In occasione dell’uscita di un suo saggio intitolato “No Rules Rules: Netflix and the Culture of Reinvention” il CEO di Netflix Reed Hastings ha rilasciato più interviste. Come era prevedibile, si sono accavallate le discussioni circa l’impatto del Coronavirus sui contenuti di Netflix e sull’organizzazione del lavoro dietro le quinte del colosso dello streaming. Hastings da parte sua ha contestualizzato la situazione dell’offerta, e ha fatto alcune previsioni sulla ripresa tradizionale dei lavori.

Quanto sei preoccupato per le interruzioni della produzione a causa di COVID? Netflix dovrà spostare una maggiore spesa per i contenuti sulle licenze rispetto agli originali?

Per quest’anno abbiamo The Crown e altri originali; ed è tutta roba filmata prima del COVID. L’anno prossimo, l’abbiamo già pianificato: abbiamo una vasta selezione di contenuti. Ci saranno ancora più originali di quest’anno. Non è aumentato tanto quanto avevamo previsto inizialmente, ma è aumentato su base annua. Ovviamente in Europa produciamo, in Asia produciamo. Speriamo tutti in un vaccino, così da poter tornare a un lavoro più intenso.

Netflix ha beneficiato nella prima metà dell’anno di un aumento senza precedenti a causa del Coronavirus. Pensi che questo sia un cambiamento permanente?

Penso che una volta che avremo il vaccino, la gente tornerà agli stadi sportivi, e più o meno tornerà a ciò che considerava normale. È difficile da dire, ma vedremo. La gente andrà al cinema, in una certa misura, dovremo vedere – sarà più lento e difficile – e nei ristoranti. Non mangio al ristorante da sette mesi… non vedo l’ora di andarci!

Questo per quanto riguarda l’offerta di contenuti, mentre al tempo stesso si impone – come già avvenuto negli ultimi mesi – una riflessione sullo smart working. Si tratta in realtà di una modalità di lavoro che Hastings non gradisce. Il CEO, con le adeguate misure di sicurezza, non vede l’ora di tornare all’organizzazione tradizionale:

Hai visto benefici dalle persone che lavorano a casa?

No. Non ci vedo alcun aspetto positivo. Non potersi incontrare di persona, soprattutto a livello internazionale, è molto negativo. Sono rimasto molto colpito dai sacrifici delle persone. (…) Se dovessi sbilanciarmi, direi che la settimana lavorativa di cinque giorni diventerebbe di quattro giorni in ufficio mentre un giorno sarà virtuale da casa. Scommetto che è lì che finiranno molte aziende.

Hai in mente una data in cui i tuoi dipendenti torneranno in ufficio?

Dodici ore dopo l’approvazione di un vaccino! Ma probabilmente dovranno passare sei mesi dal vaccino. Una volta che riusciremo a far vaccinare la maggioranza delle persone, probabilmente saranno di nuovo in ufficio.

Fonte: WSJ Variety