Ted Sarandos parla per la prima volta della cancellazione di Sense8, e lo fa difendendo la decisione di Netflix di interrompere la serie nonostante la seconda stagione sia terminata con un cliffhanger e i fan si siano scatenati lanciando una petizione da quasi 500mila firme e inondando i canali social dell’azienda.

“Non potevamo sostenere gli aspetti economici,” ha spiegato Sarandos durante una conversazione con Jerry Seinfeld alla conferenza Produced By di sabato, riferendosi sia a Sense8 che a The Get Down di Baz Luhrmann. “Se spendi tutti i tuoi soldi in qualcosa che pochissime persone guardano, alla fine gli spettatori si ritroveranno con nulla da vedere”. Nel caso di The Get Down, “Abbiamo creato un’enorme produzione tipica di Baz Luhrmann. Ci sono voluti anni per realizzarla. Creativamente non saremmo mai stati più fieri della serie, e penso che al pubblico sia piaciuta molto: volti nuovi, una storia inedita, una bella produzione. Ma rispetto a quanto ci è costata, non siamo riusciti a mettere insieme un pubblico abbastanza vasto che giustificasse l’investimento”.

Stesso dicasi per Sense8: “Era una serie incredibilmente ambiziosa. Ha oltrepassato tutti i confini immaginabili, perché era una serie che affondava le sue radici nei concetti di genere e identità… hanno fatto una serie splendida. Abbiamo realizzato due stagioni e un film tra le due stagioni. Anche in questo caso, il pubblico si è dimostrato molto appassionato ma non abbastanza ampio da giustificare gli investimenti per qualcosa di così grosso, anche in una piattaforma come la nostra.”

Netflix non diffonde i dati di “ascolto” delle proprie serie, in quanto ritiene che queste informazioni possano danneggiare i creatori. Tuttavia Sarandos sostiene che appare subito evidente quando una serie ha successo e quando invece non ne ha: basta guardare se se ne parla sui social. “Quando una serie è un successo, lo capisci, basta pensare a Tredici. Se invece iniziassimo a dire che una serie ha avuto successo perché è stata vista da un certo numero di persone si scatenerebbe il caos. In realtà dipende tutto da quanti soldi sono stati investiti”.

Il fatto che Sense8 abbia generato una petizione da mezzo milione di firme evidentemente non è bastato, rapportato a quanto la serie è costata (si parla di 100 milioni di dollari a stagione).

Intanto il co-creatore J. Michael Straczynski si è rivolto ai fan:

Anziché limitarmi a replicare, ecco un breve comunicato. Non parlo a nome della serie o di altre persone. Grazie a tutti quelli che hanno lavorato così duramente per cercare di far risorgere la serie dopo la cancellazione, pur sapendo che era praticamente impossibile. Combattere contro ogni evidenza è ciò di cui parla Sense8. La vittoria non è nel rinnovo, è nelle vite e nelle menti di chi è stato influenzato dalla serie e nell’impegno nel difendere chi non viene difeso, o un’idea, o una serie, un amico o un amante. Questo è il cuore pulsante di Sense8. A prescindere dal risultato, la serie continuerà a vivere: in ognuno di voi, il nostro cluster più grande. Quindi grazie a voi per il sostegno, le belle parole e le domande, anche le più fastidiose. Siete nel mio cuore.

E comunque, nonostante la colpa della cancellazione di Sense8 sia di Netflix, sono stati loro a dare vita a questa serie, e in questo sono stati coraggiosi e nobili. Il potere che vi ha fatti riunire è infinitamente più grande di qualunque cosa cerchi di separarvi. Siatene fieri.

Straczynski sempre su Twitter aveva svelato alcuni retroscena nei giorni precedenti:

Solo per chiarire: non è stata una mia decisione, né di altre persone legate alla serie. Non siamo stati noi, è una decisione di Netflix. […] Il comunicato formale ha chiarito a tutti che è stata una decisione di Netflix. Alcuni di noi, me incluso, hanno saputo che la spina era stata staccata leggendo la notizia sui siti. […] Netflix è proprietaria della serie e onestamente è impensabile che vendano i diritti a un altro servizio, vogliano tenere le loro proprietà intellettuali in maniera esclusiva e sotto un solo tetto.

Lo sceneggiatore ha cercato di consolare i fan rispondendo ad alcune delle domande rimaste aperte alla fine della seconda stagione:

[…] Potrebbero esserci problemi contrattuali in ciò che si può e non si può dire su ciò che sarebbe successo nella terza stagione.

D: Cosa succede a tutti i protagonisti? Ottengono giustizia?

R: Ottengono giustizia e cambiano il mondo per sempre. In meglio.

D: È vero che tu, Lana e Lilly avevate già scritto l’ultimo episodio della serie?

R: No, abbiamo scritto una stagione per volta.

D: Cosa succede a Wolfgang?

R: Diciamo questo: è stato Whispers a mettere lì Wolfgang, quindi la cosa giusta da fare è fare uno scambio (lasciando Whispers intatto) per riaverlo indietro.

D: Grazie a dio il mio wolfie è salvo! Kala e Wolfgang staranno insieme?

R: Diciamo solo che credo nel lieto fine, mi limito a dire questo.

[…] Abbiamo sempre pensato che per rendere realistico Sense8 avremmo dovuto far morire uno degli otto, ma non riuscivamo a decidere chi… Abbiamo deciso di scegliere il membro del cast più fastidioso e uccidere quel personaggio. Ma tutti i membri del cast erano fantastici! Quindi abbiamo lasciato perdere.

D: Cosa doveva succedere a Sun?

R: Il detective Mun sopravvive, si rende conto che il fratello di Sun aveva sparato e che era colpevole di tutto. Sun viene dichiarata innocente e può finalmente riavere la sua vita.

D: Volevate uccidere Riley?

R: Non avremmo mai potuto ucciderla, lei è il Che Guevara dei Sensate (esclusi gli eventi in Bolivia!). […] Ogni membro del cluster grazie a lei avrebbe dato vita a nuove cerchie di Sensate, e tutti loro si sarebbero rivoltati contro la BPO, molto probabilmente vincendo.

D: E Kala? Può sembrare brutto, ma voglio che lasci suo marito e si metta con Wolfgang.

R: È in una posizione difficile, sarebbe un peccato in un momento come questo se succedesse qualcosa a Rajan a causa dei suoi affari, anche perché ricadrebbe su di lei.

D: Ma Rajan è coinvolto nella BPO?

R: No.

Che ne pensate? Siete dispiaciuti dalla cancellazione?

La seconda stagione riprendeva esattamente da dove la prima si era interrotta: Capheus, Kala, Lito, Nomi, Riley, Sun, Will e Wolfang sono ormai uniti sia fisicamente che mentalmente e si immedesimano nelle tragedie e nei successi gli uni degli altri.

Scappando da Whispers sono costretti a mettere in dubbio la loro reale identità: è una questione di sopravvivenza, e i Sensates devono trovare un modo di proteggersi a vicenda contro ogni possibile pericolo.

Questa la sinossi ufficiale:

Al centro della storia otto ragazzi provenienti da diverse parti del mondo, che si ritrovano ad avere potenti visioni e scoprono molto presto di essere mentalmente connessi tra loro.

Sono profondamente uniti, capaci di parlarsi come se si trovassero nello stesso luogo e hanno accesso diretto ai segreti più oscuri gli uni degli altri. Gli otto protagonisti devono abituarsi alle loro nuove abilità, ma devono soprattutto capire perché le loro vite sono a rischio.

Nella seconda stagione, forze oscure continueranno a perseguitare il gruppo dei sensates.

I protagonisti scopriranno qualcosa in più sulla BPO – l’organizzazione segreta che sta dando la caccia a loro e a tutte le persone dotate delle stesse capacità – e cercheranno disperatamente di proteggersi a vicenda.

Lana Wachowski, Grant Hill and J. Michael Straczynski sono produttori esecutivi della serie.

Trovate tutte le notizie e le recensioni della serie nella nostra scheda.