American Horror Story, dopo aver esplorato diverse possibilità, decide di tornare ai livelli qualitativi dei primi due episodi. Davvero un’ottima scelta. La puntata promette risposte, ed in effetti ne dà; lo fa da grande serie per cui per ogni risposta vengono poste diverse domande a seconda del peso delle risposte. Se la risposta è grossa, come in questo caso, le domande successive sono tante e di un certo peso.

Il rapporto tra Tate e Violet si fa toccante: pare che lo spirito del ragazzo tenti di assaporare un po’ di vita innamorandosi. Altri, meno profondi, tentano di sentirsi vivi copulando con altri fantasmi. È ovvio che in nessuno dei due casi può venire nulla di buono, ma almeno se lo fai con un fantasma poi puoi accoltellarlo finché non va a prepararti un panino. O almeno così  pare. Pur sembrando irriverenti le osservazioni sulla sessualità dei fantasmi possono portare a considerazioni interessanti. Alcune, riguardanti la fisiologia degli spiriti, mi lasciano perplesso. Come è possibile che Rubber Man abbia ingravidato una donna? Se funziona in un senso deve funzionare anche nell’altro: una donna-spirito può rimanere incinta? Se si, nascerà un baby-fantasma o un normale moccioso? Domande fastidiose quasi quanto quelle sui viaggi nel tempo. Tanto più che a seconda delle risposte si generano dei buchi pericolosi nella storia: se i fantasmi della casa possono avere figli, perché importunare i vivi per procurarsi un neonato? La domanda delle domande, che poi genererà la risposta delle risposte, è: perché tengono tutti tanto a procurare un bebè alla signora Montgomery?

“Rubber Man” è un episodio pieno e dal ritmo coinvolgente: Vivien diventa simpatica solo per il fatto di essere intrappolata in un incubo. La cosa davvero interessante è che essere intrappolata in un incubo è proprio ciò che rischia di liberarla da una situazione ben peggiore. Constance non c’è e il fatto che non se ne senta la mancanza dovrebbe essere una prova sufficiente della qualità di quest’episodio. La rivelazione è lo spirito di Hayden che si rivela essere malvagità e depravazione –in senso biblico- allo stato puro. Un magistrale caso di come due badilate in faccia possano farti passare da personaggio insulso a elemento narrativo interessante. Violet dovrà affrontare un bel po’ di sensi di colpa a causa del suo atto di puro egoismo. Moira vuota il sacco cosa che influirà parecchio sul far risultare Vivien fuori di testa.

Se la risposta riguardo una delle domande che assillava di più i fan della serie si rivela essere piuttosto deludente le nuove domande poste allo spettatore risollevano il tono di uno show che pur avendo ottime potenzialità rischiando di scivolare nella ripetitività. In “Rubber Man” torna l’inaspettato e, con esso, la paura…