In occasione dello Star Wars Day, farà il suo debutto su Disney+ Disney Gallery: The Mandalorian, la serie documentario backstage in otto episodi dedicati alla realizzazione di The Mandalorian. Abbiamo avuto l’opportunità di vedere i primi due episodi: il primo dedicato ai registi coinvolti, il secondo dedicato all’eredità e al significato che ha Star Wars per chi è stato coinvolto nel progetto.

Come noto, l’uscita di The Mandalorian non è stata accompagnata da particolari approfondimenti sulla realizzazione della prima, attesissima serie live action della saga. Gli episodi sono usciti su Disney+ negli Stati Uniti e successivamente in Europa (dove il finale di stagione è arrivato solo qualche giorno fa), e l’assenza di backstage sulla piattaforma ha destato qualche sospetto, visto che i progetti della Lucasfilm sono sempre rimasti avvolti nel mistero durante la loro produzione, ma sono anche sempre stati ben documentati per le edizioni home video. L’annuncio a sorpresa dell’uscita di Disney Gallery: The Mandalorian ha colmato improvvisamente questa lacuna: la serie promette di soddisfare tutte le curiosità dei fan sul making-of di questa ambiziosa prima stagione.

Gli episodi durano circa mezz’ora ciascuno ed esplorano ciascuno un diverso aspetto attraverso tavole rotonde presentate da Jon Favreau e inframmezzate da scene inedite dietro le quinte.

Disney Gallery - The Mandalorian - Episodio 1

REGIA

Nel primo episodio, Jon Favreau sottolinea da subito che quello che lui e tutti i registi della prima stagione hanno in comune: l’amore per Star Wars. Per il resto, però, si tratta di figure molto diverse l’una dall’altra, e questa è stata una scelta precisa operata da Favreau: ogni regista, infatti, è stato chiamato per conferire una prospettiva diversa alla stessa visione complessiva. Ognuno di loro ha avuto l’opportunità di lasciare la sua impronta caratteristica nella serie.

Il primo è Dave Filoni, volto noto dei fan di Star Wars: The Mandalorian è il suo primo lavoro nel mondo del live action, dal suo debutto nell’animazione prima con King of the Hill, poi Avatar the Last Airbender e infine il grande successo (e salto nella CGI) di Star Wars: The Clone Wars. Da queste esperienze, Filoni ha portato con sè la sua abilità nel disegno: “Faccio un mucchio di storyboard e li utilizzo anche per girare in live action”, spiega. Nel documentario scopriamo che quando il regista venne chiamato dalla Lucasfilm per lavorare a The Clone Wars credeva fosse uno scherzo dei realizzatori di SpongeBob (all’epoca lavorava per Nickelodeon). “George Lucas pensa sempre in live action,” continua. “Quindi anche quando lavoravo a The Clone Wars l’approccio era molto simile a quello del live action.”

Filoni era una figura impossibile da non coinvolgere in The Mandalorian, proprio per via del suo rapporto speciale con Lucas, il creatore della saga. Da Favreau e da tutti gli altri registi e attori è considerato colui che è in grado di “veicolare” lo spirito della saga, una figura che sa sempre cosa è giusto e cosa è sbagliato per la saga.

Deborah Chow è una grandissima fan della fantascienza, dei film di genere, dei fumetti e della televisione. Tra i registi coinvolti in The Mandalorian è quella con la maggiore esperienza in televisione: ha lavorato, tra le altre cose, a Mr. Robot. “La televisione combina ambizione ed efficienza,” spiega nel documentario. “E quindi mi impegno sempre moltissimo in pre-produzione per progettare e programmare tutto”. Gli attori riconoscono in lei proprio una grande efficienza, e ricordano come con lei non si sforasse mai di un minuto nei tempi delle riprese.

 

Disney Gallery - The Mandalorian - Episodio 1

 

Rick Famuyiwa ha invece un background più cinematografico ed è un grandissimo appassionato di Star Wars. Abituato a lavorare per il grande schermo, ha apprezzato molto l’autonomia che è stata data a ciascun regista nel lavorare ai propri episodi, con la supervisione di Favreau per mantenere una grande coerenza.

Bryce Dallas Howard ha invece il vantaggio di essere “intrisa” nello spirito di Hollywood, e di aver lavorato come attrice per tanti anni in grandi blockbuster: “Quando ero piccola mio padre mi portava sempre con lui, ricordo che a 5-6 anni mi portò in Giappone dove cenammo con George Lucas e Kurosawa. E ricordo quando vidi Jurassic Park la prima volta, mi resi conto che il cinema era arrivato a una svolta. Lavorare in Star Wars praticamente è un sogno che diventa realtà.” Ovviamente, nel suo approccio si riconosce la sua esperienza nella recitazione: “Sono un’attrice, e sono abituata a lavorare a film con tanti effetti visivi, quindi il mio ruolo è supportare gli attori e farli concentrare su quello che devono fare con più naturalezza possibile: recitare”.

Taika Waititi, infine, ha lavorato a film a bassissimo budget, anche se quando è stato coinvolto in The Mandalorian aveva avuto già una grande esperienza con un progetto ad alto budget come Thor: Ragnarok. Favreau e gli attori apprezzano, di Waititi, soprattutto la bravura nel riuscire a trovare dell’umorismo anche nelle scene d’azione più complesse.

Nel documentario vediamo come questi cinque registi, coordinati da Favreau, abbiano lavorato spessissimo insieme sul set, condividendo le idee e scambiandosi pareri. Per tutti loro è stata un’esperienza unica e senza precedenti, e soprattutto collaborativa. E proprio Favreau evidenzia ciò che cercava in ognuno di loro: persone intelligenti, creative e sveglie, pronte a imparare ogni giorno. Perché in una serie come The Mandalorian, ambiziosa e senza precedenti, ogni giorno il set presentava delle sfide che potevano tradursi in vere e proprie opportunità da cogliere.

Disney Gallery - The Mandalorian - Episodio 2

EREDITÀ

Il secondo episodio è dedicato alla mitologia di Star Wars all’interno della quale si va a inserire The Mandalorian, e a cosa questa saga rappresenta per i creativi che vi hanno lavorato. Per questo al fianco di Jon Favreau si uniscono in una tavola rotonda nientemeno che Kathleen Kennedy (presidente della Lucasfilm), John Knoll e Richard Bluff (supervisori ai VFX della Industrial Light & Magic) e Hal Hickel (supervisore alle animazioni della ILM).

Particolarmente gustoso l’aneddoto raccontato da John Knoll, che iniziò a lavorare nell’industria cinematografica spinto proprio dall’amore per Star Wars e che era impiegato presso la ILM quando Lucas iniziò a sviluppare la trilogia di prequel. Knoll racconta che ogni anno qualcuno dell’azienda chiedeva se sarebbero mai stati fatti dei nuovi film, e un anno improvvisamente Lucas esclamò che la cosa stava iniziando a concretizzarsi. Kathleen Kennedy, che lavorò con Lucas ai film di Indiana Jones, aggiunge però che il desiderio di realizzare nuovi film della saga non lo aveva mai lasciato dopo Il Ritorno dello Jedi, e che ci pensava in continuazione: “Ogni volta che in Indiana Jones ci spingevamo oltre, con la tecnologia, lui pensava subito a come applicare queste scoperte a un film di Star Wars”.

Mentre queste icone dell’industria cinematografica parlano della loro esperienza con Star Wars vediamo diverse scene dietro le quinte dei film, con un giovane George Lucas sul set, e sentiamo i registi di The Mandalorian parlare del loro rapporto con la saga. Rick Famuyiwa, per esempio, racconta di come Star Wars abbia sempre ispirato la sua immaginazione, e quanto per lui abbia rappresentato una “cornice” all’interno della quale si potevano trovare tantissime altre storie da raccontare: tra amici, con le action figure ma anche come regista. “I temi delle storie di Star Wars sono sempre universali, riflettono il mondo in cui viviamo, comprendono l’inclusività, la diversità, i conflitti”, spiega invece l’attore Pedro Pascal.

Si parla quindi del grande contributo al cinema che ha portato la figura di George Lucas attraverso la Industrial Light & Magic, e Kathleen Kennedy inizia subito spiegando che quando si è unita alla compagnia ha scoperto che Lucas aveva contribuito a ideare ben 126 innovazioni tecnlogiche. Ne vengono elencate alcune:

  • Il primo personaggio completamente in computer grafica (Jar Jar)
  • Editdroid, il primo sistema di montaggio non lineare precursore di AVID
  • Il motion control
  • Episodio I è il film con il maggior numero di miniature e modellini
  • Jurassic Park ha introdotto per la prima volta l’utilizzo sistematico della computer grafica per realizzare un film

Il regista e produttore Jon Favreau, nato nel 1966, racconta invece della sua prima esperienza vedendo Star Wars: “Avevo l’età giusta, quando uscì il primo film. Vidi un’immagine del film sul giornale, mi ispirò molto e andai a vederlo. La mia vita cambiò per sempre: i miei gusti si sono formati intorno a quel film.” Pedro Pascal vide al cinema Il Ritorno dello Jedi: “Ricordo quando prendemmo i biglietti, mi sentivo come Charlie e la Fabbrica di Cioccolato. Continuavo a fissare il poster, con la mano di Luke che teneva stretta la spada laser. Quando un film del genere entra nel tuo immaginario, da bambino, difficilmente viene superato.” “Il cinema è un’estensione del concetto di mitologia,” continua Favreau. “Serve per raccontare storie alle nuove generazioni, insegnare lezioni della vita. Ancora oggi le storie sono importantissime per il nostro sviluppo, e con Star Wars vengono tramandati importanti concetti come quelli del sacrificio, della perseveranza, delle sfide da vincere”.

Nell’ultimo segmento dell’episodio, Dave Filoni entra in profondità nelle fondamenta di Star Wars, analizzando il viaggio dell’eroe e come le dinamiche famigliari siano alla base delle storie più importanti delle prime due trilogie: in particolare, il ruolo della figura paterna (il rapporto tra Luke e Anakin, così come il fatto che Obi-Wan fosse più un fratello che un padre per Anakin) e quanto la concreta possibilità che i propri eroi cedano al lato oscuro renda credibili le vicende raccontate. Filoni ricorda anche un importantissimo consiglio che gli ha dato Lucas, e cioè: “Ricorda di conferire sempre un messaggio di speranza nelle tue storie, perché i bambini hanno bisogno di speranza”. Il pubblico, quando vede Star Wars, non cerca solo un action movie: cerca qualcosa che lo elevi e che lo spinga a entrare a far parte della storia.

Vi riproponiamo il calendario con cui verranno proposti gli episodi di Disney Gallery: The Mandalorian nel mese di maggio:

Episodio 1 – “Regia”
I registi parlano del percorso che hanno compiuto per arrivare a dirigere questa serie e ci accompagnano all’interno del processo di realizzazione di The Mandalorian.
In streaming dal 4 maggio

Episodio 2 – “Eredità”
Il cast e la troupe riflettono su come Star Wars abbia influenzato la loro vita e The Mandalorian.
In streaming dall’8 maggio

Episodio 3 – “Cast”
Pedro Pascal, Gina Carano e Carl Weathers discutono dei loro ruoli e di come sono arrivati nella galassia lontana lontana.
In streaming dal 15 maggio

Episodio 4 – “Tecnologia”
Jon Favreau e il suo team hanno ideato un nuovo metodo di produzione cinematografica partendo da una tecnologia già sviluppata per progetti come Il Libro della Giungla e Il Re Leone. Il gruppo discute della creazione di un teatro di posa immersivo che impiega dei pannelli video e un motore di gioco in maniera inedita.
In streaming dal 22 maggio

Episodio 5 – “Effetti pratici”
Il cast e la troupe di The Mandalorian premiano il talento artistico che si trova alla base dei modelli, degli effetti pratici e delle creature animatroniche.
In streaming dal 29 maggio

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