Dopo sei episodi indimenticabili, il nostro Dexter si prende un po’ di riposo. Letteralmente.

dexter Avendo superato il crocevia di metà stagione, la trama della serie decide di prendere una leggera diversione dal filone principale, allontanando il proprio focus da Miami e inoltrandosi lungo le sconfinate autostrade americane. Avevamo lasciato il protagonista ad una scelta tra il bene e il male, posta alla fine del cammino di redenzione elicitato da Fratello Sam.

La decisione, almeno per il momento, è stata fatta. Come spesso avviene in questi casi, il lato oscuro ha avuto la meglio sul protagonista e Dexter è quindi alla mercé dei suoi istinti assassini.

Impossibile non notare in questo passaggio un ulteriore rimando alla tradizione religiosa cristiana, che fa da sfondo a questa sesta stagione. L’oscuro passeggero diventa così un diavolo tentatore, una macchia nera sulla coscienza di Dexter che si contrappone alla morale del padre. A fare le veci del mefistofelico ammaliatore è il fratello biologico di Dexter, come sempre interpretato da un carismatico Christian Camargo. Il suo ritorno nello show non può che essere apprezzato da ogni fan. Da un lato, è una faccia del passato che fa da ulteriore ponte con le prime stagioni, dall’altro permette alla serie di virare su mood più oscuri e violenti.

Mentre Dexter sfreccia sull’autostrada per l’inferno, uno dei due principali antagonisti della stagione, il giovane serial killer in erba, si pente finalmente delle proprie azioni e inizia a navigare contro gli insegnamenti del suo mentore.
Non è lasciato al caso l’ennesimo parallelismo tra la condizione di Travis e quella di Dexter. In questa puntata le due posizioni risultano addirittura invertite. Infatti, mentre il neofita dell’omicidio cerca di riavvicinarsi alla propria luce interiore tramite una reinterpretazione più positiva degli insegnamenti cristiani, l’ematologo è preda di una forte disillusione e voglia di vendetta.

Questa volta la sua valvola di sfogo si troverà in Nebraska, presso la famiglia del Trinity Killer che tanto ha reso speciale la quarta stagione. I rimandi ai vecchi fasti si sprecano, ma l’atmosfera generale certe volte è fin troppo gaia e poco rispettosa del passato, specialmente ripensando a Rita e agli eventi drammatici a cui si è assistito due anni fa. Ma l’intenzione non è chiaramente quella di intristire, ne di far rimuginare più di tanto il protagonista.

In conclusione, è questa la sensazione che si ha guardando questa puntata: un road trip che serve a distendere la mente del protagonista nel mezzo del suo percorso redentorio. Uno spensierato e momentaneo allontanamento dai problemi etici e morali che lo affliggono,  il tutto per mezzo di un abbandono ai più reconditi desideri omicidi. E’ un episodio deresponsabilizzante e divertente dove il codice di Harry non ha voce in capitolo e dove trova spazio la pulsione, la sragionevolezza e il caos.