cui la serie stessa ha dato vita, nella realtà, ad un multiverso di show, proprio a partire da Arrow. Così – alla fine della serie – Mia, Laurel e Dinah si preparano alla loro nuova vita del futuro, Rene si candida in politica supportato da Quentin, Sara torna a guidare le Leggende, Barry e Kara ad indossare i loro costumi anche in nome di Oliver, per onorarne il sacrificio ed infine Diggle, che finalmente entra ufficialmente in contatto con l’anello di Lanterna Verde, come i fan della serie avrebbero sempre voluto, si dirige con la famiglia a Metropolis, dove forse lo rivedremo nella nuova serie di The CW, Superman and Lois.

LA SCENA FINALE

La scena finale di uno show ha un valore simbolico non indifferente e, che piaccia o meno, il fatto che gli autori di Arrow abbiano deciso di concludere la serie rendendo omaggio alla discussa ship Oliciy, la dice lunga su quanto richiamo abbia avuto la coppia formata da Oliver Queen e Felicity Smoak. La riunione tra i due risponde anche ad un quesito che era rimasto aperto sin dal finale della 7^ stagione, quando avevamo visto The Monitor portare via Felicity attraverso un portale per poter incontrare nuovamente suo marito. Al di là del passaggio, Felicity si ritrova nell’ufficio di Moira Queen nel grattacielo della Queen Consolidated, indossa gli stessi vestiti di quando ha parlato con Oliver la prima volta e trova anche sull’imponente scrivania una penna rossa che stringe tra le labbra mentre guarda una foto di un giovane Oliver abbracciato a suo padre. Quando Oliver finalmente appare, dicendole di averla attesa a lungo, i due si abbracciano e si baciano e lui le rivela anche che quello è il luogo dove l’ha vista per la prima volta. La serie si conclude infine con i due che guardano il panorama di un’assolata Star City dall’ampia finestra che illumina la stanza, un’immagine di speranza, che sceglie appositamente però di non risolvere il mistero sul luogo in cui si trovano: un’altra dimensione, un altro universo, il paradiso? La risposta non conta, ciò che importa è che l’eroe sia finalmente in pace.

Arrow, ha debuttato negli Stati Uniti ad ottobre del 2012 ed il suo finale di serie è stato trasmesso su The CW martedì 28 gennaio.
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