Questo è parte della rubrica Tutto quello che so dalla vita l’ho imparato da I Simpson in cui ogni settimana rivediamo, raccontiamo e celebriamo i 50 episodi della serie che ritieniamo più significativi.

Qui trovi la lista completa.

I Simpson: “Lisa la scettica” – Nona stagione, episodio 8

“Wow! Questo è il nuovo centro commerciale che stanno costruendo. Dicono che l’aria condizionata sarà più potente di un milione di bombe all’idrogeno!”

Simpson neanderthal scheletro

Nel 1996 Giovanni Paolo II scrive un messaggio ai partecipanti alla plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze il cui passaggio più noto è “La verità non contraddica la verità”. Il succo è un auspicio che scienza e fede vadano a braccetto e che la prima non contraddica la seconda. Questo messaggio scatena una piccola scossa tellurica nel mondo accademico. Una delle personalità più note a rispondere sarà Stephen Jay Gould, un eminente paleontologo americano, con un articolo comparso a Maggio del 1997 su Nature in cui teorizza e auspica il principio dei magisteri non sovrapponibili, ovvero alla scienza i fatti e alla religione i valori, campi separati e non coincidenti. Questo principio fu ribadito in un libro del 1998, Rock of Ages, e generò un gran dibattito anche dentro la comunità scientifica riguardo dove dovesse porsi il limite tra i due magisteri. Uno che nella sua forma più dura si prolungò almeno fino al 1999.
In mezzo, il 23 Novembre del 1997, arriva questa puntata dei Simpson, scritta nel 1996 nel mezzo dell’infuriare della tempesta, così influenzata da Gould da inserirlo nella storia come personaggio.

Le puntate dei Simpson non iniziano quasi mai con la loro trama vera, spesso iniziano con un evento che genera una catena che porta alla trama o in altri casi, come in questo, iniziano con un pretesto totalmente slegato: una svendita di barche. È un trucco della polizia di Springfield per attirare persone con i conti in sospeso con la legge. Stacco: Homer con un cappello da capitano entusiasta si reca alla svendita (tutto poi per fargli pagare una multa irrisoria). L’attacco alla trama principale sta nel fatto che al ritorno dalla fallimentare svendita la famiglia passa accanto al cantiere di un centro commerciale in costruzione.

Che sia Lisa la protagonista dell’episodio (in una stagione, la 9, che fu proprio dedicata ad approfondire Lisa, visto il numero inusualmente alto di episodi che la coinvolgono) è evidente dal fatto che il cantiere colpisce lei più degli altri, lei che chiede di potersi fermare a lamentarsi del fatto che costruiscono su potenziali scavi archeologici suscitando prima la mancanza di interesse nella famiglia e poi, con un meccanismo comico tipico dei Simpson (nei quali la disattesa delle aspettative è tutto), quello dell’avvocato assieme al quale si presenta per protestare.

Simpsons lisa risata

Il punto dei Simpson nelle stagioni migliori è il ritmo, il fatto che riescano ad infilare gag di continuo, anche là dove non crederesti e per farlo alternano umorismo verbale ad uno per immagini. L’esempio perfetto è proprio questo di Lionel Hutz. I costruttori sminuiscono Lisa e le sue proteste, finendo per deriderla, qui tutti chiuderebbero perché la scena ha detto quel che doveva dire, invece a sorpresa i Simpson aggiungono una gag solo allargando l’inquadratura per mostrare che anche Lionel Hutz sta ridendo di lei assieme a loro.
E subito dopo: Lisa va da Skinner a chiedere di portare tutti ad una gita archeologica facendo pesare un favore che lei fece, Skinner si gira e illuminato dalle veneziane dice: “Sapevo che questo momento sarebbe arrivato”. In un’immagine di meno di un secondo c’è tutto.

Simpson skinner veneziane

Dunque tutti gli studenti modello saranno premiati con una gita archeologica e tutti gli studenti peggiori saranno puniti con una gita archeologica (infatti tutti scaveranno contenti tranne i bulli che con una tuta arancione da detenuti scavano all’unisono cantando un blues da bulli).
Il vero filo rosso dei Simpson è la demolizione delle istituzioni e in questi primi minuti Skinner è prima manipolato da Lisa poi eccitato come uno scolaretto vestito da archeologo come fosse un ragazzino e infine, deluso, dirà: “Torniamocene a casa dalle nostre madri” (una battuta così geniale da non essere presentata come tale ma solo come affermazione). Siamo circa a 5 minuti dall’inizio e adesso soltanto arriva l’innesco della trama: Lisa trova uno scheletro che sembra quello di un angelo.

Simpson angelo lovejoy

A scrivere questo episodio è David S. Cohen, autore di 13 puntate dei Simpson in carriera, più che altro quelle di Halloween (La paura fa 90), appassionato di fantascienza e laureato in fisica e computer science. Non un umanista. Cohen è l’autore delle puntate più politiche, o meglio più direttamente e sfacciatamente politiche (quella di Lisa vegetariana, quella della legge per cacciare gli immigrati da Springfield o di quelle più scientifiche come Bart e le iguana). È figlio di una coppia di accademici, i genitori sono biologi. La sua visione delle religione è durissima, senza appello e lungo tutta questa la puntata, nella quale ci sarà anche un gancio alla diatriba fede vs. scienza con una grottesca sentenza del giudice, il disprezzo per quel che la religione fa alle persone viene declinato in diverse maniere.

Da quando arriva lo scheletro dell’angelo le scene un susseguirsi di momenti in cui dare il peggio. Homer è la pietra angolare di questa presa in giro, in quegli anni la serie lo usava come ricettacolo di ogni male americano. Non appena ne ha l’occasione usa quello che tutti pensano essere un artefatto religioso per fare soldi e nessuno si scandalizza, anzi l’idea gliela dà Lenny! “Pagherei un dollaro per vederlo” – “Questo mi dà un’idea…”. Stacco. Homer chiede 50 centesimi per vedere l’angelo (le classiche aspettative disattese). L’angelo è agghindato con dei neon pacchiani e soprattutto lui lo chiama palesemente ANGELO, scritto grande.
Dietro ai business religiosi non c’è nessuna fede ma solo ricerca di profitto. Quando Lisa proporrà di farlo analizzare al prof. Gould per stabilire se sia o no un angelo Homer risponderà: “Potremmo perdere sacchi e sacchi di soldi” e poi puntando il dito contro di lei: “È SACRILEGO!!!”.

Simpson angelo

Ma non solo il marketing religioso (Homer vende dei tubi al neon “senza i quali non si va in paradiso” e Flanders di corsa ne compra 4), anche l’ipocrisia che lo porterà a mettere una foglia di fico sul pube dello scheletro, le dispute più sceme di Lenny e Carl che si prendono a pugni perché uno dice che è l’angelo della misericordia e l’altro che è l’angelo della pace (per i più raffinati qui c’è un doppio livello di lettura, non solo le polemiche e le divisioni sciocche tra fedeli ma anche la violenza di chi vuole affermare idee di pace e misericordia).

Simpson libreria

Da qui fino alla fine sarà un lungo showcase di tutto quello che ciò che crediamo fa a noi, cosa ci rende, come ci trasforma e come ci condiziona. Questa novità religiosa peggiorerà infatti tutti tranne Marge, che rimane indecisa (deludendo comunque Lisa). Ci saranno gli invasati (cioè Agnes Skinner) che dicono: “Basta parlare è ora di distruggere” che già fa ridere ma la classica doppia gag dei Simpson ne chiama un’altra subito dopo e infatti volendo distruggere i simboli della scienza come il museo o l’istituto di robotica la folla prende di mira anche una libreria ma è la libreria Cristiana. E poi quando ci sarà l’idea che l’angelo sta per annunciare il giorno del giudizio la chiesa locale punterà tutto sulla paura per riprendersi i fedeli mentre in un taglio geniale al Vaticano il Papa, informato della cosa, dirà solo “Tenetelo d’occhio”. Chiaro che in una puntata simile, con premesse simili, se faceva la sua comparsa Gould allora ci sarebbe stato anche l’uomo che aveva innescato la miccia.

Simpson vaticano

Da notare che il Papa legge il quotidiano di Torino

Ma soprattutto in questo episodio ci siamo noi che guardiamo. La puntata fa di tutto per farci pensare che davvero quell’angelo annuncerà la fine del mondo, che davvero è lo scheletro di un angelo, e anche Lisa alla fine per un attimo finirà per crederci. Racconta in parole povere il potere di questa suggestione di gruppo, dei simboli religiosi e come agiscano dentro di noi anche se è solo un cartone animato. Un momento così solenne che Smithers bacerà Burns (epico!).

Simpson smithers burns bacio

A questo punto chiudere non era facile ma l’idea è geniale e come sempre è tanto di scrittura quanto visiva. L’angelo è una trovata di marketing del centro commerciale in costruzione visto all’inizio, che ora è pronto ad aprire, e la grande enfasi è data alla povertà di questa messa in scena. Il microfono e l’altoparlante da cui esce la voce, la carrucola cigolante che fa volare l’angelo come anche il dettaglio geniale che si può trovare solo in una puntata di I Simpson dell’angelo che sì incastra tra i rami e un impiegato lo sblocca con un bastone cercando di nascondersi. Tutto era un inganno da 4 soldi. E invece che arrabbiarsi i cittadini saranno piacevolmente colpiti dal centro commerciale e dalle sue offerte migrando lì in massa, come fosse un credo non dissimile da quello religioso. L’espediente di marketing ha funzionato.

Simpson angelo incastrato