Chi ha letto il mio commento sui primi tre episodi di Fringe ha avuto modo di osservare come questa quarta stagione non sia iniziata nel modo migliore possibile.  Ma è ancora un po’ presto per disperarsi. In fondo mancano ancora diverse puntate alla fine di questa annata.

Il quarto episodio, intitolato Subject 9, presenta finalmente una trama interamente in continuity con la storia centrale. L’apparizione di un fulmine globulare blu guida i nostri protagonisti in un viaggio che li porterà a esplorare il loro passato. Lo schema ripercorre grandemente quello della prima stagione di Fringe, con il Cortexiphan e gli esperimenti di Walter che si fanno argomento principale.

Pur essendo un episodio di puro approfondimento delle dinamiche tra i protagonisti, durante la visione si ha la sensazione di qualcosa di sbagliato, di dissonante. Il motivo è chiaro: con il totale annullamento di Peter Bishop dalla storia, si sono modificate anche le trame pregresse. L’Osservatore non ha mai salvato Peter dalla sua tomba di ghiaccio, gli esperimenti con il Cortexiphan si sono presto interrotti e in generale le vite di tutti i personaggi sono diventate un pò più misere. Olivia in particolare non ha mai incontrato il suo vero amore, e Walter non ha mai superato i suoi problemi psichici. Non esce dallo studio, manifesta disturbi ossessivo-compulsivi e in generale non mostra assolutamente di aver superato l’esperienza del manicomio. Sarebbe ipocrita non notare l’eleganza delle soluzioni che gli autori hanno adottato per spiegare come possa funzionare un universo senza Peter.

 

Per quanto elegante però, è inutile negarlo: questa non è la nostra storia. Non è la progressione a cui abbiamo assistito per tre stagioni, non sono i nostri personaggi. Gli attori continuano a recitare alla perfezione, e oggi lo scettro va a John Noble, in versione “A Beautiful Mind”. Ma non è il nostro Walter Bishop.

Qual è la funzione narrativa di questo reset? Come è possibile che l’eliminazione e la modificazione di un pezzo di trama aiuti la storia? A cosa sono servite tutte le tribolazioni dei nostri personaggi, se non hanno portato allo sviluppo della loro personalità e dei loro caratteri?

L’episodio è perfetto sotto tutti i punti di vista stilistici, e gli effetti speciali sono come sempre sorprendenti per questo genere di serie. E’ davvero un peccato che un telefilm così ben confezionato pecchi solo per scelte narrative.

Ancora una volta però non tutto è perduto. Senza spoilerare nulla, è possibile dire che la conclusione galvanizzerà tutti.  Il cambiamento che il finale promette è talmente repentino che viene quasi da chiedersi se gli autori in corso d’opera abbiano improvvisamente cambiato idea sul da farsi, un po’ come nelle puntate della terza stagione, quando il fantasma di William Bell ha abitato Olivia per due episodi senza che questo portasse a nulla.

In conclusione, questa è una puntata che (forse insieme alle prime tre) dovrà essere valutata in base agli episodi futuri. Solo continuando a seguire la serie potremo capire se questo inizio di stagione sia stato la preparazione per qualcosa di grandioso oppure un’inutile perdita di tempo.