Horace Grant, vincitore di tre campionati NBA avendo fatto parte dei Chicago Bulls, ha criticato la docu-serie The Last Dance sostenendo che non riporta in modo obiettivo i fatti.
Il campione che ha giocato accanto a Michael Jordan ha dichiarato in un’intervista rilasciata a ESPN:

Direi che il documentario era in grado di intrattenere ma sappiamo, noi che abbiamo fatto parte di quella squadra, che circa il 90% di quanto mostrato è una cavolata per quanto riguarda il realismo. Non era reale perché molte delle cose che Jordan ha detto ad alcuni dei suoi compagni di squadra, hanno portato a una loro reazione. Ma quell’aspetto è stato tagliato dal documentario, se si vuole chiamarlo così.

Grant ha inoltre parlato dei sette anni trascorsi nella squadra insieme a Jordan:

Aveva la sensazione di potermi dominare, ma si trattava di un errore perché ogni volta che mi attaccava io reagivo. Ma per quanto riguarda Will Perdue, Steve Kerr e il giovane Scott Burrell si trattava di qualcosa di molto triste. Vedere una persona, un leader, comportarsi in quel modo nei confronti di quei ragazzi… Capisco che per quanto riguarda gli allenamenti alle volte devi un po’ spronare e suscitare una reazione, ma colpire in modo diretto i compagni e cose di quel tipo e insultare, quello non era giustificato.

Nelle puntate della docu-serie Jordan ha inoltre dichiarato di essere convinto che Grant abbia fornito delle informazioni che hanno poi portato alla creazione del libro The Jordan Rules, che lo ritraeva in modo poco lusinghiero:

Si tratta solo di bugie… Se Michael Jordan prova del risentimento nei miei confronti, dovremmo risolvere la questione come uomini. Parliamone. O risolviamo in altro modo. Ma invece dice queste cose e mente pubblicamente sostenendo che fossi la fonte alla base di The Jordan Rules. Io e l’autore del libro, Sam Smith, siamo sempre stati grandiosi amici. Lo siamo ancora, ma lo spogliatoio è qualcosa di sacro, non avrei mai rivelato niente di personale. Il semplice fatto che Sam Smith fosse un reporter investigativo significa che aveva due fonti, due almeno per scrivere un libro. Perché Michael Jordan dovrebbe dare colpa a me? Si tratta solo di risentimento e penso che lo abbia dimostrato in questo progetto che sostiene essere un documentario. Se dici qualcosa su di lui vieni tagliato, sta cercando di distruggere la tua immagine.

Grant ha poi aggiunto che non ha apprezzato il modo in cui viene descritto negli episodi Scottie Pippen, che Jordan definisce “egoista”, e che personalmente aveva parlato per l’ultima volta con Jordan circa tre anni fa quando si erano scambiati alcuni messaggi sul golf.
Il campione ha inoltre ribadito che il coinvolgimento della star dei Chicago Bulls in veste di produttore rende impossibile creare un progetto obiettivo:

Quando in pratica questa specie di documentario è solo su una persona e ha l’ultima parola riguardante quello che verrà mostrato non può essere un documentario. Si tratta della sua versione di quanto accaduto e molte cose sono state tagliate e montate in modo specifico. Per questo non lo considero un documentario.

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Fonte: The Guardian