Dark: 5 serie consigliate per i fan della serie

Per tre stagioni, e senza compromessi, Dark ha raccontato la sua storia secondo uno stile proprio, spiazzante e personalissimo. Irripetibile per certi versi. La serie tedesca funziona per esclusione, eliminando dal racconto tutto ciò che non è trascinato nel vortice dei viaggi nel tempo. Forma, contenuto e tematiche sono intimamente collegate. Il precedente più simile è Predestination, che però era un film e – per quanto complesso – era infinitamente più semplice di Dark. Quindi, quando si cerca un titolo simile, lo si può fare solo considerando certe componenti, perché Dark è uguale solo a se stesso. Queste sono cinque serie consigliate per i fan di Dark.

Twin Peaks

Per esempio, la serie di David Lynch, che probabilmente detiene il record per il maggior numero di serie influenzate, ha varie differenze con Dark. Intanto qui il mood è onirico e inafferrabile. Possiamo, e dobbiamo, sprofondare in analisi sui contenuti dell’opera, ma consapevoli che Twin Peaks è trascinante secondo rapporti di causa ed effetto che si basano su sogni, emozioni, accostamenti affascinanti, deliri visivi. Dark è prima di tutto meccanicistico, e pretende di essere spiegato e capito, anzi fa proprio parte del gioco. Però senza dubbio ritorna l’idea della piccola cittadina esposta ad un caos incomprensibile che si riversa nelle singole vite degli abitanti.

Tutto parte dalla morte violenta di qualcuno (Laura Palmer e Michael Kanhwald), si scoprono segreti su tutti i personaggi e collegamenti particolari. Il tema del doppio è centrale, vari intrecci si svolgono all’ombra del polo industriale che dà respiro, ma al tempo stesso soffoca la cittadina (la centrale nucleare e la segheria). C’è l’idea, che può trasformarsi in ossessione, di tornare indietro per sistemare le cose, rischiando di peggiorarle. L’esplosione atomica mostrata in Twin Peaks 3 costruisce una mitologia a ritroso che forse ha spalancato nel nostro mondo le porte di un’altra dimensione; l’incidente avvenuto a Winden negli anni ’80 ha esposto tutti gli abitanti alla dimensione dei viaggi nel tempo.

twin peaks

Les Revenants

Di tutte le serie tv dell’Europa continentale uscite negli ultimi dieci anni, questa serie francese è la più accostabile a Dark. Al posto dei viaggi nel tempo ci sono i morti che ritornano, ma il mood è lo stesso. Si tratta di un racconto di genere sofferto e riflessivo. Ancora una volta il teatro ideale è la piccola cittadina esposta all’evento cruciale, che incrocia natura e mano dell’uomo e spalanca le porte all’impossibile. Non è l’incidente alla centrale nucleare, ma è forse il crollo di una diga a innescare la catena di eventi. Dark gioca per tre stagioni con il doppio evento della scomparsa e del ritorno – perché andarsene da un’epoca significa giungere in un’altra – e Les Revenants fa lo stesso.

La morte, che esiste nella forma dei flashback, è annullata dall’arrivo inatteso, letteralmente da un altro tempo, di una persona. In questo modo Les Revenants giocava già sulla differenza tra le versioni giovani e invecchiate dei personaggi, attraverso il confronto con il redivivo. Il tutto culminava nell’ispirato contrasto fra le due gemelle protagoniste (ancora il tema del doppio), con una delle due – morta anni prima – che tornava nella sua forma di ragazzina, mentre l’altra nel frattempo era cresciuta.

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The OA

Guarda caso – ma non è un caso – anche la serie di Brit Marling inizia con una persona presunta scomparsa che ritorna all’improvviso. Il racconto delle sue incredibili esperienze è una parte importante della serie, ma per quel che ci interessa The OA è, come Dark, una serie senza compromessi. Di quelle che, come si dice in questi casi, o si ama o si odia. C’è tanta serietà, tecnologie e gestualità bizzarre che potrebbero sfiorare il ridicolo, ma c’è anche così tanta personalità che è difficile non ammirarne comunque il risultato. The OA è la storia di come l’esposizione all’impossibile e al sovrannaturale, seppure per interposta persona, possa cambiare le attitudini e le convinzioni individuali. Ma anche qui, come Dark, ben presto arriverà il confronto con altre realtà, altre caratterizzazioni, il tema del doppio. Soprattutto, come in Dark, c’è il totale abbandono al rischio e alla perdita di sé, per inseguire una maggiore comprensione.

The OA

Steins; Gate

Dato che non è scritto da nessuna parte che non si possono citare anime, Steins; Gate è un suggerimento che fa piacere inserire. Anche perché, mettendo da parte temi e elementi ricorrenti, qui c’è quella malsana forma di divertimento che consiste nello sbattere la testa sul funzionamento dei viaggi nel tempo. Ognuno ha la sua idea su come dovrebbero funzionare, ogni autore fa quello che gli pare, e tutti si divertono a trovare buchi di sceneggiatura nelle visioni altrui. Steins; Gate, a parte una storia molto piacevole da seguire su personaggi che si spostano nel tempo per trovare un equilibrio e un lieto fine, è una di quelle opere che richiedono una piacevole concentrazione. Comunque non richiede, come Dark, una di quelle gigantesche mappe da muro con i foglietti sparsi che si vedono nei film quando un personaggio è ossessionato da qualcosa.

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Tales from the Loop

Questa serie arrivata su Amazon Prime Video pochi mesi fa è l’esempio più recente di uno show accostabile a Dark. Senza entrare troppo nel dettaglio, il termine “loop” basterebbe a far suonare qualche campanello. Ancora una volta, si tratta di una serie che racconta l’incontro tra il quotidiano e il sovrannaturale, a partire dalle conseguenze più umane e intime di tutto ciò. Chi ha amato Dark qui ritroverà molti di quegli elementi, presenti anche in altri titoli già citati. La “centrale nucleare” qui corrisponde ad un laboratorio sotterraneo le cui ricerche finiscono col permeare il terreno e la cittadina che sorge lì vicino. Come in Dark, c’è l’inesorabile abbandono a ciò che non può essere compreso, ad una scienza sovrannaturale che qualcuno cercherà di imbrigliare, pagandone le conseguenze. E ancora la scomparsa e il ritorno, il tema del doppio, il confronto con se stessi, il Tempo come dimensione terrificante, quasi lovecraftiana.

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