The Boys 2: la serie ritorna, più violenta e cattiva che mai [ANTEPRIMA]

La più grande intuizione della serie televisiva di The Boys rimane l’idea di impostare il mondo dei supereroi come quello dello star system. Nel momento in cui gli eroi da fumetto permeano l’offerta cinematografica e televisiva, questa è l’illuminazione che eleva la serie Amazon oltre la parodia, che di suo è già un filone saturo. Si tratta di un approccio sul quale scommette ancora la seconda stagione della serie, di cui abbiamo potuto vedere in anteprima i primi tre episodi. The Boys conferma lo stile della prima stagione: cattiveria, sangue, violenza. Non tutte le storyline sono interessanti allo stesso modo, ma questa è una serie che ha ancora molto da dire.

Il Patriota (Homelander) è il personaggio simbolo della serie. La scrittura è tutta giocata tra il disagio palpabile di chi gli sta intorno e i silenzi da squilibrato pronto a scattare in qualunque istante. Ma c’è anche dell’altro, e si ricollega al discorso dello star system. Anthony Starr interpreta un personaggio pronto a reclamare il ruolo che gli spetta come figura simbolo dei Sette, vero manifesto della squadra di supereroi di fronte al mondo. È l’uomo-immagine, il volto dell’azienda, chiamiamolo come ci pare, ma è sottilmente anche il personaggio simbolo della serie tv.

C’è quindi una sovrapposizione molto interessante tra i manifesti che campeggiano nelle strade dove si muovono i “boys” del titolo e i poster della serie tv che potremmo vedere anche noi. Lo stesso arrivo in squadra di Stormfront è palesemente raccontato su un doppio livello. Lei, interpretata da una Aya Cash che conquista subito e al primo sguardo ci racconta tutto sul suo personaggio, è la new entry che potrebbe destare le invidie del protagonista, ma è davvero anche – su un piano di scrittura – la classica aggiunta che serve ad ampliare l’intreccio nella seconda stagione. The Boys è molto intelligente perché elabora tutto questo su un piano ulteriore, attraverso una storia che procede e personaggi che è bello veder interagire.

È una serie di supereroi, ma non elabora i soliti temi che accostiamo ai prodotti del genere: la responsabilità, la difficoltà di adattamento, la gestione del proprio corpo. Tutto questo rimane solo una facciata – per quanto gigantesca – per abbattere e fare ironia sugli idoli artificiali (letteralmente, vista l’origine dei super).

Probabilmente la parte dei Sette è troppo sbilanciata, in senso positivo, e finisce per attrarre ogni attenzione. Strano a dirsi, proprio le parti con i The Boys del titolo sono quelle meno avvincenti, anche se necessarie per dare respiro alla trama e offrire punti di vista diversi. Comunque, già in questi tre episodi sono gettati i semi per il percorso di maturazione stagionale di Billy Butcher e di Hughie Campbell. La serie Amazon ha grande personalità, ha stile, è divertente, e viene da sé che questi tre episodi si fanno guardare agilmente lasciando con il desiderio di vedere i successivi, che arriveranno settimanalmente.

Il debutto della seconda stagione è previsto per il 4 settembre su Amazon Prime Video.

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