Questo articolo è il primo appuntamento della rubrica Tutto quello che so dalla vita l’ho imparato da I Simpson in cui ogni settimana rivediamo, raccontiamo e celebriamo i 50 episodi della serie che ritieniamo più significativi.

Qui trovi la lista completa.

“Papà-zzo da legare” – Terza stagione, episodio 1

BART: “Lisa! Sono le 6, qualcosa non va! Homer è morto?!?”
LISA: “No sta bene”
BART: “Mi sento sollevato. Chi l’avrebbe detto?”

simpson michael jacksonNel 1990 Michael Jackson viene nominato “artista del decennio” alla Casa Bianca dal presidente George Bush nonostante negli anni ‘80 siano usciti solo due suoi album : Thriller e Bad. Tuttavia, uniti ad una carriera iniziata a 10 anni, sono bastati per renderlo il musicista più importante del mondo, il re del pop, il soggetto di manie, isterie e un fandom quasi senza precedenti. È già uscita una sua autobiografia, Moonwalk, e un film tutto su di lui, Moonwalker (gran fantasia). Di lì ad un anno uscirà Dangerous.
È in quell’anno che Matt Groening riceve una telefonata direttamente da lui, da Michael Jackson, che gli chiede di collaborare a I Simpson. Salta fuori che è un fan della serie. E non era l’unico.

I Simpson infatti sono solo alla loro seconda stagione ma la mania è già partita. La serie non sarà mai più popolare di quanto lo sia stata nel 1990, quando il solo merchandising fruttò 2 miliardi di dollari dell’epoca in 14 mesi. La maggior parte di questo era centrato su Bart, all’epoca personaggio di massimo successo.
Dunque la prima puntata della stagione successiva, andata in onda il 19 settembre 1991, quella che avrebbe avuto Michael Jackson come guest star, non poteva che avere al centro di essa Bart: le due maggiori celebrities dell’anno precedente insieme. Era stata registrata un anno prima, doveva essere l’ultima della seconda stagione ma fu spostata in avanti.

Su spunto di James L. Brooks, uno dei creatori della serie, l’episodio era poi stato scritto da Al Jean e Mike Reiss, gli sceneggiatori originali. Jean e Reiss infatti erano stati responsabili da soli dei primi 13 episodi della prima stagione e nella terza invece Al Jean era diventato proprio showrunner di I Simpson. Era solo che naturale che i due si prendessero l’incombenza del primo spinoso episodio con Michael Jackson.
Jackson stesso, da fan, aveva proposto tantissime idee, tra cui quella di Bart che dice a tutti in città che lui sta arrivando scatenando l’isteria (idea usata e impreziosita dal sindaco Quimby che prima ancora dell’arrivo dichiara che “l’autostrada Dalai Lama diventerà l’autostrada Michael Jackson”) e quella di scrivere una canzone con Bart.

 

simpsons cuculo

Come spesso avviene nelle prime stagioni la trama si spiega a furia di rapporti causa-effetto che tirano gli eventi in modo molto naturale. La questione centrale è figlia di un altro evento che è figlio di un altro evento ancora, sempre più piccoli e apparentemente ininfluenti che attaccano con l’inizio della puntata. Un individuo chiamato Leon Kompowski che sostiene di essere Michael Jackson viene a vivere dai Simpson perché Homer l’ha conosciuto in un manicomio. Homer è finito lì perché Bart ha compilato per lui un test per stabilire se è matto o no che gli era stato dato visto che si era presentato alla centrale con una camicia rosa. Infine la camicia era rosa e non bianca perché Bart aveva infilato il suo cappello rosso nella lavatrice dei bianchi. Un evento che altrove sarebbe stato centrale (un matto che dice di essere Michael Jackson arriva a casa Simpson) qui in realtà arriva solo alla fine. Il vero protagonista è il processo che ci porta lì, un piccolo viaggio tra assurdità e istituzioni fallaci. Il manicomio infatti è fatto come quello infernale di Qualcuno volò sul nido del cuculo, con gli stessi pazienti (e Hannibal Lecter) e soprattutto, in una trovata geniale, quando Marge chiama la musica d’attesa è Crazy di Patsy Cline

Non solo. Lo stile di Al Jean vuole sempre che ci siano due trame a rincorrersi. In questo caso il cuore dell’episodio è il fatto che è il compleanno di Lisa e Bart non ha un regalo. La puntata si apre proprio con Lisa che gli chiede di fargliene uno. Il dettaglio però tornerà utile solo nel finale. Un amo lanciato all’inizio è cruciale alla fine. Ma del resto è sempre così quando è Jean a scrivere, alcune gag che paiono essere passate vengono continuamente riprese. Come il fatto che Homer ritenga vergognoso girare con una camicia rosa, paura inizialmente sminuita da Marge che invece poi non solo lo manda in un manicomio, ma è sottolineata dal fatto che nel portarlo via le guardie lo coprano con un cappotto come fosse indecente. Infine, una volta uscito dal manicomio, la gag ritorna ancora quando Kent Brockman nel fare la cronaca degli eventi dice: “L’uomo con la camicia rosa è il padre della famiglia che sembra sia stato appena liberato da un manicomio”. Una gag pazzesca se si pensa che non fa altro che elencare le cose che sappiamo e abbiamo visto, rese divertenti solo dall’essere enunciate in quel momento e messe insieme in quel modo.

simpsons homer

Come spesso avviene l’attacco è la parte in cui si concentrano gli sforzi maggiori, un concentrato di ritmo, immagini e idee. La potenza di Lisa che sveglia Bart tappandogli il naso è tutto, è esattamente quel calore incredibile che verrà a mancare dopo il primo decennio di stagioni. E il fatto che alla fine Bart poi svegli lei nella stessa maniera è una delicatezza: i bambini raccontati come sono. Ma non solo. Sempre all’inizio Homer si lamenta della camicia rosa per andare a lavoro e Marge gli dice: “Nessuno noterà come ti vesti”, stacco, gli impiegati entrano nella centrale nucleare marciando tutti all’unisono come in Metropolis e Homer è l’unico in rosa, come nella sequenza iniziale di Tempi moderni si vede un gregge di pecore bianche con in mezzo una nera.
Tutto questo già basterebbe ma se c’è una cosa che caratterizza il linguaggio dei Simpson è l’aggiunta, il fatto che quando la gag è finita ne arriva un’altra ancora in cima. Quell’immagine infatti scopriamo provenire da un video di sorveglianza di Burns che fa chiamare “quell’uomo con la camicia rosa” perché dev’essere “una specie di pensatore libero e anarchico”.

simpson metropolis

Ovviamente, trovandoci nel pieno della Bart-mania la puntata è una vera celebrazione di Bart. Il suo spirito distruttivo è ovunque come negli episodi migliori. In ogni scena ha un’idea diabolica che risulta in una gag demenziale (appena lasciato solo chiama la linea Krusty a 2 dollari al minuto per sentire solo la risata ad oltranza; quando gli viene detto di non dire a nessuno che a casa loro arriva Michael Jacksonnemmeno a Milhouse” chiama subito Milhouse).
Forse era questo che piaceva così tanto a Michael Jackson e che agevolò molto una lavorazione che poteva facilmente diventare complicata.

Invece le uniche condizioni che Jackson pose fu di non comparire nei credits (John Jay Smith è lo pseudonimo) e non dover cantare. Tutte le canzoni che il suo personaggio, Leon Kompowski, canta sono doppiate dal cantante Kipp Lennon. La ragione era che voleva fare uno scherzo ai suoi fratelli facendogli pensare che lui cantasse in quel modo.

simpson bart

Questa però anche la ragione della damnatio memoriae subita dalla puntata. Nel 2019, dopo che il documentario Leaving Neverland aveva riportato in auge le accuse di pedofilia nei confronti di Michael Jackson, quest’episodio è stato bandito per decisione di James L. Brooks, Matt Groening e Al Jean. Significa che non sarà mai più trasmesso. Di fatto è stato cancellato da tutte le banche dati ufficiali e non sarà nemmeno parte di qualsiasi futura edizione fisica delle stagioni di I Simpson. Un caso di pura “cancel culture”.
Le prime accuse di pedofilia contro Michael Jackson risalgono al 1993, due anni dopo la prima messa in onda di questa puntata, lo stesso la produzione per timore di un cattivo ritorno d’immagine nel 2019 ha rimosso tutto, qualsiasi riferimento, come non fosse mai esistito. Anche Amazon ha rimosso qualsiasi inserzione che vende i vecchi cofanetti DVD della serie che contengono questo episodio.
Al proposito James L. Brooks ha dichiarato di non essere a favore dei “libri bruciati”, nel senso che non vorrebbe mai che fossero cancellate tutte le informazioni su Michael Jackson dalla storia ma “Questo è il nostro libro e abbiamo il diritto di levare un capitolo”.

Quando tutte le stagioni di I Simpson sono state caricate su Disney+ l’episodio è stato omesso. Ad oggi è possibile trovarlo unicamente su cofanetti DVD usati e nel circuito pirata. Per lo scopo di questo articolo è stato usato un vecchio DVD usato. Ovviamente….

Alla fine Michael Jackson ha comunque composto una canzone per Bart. Do The Bartman (più che altro ideata) mentre per questo episodio la musica è stata come sempre realizzata da Alf Clausen incluso il brano Lisa It’s Your Birthday.
Realizzato per sembrare di Michael Jackson, cantato da un cantante che imita Michael Jackson e caricato da uno storytelling perfetto, Lisa It’s Your Birthday è forse la migliore di molte ottime canzoni presenti in I Simpson e l’inno di una puntata che la produzione ha voluto cancellare.

Leon Kompowski sarebbe poi tornato nell’episodio Goodbye, Mr. Lisa nella ventinovesima stagione, quando in un versione futura dei Simpson, Bart canta di nuovo quella canzone a Lisa ma lei ne è scocciata. Da solo quel segmento riesce a rovinare con una gag banale non divertente la poesia di tutto questo episodio.