Batwoman: serie TV e fumetto a confronto, le differenze e le somiglianze

La Batwoman televisiva è ispirata all’omonima serie a fumetti pubblicata a novembre del 2010 tra i Nuovi 52, narrata da Greg Rucka e disegnata da J. H. Williams III, il quale ha lasciato a sorpresa il suo ruolo nel 2013 per divergenze creative con la DC Comics, interrompendo con due numeri di anticipo (24, invece dei 26 previsti) la serie prima di passare il testimone a Mark Andreyko. Dal punto di vista creativo J. H. Williams III, già noto agli appassionati per il suo contributo in Alan Moore, in Promethea, ha uno stile molto drammatico ed usa i giochi di luci ed ombra ed i colori, soprattutto il rosso che caratterizza la protagonista, come strumenti per esaltare l’effetto scenico delle sue opere, nelle quali persino i flashback hanno un loro stile peculiare che li distingue dal resto della narrazione. L’uso di tavole a due pagine, soprattutto per le scene di lotta, sono diventate un suo segno distintivo in questa serie a fumetti, caratterizzata anche da atmosfere sognanti (soprattutto quando protagonista di una tavola è Alice) ed horror, in una combinazione di elementi che dà sensazioni molti simili ad un’esperienza cinematografica.
Riportare sullo schermo queste stesse caratteristiche, che molto hanno in comune con le atmosfere del Batman di Christopher Nolan, soprattutto in serie a budget ridotto come quelle trasmesse da The CW, è ovviamente una vera e propria sfida (probabilmente persa anche in partenza). Sebbene la direzione degli autori sia quindi stata chiaramente quella sin dal debutto dello show, come parte del crossover di Elseworlds, in cui la Gotham City di Kate Kane debuttava come una Starling City che ha perso ormai la sua battaglia contro il crimine, dopo essere stata abbandonata a se stessa dalla misteriosa uscita di scena di Batman, l’impresa di riproporre sullo schermo le stesse atmosfere e gli stessi toni del fumetto resta l’intento dei creatori dello show, ai quali va riconosciuto, considerate le circostanze, il tentativo di essere il più possibili fedeli al materiale di origine.

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Come abbiamo più volte sottolineato, il pilot di Batwoman è stranamente uno dei momenti più bassi di una serie che è andata migliorando di episodio in episodio con grande rispetto della continuity, sorprendenti e continui colpi di scena ed un’introspezione dei personaggi che la rende, almeno al momento, una delle più godibili dell’Arrowverse e pur dimostrando appunto di avere grande rispetto del materiale da cui origina, tra fumetti e show televisivo ci sono comunque alcune significative differenze.

Nel pilot, per esempio, ci viene mostrato come la morte di Gabrielle e Beth Kane, la madre e la sorella di Kate (Ruby Rose), avvenga per un incidente d’auto durante il quale Batman interviene mettendo in sicurezza l’auto in bilico su un burrone, prima di lasciare la zia e le cugine per tornare a combattere il crimine. Pur pensando di aver risolto il problema, l’auto finisce per cadere, lasciando come unica superstite la giovane Kate che non solo svilupperà un odio atavico per il Cavaliere Oscuro, ma sarà anche per sempre segnata dalla sua tragica perdita.
Nel fumetto il lutto di Kate per la perdita della madre e della sorella è, come nella serie, uno degli elementi costitutivi e portanti del personaggio, ma madre e sorella non muoiono in un incidente d’auto, bensì assassinate da un gruppo di terroristi che ce l’ha con Jacob, che lavorava in Belgio nell’Intelligence americana, e Batman non ha nulla a che vedere con questi eventi.

Uno degli aspetti che ci aveva maggiormente deluso nell’episodio pilota, d’altronde, era proprio il modo sbrigativo con cui era stato risolto un conflitto durato quasi una vita per la Kate della serie televisiva la quale, dopo aver scoperto l’identità segreta del cugino Bruce – con il quale ha avuto un ottimo rapporto e che l’ha sempre trattata e protetta come avrebbe fatto un fratello maggiore, probabilmente anche a causa dei sensi di colpa per la morte di Gabrielle e Beth, – decide non solo di perdonarlo con sorprendente rapidità, ma ne eredita letteralmente anche i panni, nonché, grazie al suo partner ed amico Luke, il covo ed i famigerati gadget. Il suo rapporto con il cugino, nella serie a fumetti, è invece molto diverso, non avendo avuto nessun collegamento con la morte della madre e della sorella ed avendo una certa differenza di età, i due non si sono quasi mai frequentati, fino a che un giorno Kate non viene aggredita in un vicolo di Gotham e solo per l’intervento di Batman eviterà che lei uccida il suo aggressore. Vedendolo in azione, e grazie alla sua esperienza militare, Kate deciderà diventare anche lei una supereroina ed il suo rapporto con Bruce diventerà poi molto più saldo quando i due scopriranno l’identità segreta dell’altro, diventando infine alleati nella lotta contro la criminalità.

Anche il passato militare di Kate Kane è importante nella serie TV come lo è nel fumetto. Nel primo caso, tuttavia, la protagonista ha da sempre espresso il desiderio di entrare nelle fila della Crows Security, a capo della quale c’è il padre Jacob – con cui ha un rapporto conflittuale dalla perdita della madre e della sorella – e per questo motivo entra in un’accademia militare dalla quale viene cacciata quando emerge la sua relazione con Sophie. Da questo momento in poi e prima di rientrare a Gotham, Kate gira per il mondo continuando il suo addestramento al combattimento nelle condizioni più estreme, fino a che non decide di vestire i panni di Batwoman.
La Kate dei fumetti, invece, ha sempre sognato di entrare nel corpo dei Marine e per far avverare il suo sogno riesce ad andare all’accademia di West Point, da cui viene però cacciata quando qualcuno denuncia anonimamente la sua relazione con Sophie, una sua commilitona. Costretta a negare la propria omosessualità, pena l’espulsione dalla prestigiosa Accademia, Kate, a differenza della sua amante, scegli di non rinnegare se stessa e viene espulsa e la rabbia repressa per questa ingiustizia subita, va a sommarsi a quella per la morte dei suoi familiari, fino a sfogare appunto nella sua decisione di vestire i panni di Batwoman, ispirata da quello che al tempo non sapeva ancora essere suo cugino.

Per quanto concerne invece la Crows Security, la versione di questo gruppo nei fumetti è legata al passato militare di Jacob Kane ed è composta da un gruppo di suoi vecchi commilitoni, tutti rappresentati delle forze speciali, che lo aiuteranno con l’addestramento di Kate come Batwoman quando scoprirà la sua identità e deciderà finalmente di aiutarla.

A differenza della protagonista della serie TV, la Kate del fumetto ha anche molti aspetti in comuni con la mondana Mary Hamilton dello show televisivo, essendo lei stessa un’amante dei party e del divertimento e Mary stessa è un adattamento del personaggio di Mary Elizabeth Kane, la cugina di Kate, creata per i fumetti da George Pérez e Tom Grummett la cui prima apparizione risale al volume Secret Origins Annual (1989) che vestirà poi i panni di Flamebird.

Uno degli aspetti del fumetto che per il momento è sostanzialmente ignorato nella serie TV, è invece l’importanza del corpo di polizia di Gotham City. Non solo infatti l’eroina mascherata collabora spesso con la polizia nei fumetti, ma due delle più importanti relazioni sentimentali di Kate sono state con altrettante Detective: Renee Montoya in Elegy e Maggie Sawyer (proprio la stessa Maggie che ha avuto una travagliata storia d’amore con Alex Danvers di Supergirl) nella serie principale.

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La prima stagione di Batwoman va in onda negli Stati Uniti ogni domenica su The CW, mentre lo show è trasmesso in anteprima per l’Italia da Prime Action (canale 125 di Sky). Per altre curiosità sulle serie dell’Arrowverse non perdetevi la nostra pagina speciale DC Superheroes!