Dopo diversi mesi di silenzio seguiti al suo addio alla serie della AMC, Frank Darabont torna a parlare di The Walking Dead dopo che Sam Witwer (Smallville, Being Human) ha rivelato, in una intervista, alcuni dettagli su un episodio che molto probabilmente non vedremo mai.

Witwer, intervistato da Parnormal Pop Culture, ha infatti parlato del suo cammeo nel pilot della serie, ovvero il soldato-zombie all’interno del carro armato. Forse non tutti lo avevano riconosciuto, ma Witwer ha rivelato che l’obiettivo di quel cammeo era quello di riprenderlo con un episodio-prequel dedicato alla storia di quel soldato:

Darabont mi aveva detto: “Guarda, penso che sarebbe molto bello raccontare la storia di come Atlanta cadde. Una sorta di Black Hawk Down con gli zombie. Una sorta di episodio alla Twilight Zone, e tu saresti il protagonista. Il tuo personaggio è un soldato, succedono molte cose terribili, la catena di comando si sfalda e tu alla fine devi affrontare il tuo superiore per salvare alcune persone. E alla fine vieni morso. Stai fuggendo, ti infili in quel carro armato, hai quella granata e alla fine muori. Poi, riprendiamo la scena del pilot, quando Rick entra nel carro armato e tu sei uno zombie.”

Se ci pensate, ho interpretato quello zombie perchè volevamo mettere in piedi questo prequel. Lo zombie ero io: Rick gli spara e si assorda. Prende quella granata, che lo salverà alla fine della stagione. Volevamo raccontare la storia di quella granata. Dovevamo anche parlare di come un certo personaggio che verrà inserito nella seconda stagione arriva a una certa cosa. Dovevamo fare tutta questa serie di cose, ma ora non le faremo. Perché? Perché la AMC voleva risparmiare. E’ uno degli esempi del genere di cose incredibili che Darabont ha pensato per questa serie, e che ora sono saltate.

 

 

Darabont ha scritto una lunga lettera a AICN spiegando di aver ingaggiato Sam in un ruolo che sarebbe andato, solitamente, a una comparsa, proprio perché voleva mostrare agli spettatori che ogni vita è importante, e che ogni zombie ha una storia:

L’idea era quella di fare un episodio in stile documentaristico. Niente movimenti di macchina frenetici, ma comunque qualcosa di più grezzo rispetto al resto della serie. Avremmo iniziato con una squadra di sette, otto soldati che si calava in città da un elicottero. Hanno delle coordinate su una mappa per raggiungere un luogo, gli è stato detto di essere rinforzi per un certo luogo. Non è una missione di pace, ma una di rinforzo. Devono semplicemente camminare per una decina di isolati, ma ben presto la situazione precipita e diventa in stile “oddio, abbiamo perso il controllo e il mondo sta finendo”. La squadra viene bloccata a ogni incrocio e cerca di sopravvivere. Volevo realizzare una storia d’insieme, con molta tensione incentrata sui personaggi. Le comunicazioni si interrompono, le linee si bloccano, finiscono i rifornimenti, non ci sono vie di fuga, cala il morale, la leadership viene persa, ci sono ammutinamenti ecc.

[…] Sarebbe stato carino, inoltre, inserire nell’episodio l’incontro di questi soldati con qualcuno che già conosciamo. Immaginate la squadra che incontra alcuni cittadini la cui fuga dalla città viene impedita per evitare il diffondersi del contagio: è una scena di panico e molto intensa, e nel bel mezzo di questa folla troviamo Andrea e Amy. La situazione precipita ma queste ragazze vengono salvate da qualcuno: Dale. Per loro non è nessuno, e sarebbe stata una scena brevissima, ma ci avrebbe dato l’opportunità di mostrare l’incontro tra Dale, Andrea e Amy. Sarebbe stata anche una bella scusa per far rivedere Emma Bell per un momento, perché era fantastica ed eravamo tutti tristi che se ne fosse andata. (Ovviamente se quest’idea non avesse funzionato in fase di sceneggiatura l’avrei abbandonata, si provano sempre idee come queste e poi si guarda come funzionano. Ma ero sicuro che avrebbe funzionato).

Poi la storia prosegue, il soldato interpretato da Sam tiene un po’ il morale del gruppo. Diventerà l’ultimo sopravvissuto della squadra, e alla fine arriva al punto indicato sulla mappa: è la barricata all’incrocio del tribunale di Atlanta dove poi Rick troverà il carro armato. Il soldato è ancora vivo, ma è stato morso. Ha raggiunto il suo scopo, concluso la sua missione, ma ha passato un inferno per farlo (inclusa l’uccisione del leader della sua squadra) e ora sta morendo. Si infila nel carro armato per nascondersi. La sua febbre aumenta e il ragazzo inizia ad avere delle allucinazioni: prende l’ultima granata e pensa di uccidersi. La appoggia a terra per riflettere un momento su quanto è successo, e appena prima di tirare via la sicura muore.

A quel punto dopo che il soldato muore in questo modo squallido e solitario, andiamo avanti nel tempo e riprendiamo pari pari la sequenza del pilot: Rick entra nel carro armato, ammazza lo zombie e rimane intrappolato… dissolvenza… fine episodio.

[…] E’ per questo che ho ingaggiato Sam per la parte dello zombie. Avevo quella storia in mente mentre giravo il pilot, e sapevo che mi serviva un bravo attore per quando avrei girato il prequel.

[…] Ho sempre pensato di inserire un episodio “strano” come questo in ogni stagione, magari in apertura o chiusura della stagione. Una storia diversa e separata da tutto il resto, come in una serie antologica, che fosse completamente separata dalla serie originale ma la approfondisse in qualche modo. Hanno fatto qualcosa di simile in Lost, e mi piaceva moltissimo. Mi sembrava una cosa molto bella da fare per il pubblico, in modo anche da premiare la lealtà degli spettatori con una sorpresa inaspettata.

Senza dubbio sarebbe stata una soluzione interessante…

La seconda stagione di The Walking Dead riprenderà a febbraio.