In questa nuova puntata di Masterchef Italia troviamo la cucina insolitamente piena di ingredienti ben in vista, accanto loro vediamo far capolino la classica Mistery Box, all’interno l’unico ingrediente veramente vincolante per i concorrenti, nientemeno che: il polpo.

I 3 Chef incitano i concorrenti a rischiare, rischiare, rischiare, anche se Bastianich ricorda che avendo il polpo un sapore molto riconoscibile, e una tecnica di cottura insindacabile, dovranno misurarsi con uno standard che metterà a nudo la loro tecnica a prescindere dalle scelte culinarie e dagli abbinamenti che accompagneranno la tentacolare prelibatezza.

Alessandro, preso di mira dall’inizio del programma sia per il suo carattere lecchino e presuntuoso, sia per la scarsa abilità ai fornelli, viene avvicinato da un baldanzoso Barbieri che perentorio, dopo aver criticato i suoi piselli spappolati da una eccessiva cottura, gli ricorda che se fosse stata una prova ad eliminazione… “Addio”. Federico esordisce con “c’ho un’idea malata chef”, pronta la risposta di Barbieri: ”ma te ci sei o non ci sei?” “un pò tutte e due Chef…” Immancabile quindi l’appuntamento con la love story fra Federico e i robot da cucina, in questa puntata lo vedremo tenero e premuroso far scorrazzare un tritatutto per la cucina: “va va, lascialo andare in giro”!

Ilenia vuole liberarsi dell’etichetta di casalinga. Detto fatto: premiata per la cottura migliore del polpo e un mix ben dosato di aromi quali il pepe rosa, lo scalogno e il limone che però non le varranno la vittoria, assegnata a Luisa. Con la sua “primavera di Finger Food di Polpo” la concorrente partenopea dimostra carattere e tanta creatività in un piatto in cui ha messo l’anima esaltando tutti i sapori del sud. Per lei un grosso vantaggio nel prossimo Invention Test: Luisa potrà scegliere l’ingrediente principale ma non il tema, quello spetterà ai giudici.

Il tema di questa puntata ruoterà attorno ad un’arte veramente difficile, la pasticceria. Non tutti i grandi Chef sono pasticceri, ed è per questo che ad accompagnare i nostri concorrenti in questa dura prova non poteva che esserci Luigi Biasetto, ct della nazionale pasticceri, detentore della coppa del mondo per la pasticceria nel ’97 con la sua “7 veli al cioccolato”: illustrerà a Luisa le 3 tipologie di dolci tra cui scegliere tra dolci da forno, dolci con Profiterole, torte a base di Pan di Spagna e creme.

 

 

Scegliendo Pan di Spagna Luisa crede (e ne ha ben d’onde) di poter metter in difficoltà gli altri concorrenti, in effetti saper dosare gli ingredienti (seppur pochi) per un buon Pan di Spagna e imbrigliarne il tempo di cottura è un’arte sopraffina; del resto saper quando estrarre il Pan di Spagna è una sfida con se stessi prima ancora che col forno…

Alessandro non riuscirà a cuocere il suo Pan di Spagna al cacao, non riuscirà a rimediare nonstante i ripetuti suggerimenti di Biasetto, e non riuscirà a reagire alla pressione di una eliminazione ormai sempre piu vicina.

E’ il momento degli assaggi. Agnese strappa il titolo di “genio assoluto” ad Alessandro (pluripremiato in merito) diventando campionessa mondiale di “acqua al mio mulino” dopo aver presentato una torta storta e mal sagomata intitolata QUESTIONE DI PROSPETTIVE… “Questione di prospettive??” (si chiede un Barbieri attonito)

La torta di Alessandro si presenta come un informe solido annegato nella fanghiglia, le sue giustificazioni non riusciranno a stemperare l’imbarazzo e la tensione del momento, all’assaggio della torta lui stesso la definirà “inqualificabile”, aggettivo fin troppo complimentoso per Cracco. Si aggiudica la vittoria un dolce semplice ma di difficile esecuzione, la Torta Sacker rivisitata di Anna, che come in ogni puntata avrà l’occasione di scegliere i proprio compagni nella sfida a squadre in esterna. Inutile dire, viste le premesse e la performance, che l’eliminato sia Alessandro.

Insoliti clienti per la sfida di questa settimana ambientata allo stadio Marassi di Genova, i Pulcini del Genoa e della Sampdoria, 40 bambini ai quali cucinare un menu totalmente vegetariano e una sola regola, NIENTE PATATINE FRITTE. “Bella rogna!” esclama Imma, essendo i bambini a decretar la squadra vincitrice qui non si tratterà di cucinare bene, ma di pensare come dei bambini: già, “bella rogna”. Mai visto, poi, spettacolo più anacronistico di un Bastianich giocare con un pallone: tanto elegante, magnetico e ricco di charme in cucina, quanto struzzo barcollante sul campo di calcio.

 

 

La squadra Rossa capitanata dalla vincitrice dell’invention test, Anna, si perde nella sua assenza di polso. La Carla Fracci dei fornelli sembra non capire quanto una figura leader sia fondamentale anche per far il punto della situazione, ed infatti a pochi minuti dal servire le pietanze tante piccole distrazioni minano le sicurezze di un team che era dato per vincitore dall’inizio. E’ la squadra BLU a fare gol, per i Rossi è Pressure Test.

Il piatto che dovranno cucinare è il puré di patate, apparentemente semplice ma ricco di insidie. Prima difficoltà, sul fuoco tre tipi di patate che già stanno cuocendo: patate vecchie, patate novelle, patate rosse. I concorrenti dovranno scegliere quelle giuste per il loro puré. Seconda difficoltà, sul bancone ci sono diversi ingredienti, sta a loro dosarli nella maniera piu appropriata. Terza difficoltà, solo 8 minuti per preparare il miglior puré della loro vita, il peggiore sarà eliminato.

Un vero “pressure test” quello di questa settimana, insuperabile solo a sentirne la descrizione: la tensione è palpabile, riusciamo ad esser là coi nostri beniamini tifando per loro, perchè schiaccino quelle dannate patate prima che la lancetta dei secondi decreti la loro fine e… STOP! La voce di Cracco rompe il ritmo delle fruste, posate in silenzio e con il fiatone.

Sarà Agnese a lasciare il programma perché, nonostante sia stata una buona concorrente, il suo purè non si è dimostrato all’altezza.

Tante lacrime di commozione e abbracci per una persona veramente solare che si è definita un’Alice “entrata nel paese delle meraviglie”, e che come Alice torna a casa, di nuovo alla realtà, lasciandosi un sogno alle spalle.