La Casa di Carta – Parte 4 è disponibile da oggi su Netflix, e per l’occasione noi di BadTaste.it abbiamo avuto l’opportunità di parlare (in videoconferenza) con Alvaro Morte ed Enrique Arce, interpreti del Professore e Arturito.

La nuova stagione inizia nel caos: il Professore è convinto che Lisbona sia stata giustiziata, Rio e Tokio hanno distrutto un carro armato e Nairobi lotta tra la vita e la morte. La banda sta affrontando uno dei momenti più difficili di sempre e la presenza di un nemico tra i suoi stessi ranghi ostacola seriamente la riuscita del colpo.

È proprio da questo che siamo partiti nella nostra intervista:

Questa stagione inizia un po’ nel peggiore dei modi: uno dei protagonisti è in fin di vita, il Professore pensa di aver perso l’amore della sua vita e dentro la banca il clima è tesissimo. Forse il piano non era mai stato in crisi come adesso. Alvaro, che lavoro fai ogni volta per mostrare al pubblico questa sofferenza e questa calma apparente del Professore, che da un momento all’altro può crollare, e quanto è soddisfacente per il tuo personaggio quando può finalmente lasciarsi andare?

Alvaro Morte: Effettivamente abbiamo finito la terza stagione in un momento di altissima tensione! Per quanto riguarda la storia, in termini generali, forse era necessario che i personaggi cadessero così in basso a livello emotivo. Serviva calmare le acque, rallentare l’azione: gli sceneggiatori hanno deciso di mettere i personaggi a confronto con le proprie emozioni. E in questo modo ci permettono di vedere più da vicino ciò che sta succedendo dentro di loro. È vero, il Professore è sempre stato un tipo molto criptico e misterioso, non sappiamo mai cosa sta pensando. Ecco perché in questo caso ci è sembrato interessante, affinché il personaggio potesse evolversi, arrivare a vedere un uomo completamente distrutto che scende all’inferno. Questo fa sì che il caos già presente all’interno della banca sia amplificato: lui da fuori non ha assolutamente la capacità di tenere le redini della situazione, è completamente distrutto. Proprio lui che diceva che non si potevano avere relazioni interpersonali ora si ritrova in una storia che gli ha distrutto il cuore. Abbiamo portato all’estremo questa situazione per vedere, ovviamente, se poi sarà in grado di risorgere, di ripartire. Ed è un tema che verrà affrontato nella seconda parte della stagione…

Arturito, per contro, sembra sempre far fatica a trovare il suo posto nel piano. Non pensate sia venuto il momento per lui di venire salvato dal Professore come tutti gli altri?Enrique Arce: Nel caso del “salvataggio” di Lisbona parliamo di qualcosa di compeltamente diverso, perché c’è una relazione d’amore con il professore e di conseguenza tutto il resto. Arturo è una di quelle persone dotate di enorme resilienza. Se fosse un animale sarebbe un ratto, una di quelle creature che sono in grado di sopravvivere anche a un attacco nucleare. Sicuramente questo dà fastidio a molte persone, anche se è anche un elemento quasi umoristico: è il persoanggio che più di tutti ha ricevuto minacce di morte senza morire mai! Ma è anche un potente generatore di caos: oggi ho visto su Instagram un meme che dice che se il Coronavirus fosse un personaggio della Casa di Carta sarebbe Arturo. E sono assolutamente d’accordo…

Alvaro Morte: Vorrei aggiungere una cosa, basandomi ovviamente sull’interazione tra il Professore e Arutito. Credo che Arturo abbia questa vita sconclusionata – è il mio personale punto di vista, correggetemi se sbaglio – perché fondamentalmente non ha un obiettivo concreto e definito. A me piacerebbe moltissimo, ve lo dico con il cuore in mano, che ci fosse un momento nel quale Arturo, nella stessa maniera in cui Lisbona ha visto la luce, capisse il punto di vista dei personaggi della banda. Credo che Arturo, con un obiettivo chiaro e preciso, sarebbe un ottimo componente della banda.

Enrique Arce: Dobbiamo dirlo agli sceneggiatori, sono d’accordissimo! Non è un èpersonaggio necessariamente negativo…

Alvaro Morte: È vero, forse Arturo è un ratto, ma anche un ratto se ben utilizzato ha la capacità di fare cose straordinarie: potrebbe essere un personaggio utilissimo e di straordinaria utilità per la banda…

Enrique Arce: Va detto che un modo per arricchire una storia è far compiere dei grandi cambiamenti agli archi caratteriali dei personaggi: se un personaggio è orientato in una direzione chiara, sta da una certa parte, per arricchire la storia lo si fa cambiare. Credo che arturo in tutta questa storia non abbia ancora ben chiaro quale sia il suo ruolo, al di là del far venire la tachicardia agli spettatori che vorrebero toglierlo di mezzo! L’idea di Alvaro è molto interessante…

 

 

SINOSSI

La Casa di Carta Parte 4 inizia nel caos: il Professore è convinto che Lisbona sia stata giustiziata, Rio e Tokio hanno distrutto un carro armato e Nairobi lotta tra la vita e la morte. La banda sta affrontando uno dei momenti più difficili di sempre e la presenza di un nemico tra i suoi stessi ranghi ostacola seriamente la riuscita del colpo.

Torna la banda di ladri più famosa al mondo con Álvaro Morte (Il Professore), Úrsula Corberó (Tokio), Pedro Alonso (Berlino), Alba Flores (Nairobi), Itziar Ituño (Lisbona), Miguel Herrán (Rio), Esther Acebo (Stoccolma), Jaime Lorente (Denver), Darko Peric (Helsinki), Luka Peros (Marsiglia), Hovik Keuchkerian (Bogotá) e Rodrigo de la Serna (Palermo). Najwa Nimri (Ispettore Sierra), Fernando Cayo (Colonnello Tamayo), Juan Fernández (Colonnello Prieto), Fernando Soto (Angel) e Mario de la Rosa (Suárez) danno vita al corpo di polizia che cercherà di distruggere la Resistenza. Nel cast anche Pep Munné (Governatore), Enrique Arce (Arturo Román), Kiti Manver (Mariví) e José Manuel Poga (Gandía).

IL CAST

IL PROFESSORE (ÁLVARO MORTE)

Intelligente, intrigante, timido, introverso e con scarse abilità sociali. Ha sofferto di una malattia quando era molto giovane e ha dedicato tutta la sua vita allo studio. È curioso e autodidatta. Perfezionista, dettagliato e molto ambizioso nei suoi piani. Al centro dei suoi pensieri c’è suo padre, morto nel tentativo di rapinare la Banca ispano-americana, e suo fratello Andres (Berlino), morto nell’assalto alla Zecca Reale di Spagna.

TOKYO (ÚRSULA CORBERÓ)

È un vulcano: combattente, selvaggia, sempre alla ricerca di nuove emozioni ed esperienze per sfuggire alla noia. Ha una relazione con Rio, che risveglia il suo lato più vulnerabile. Si fida pienamente dell’intelligenza ed esperienza del professore. Nonostante i suoi cambiamenti, è fedele e onesta ai suoi amici, come Nairobi, con cui ha una vera amicizia.

NAIROBI (ALBA FLORES)

Allegra, divertente e pragmatica, Nairobi incoraggia i colleghi della banda e risolve ogni situazione difficile. Ha obiettivi e priorità molto chiari e, dopo il colpo alla Zecca Reale di Spagna, si avvicina molto ad Helsinki, per il quale nutre una forte ammirazione. È una donna forte, ma non può impedire al suo lato materno di uscire con i più deboli, incolpandosi anche, a volte, di non essere stata in grado di prendersi cura di suo figlio.

PALERMO (RODRIGO DE LA SERNA)

Nato in Argentina, Palermo è un ingegnere estremamente intelligente, ma stravagante e unico nel suo genere. Amante dei piccoli piaceri e della vita, è un uomo di compagnia. Amico stretto di Berlino, di cui non ha ancora superato la morte, gli piace essere un leader e stare al centro dell’attenzione, a tal punto che ogni tanto il suo ego eccessivo crea degli attriti nella banda.

DENVER (JAIME LORENTE)

Vivace, affettuoso e iperattivo, ma anche profondamente nobile d’animo. Durante la rapina alla Zecca Reale di Spagna, la sua vita viene stravolta: perde suo padre e conosce la sua compagna di vita Monica Gaztambide (Stoccolma). Ha un forte senso del dovere, ma a causa della sua inesperienza e goffaggine, le cose non andranno come previsto.

STOCCOLMA (ESTHER ACEBO)

Monica Gaztambide è passata dall’essere segretaria della Zecca Reale di Spagna, ad ostaggio, fino a diventare un membro della banda con il nome di Stoccolma. Intelligente e testarda, a volte insicura, raggiunge una nuova stabilità con Denver, grazie al quale si fortifica diventando una donna più fiduciosa e coraggiosa, desiderosa di dimostrare a se stessa e agli altri ciò di cui è capace.

RAQUEL MURILLO / LISBONA (ITZIAR ITUÑO)

Forte e passionale. La sua tenacia e astuzia la rendono un’abile ispettrice di polizia. La sua empatia, intelligenza e calma fanno di lei la negoziatrice ideale. Ora però è dall’altra parte della giustizia, è entrata nella banda e si fa chiamare Lisbona. Arrivata al traguardo dei quarant’anni, Raquel ha reinventato se stessa: è stata a lungo vittima di maltrattamenti.

RIO (MIGUEL HERRÁN)

Attraente, atletico e con un sorriso disarmante, Rio è una persona esplosiva e solare. Grazie alla sua grande passione per i videogiochi, è entrato nella banda come hacker internazionale al servizio del Professore.

HELSINKI (DARKO PERIC)

Grande e forte come un orso, Helsinki è un ex militare dei Balcani, in cui la sua forza fisica e la sua determinazione si combinano con un cuore d’oro. Affettuoso e protettivo, Helsinki permette solo a poche persone di entrare nella sua “comfort zone”, che diventano così immediatamente parte della sua famiglia. Cresciuto in un mondo di soli soldati maschi, Helsinki è solito eseguire ordini violenti senza farsi troppe domande.

BOGOTÀ (HOVIK KEUCHKERIAN)

Saldatore di decine di metri di acciaio sotto le acque del Mare del Nord, Bogotà è un uomo forte, tenace e instancabile sul lavoro, ma a cui piace rilassarsi nel suo tempo libero. Ha sette figli da diverse donne in tutto il mondo, che ama perdutamente e di cui si prende cura dopo i suoi lunghi periodi di assenza.

ARTURO (ENRIQUE ARCE)

È passato dall’essere a capo Zecca Reale di Spagna ad ostaggio, e in questo nefasto percorso ha perso sua moglie, la sua amante e suo figlio. Arturo è molto sicuro di sé. Riconvertito in un guru motivazionale, ora canalizza la sua energia per ispirare gli altri ad essere persone migliori. Darebbe qualsiasi cosa per essere al centro dell’attenzione.

MARSIGLIA (LUKA PEROS)

Un uomo all’apparenza austero, che conosce in prima persona la sofferenza delle guerre balcaniche. La sua eleganza nasconde un uomo scaltro ed implacabile, che risolve problemi, o forse li crea, dipende da chi lo assume. Con il pagamento dei suoi servizi garantisce due cose: il raggiungimento della missione e la sua irremovibile lealtà.

ISPETTRICE ALICIA SIERRA (NAJWA NIMRI)

L’ispettrice Sierra non è la tipica negoziatrice. Al suo debutto nella serie è incinta di otto mesi. È  furba, intelligente, pericolosa, e non ha bisogno di usare minacce, affronta ogni problema e non si fa intimidire da niente e nessuno. È sicura di sè, temuta e rispettata.

COLONNELLO TAMAYO (FERNANDO CAYO)

Colonnello del CNI (Servizi Segreti Spagnoli) è uomo che ha dedicato tutta la sua vita al lavoro. Risolutivo, con un codice d’onore preciso e un’energia impetuosa. La sua posizione nei confronti delle alte autorità dello Stato lo porta a volte a prendere decisioni che a lui stesso non piacciono.

GANDÍA (JOSÉ MANUEL POGA)

Capo delle guardie del corpo di un’alta carica. Ex berretto verde. Grande, forte e ben addestrato. Nervi d’acciaio, letali, aspetta con impazienza la possibilità di dimostrare il suo valore. In altre parole, uccidere qualcuno legalmente. È il tipo di persona a cui piace definirsi politicamente scorretto, quando la realtà dimostra che non è altro che un intollerante reazionario.

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