La serie Servant, secondo un giudice, non può essere considerata un plagio e non è stata copiata dal film The Truth About Emanuel, scritto e diretto da Francesca Gregorini, tuttavia la causa legale potrebbe proseguire.

Nella giornata di ieri una sentenza ha escluso che lo show sviluppato da M. Night Shyamalan e Tony Basgallop sia un plagio del lungometraggio, tuttavia Gregorini, sottolineando che negli ultimi anni è la terza volta che Shyamalan è stato accusato di “rubare” le idee altrui, ha dichiarato:

La decisione del giudice presa oggi è deludente, ma non sorprendente. L’equilibrio del potere nel settore dell’intrattenimento è sempre stato a favore degli uomini potenti e delle istituzioni. Il loro obiettivo finale è silenziare tutte le persone a cui rubano il lavoro e lo riutilizzano senza citare. Il mio caso è un tentativo di rendere responsabili queste forze potenti e proteggere il lavoro di così tante voci talentuose che non sono ricche e potenti come M. Night Shyamalan. Speravo in un risultato diverso. Non permetterò loro di zittirmi. Ho intenzione di fare appello e continuare a ribadire che Servant e The Truth About Emanuel condividono troppe somiglianze ed elementi che sono stati senza alcun dubbio e volontariamente oggetto di plagio.

Il giudice John Walter ha dichiarato nella sua sentenza che la trama della serie e del film hanno dei punti in comune, tuttavia dopo la terza puntata la storia è “molto più dark, e la serie si muove tra thriller e horror”. Servant viene considerata sostanzialmente diversa dal lungometraggio per quanto riguarda la trama, le tematiche, i dialoghi, l’atmosfera, l’ambientazione, il ritmo, i personaggi e la sequenza di eventi. La situazione rende quindi impossibile, secondo il giudice, che lo show violi le leggi sul copyright e sul diritto d’autore.
Alla base dell’accusa c’era lo spunto alla base della storia: una donna fatica ad affrontare il lutto e inizia a occuparsi di una bambola come se fosse un bambino vero.

Fonte: Deadline