ATTENZIONE: IL COMMENTO CONTIENE ALCUNI SPOILER SULL’EPISODIO

 

L’episodio inizia con una sconcertante rivelazione, che farà sussultare i cuori di più di un fan della serie: ciò che abbiamo visto in questo non esaltante inizio di stagione non è mai accaduto. I nostri personaggi sono quelli di sempre, relazioni sviluppo caratteriale e tutto il resto.

Purtroppo, questi straordinari minuti iniziali sono frutto di una menzogna, di un brutto tiro giocato dagli autori. E’ incredibile che la situazione al momento più elettrizzante della quarta stagione sia un sogno di Peter in cui niente è cambiato e in cui i personaggi si riconoscono ancora tra loro. Dopo una veloce doccia fredda lo spettatore viene precipitosamente portato alla realtà: Peter è ancora straniero in un universo che non lo riconosce, ma grazie alle sue abilità perlomeno riesce ad interagire con il reparto investigativo di Fringe.

Una Olivia Dunham decisamente più fredda e professionale lo contatta per esporgli un caso di dislocazione temporale: in varie parti della città eventi apparentemente scollegati tra loro iniziano a presentare delle strane discronie. La percezione soggettiva dello scorrere del tempo inoltre sembra alterata, e molti cittadini sperimentano tutta una serie di deja vu e deja vecù.

La puntata giocherà con lo spettatore, portandolo ad interrogarsi sulla correlazione o meno di questi fatti con la presenza di Peter nell’universo arancione. Inoltre, l’evento di confine presente in questa puntata, oltre a palesarsi per mezzo di alcuni effetti speciali abbastanza riusciti, permetterà scelte di regia e di montaggio abbastanza caratteristiche (la sequenza del time-skip di Peter è abbastanza divertente).

Malgrado la tematica delle alterazioni temporali sia sempre interessante, c’è da dire che in alcuni casi risulta un po’ stantia. Il concept dell’episodio è praticamente ripreso specularmente da una puntata di Futurama, e in generale sono molti i rimandi alla quinta stagione di Lost. Inoltre, ormai è chiaro come l’elettromagnetismo sia ormai diventato il termine scientifichese preferito dalla fantascienza del 2011, avendo totalmente sostituito le radiazioni atomiche degli anni cinquanta e i liquidi mutageni degli anni ottanta. Per mezzo dell’elettromagnetismo è possibile eseguire qualsiasi operazione parascientifica, dal viaggio nel tempo alla trasmutazione degli oggetti!

Si sente un po’ la mancanza delle sempre colorite spiegazioni di Walter Bishop, che anche in questa puntata è relegato a personaggio fuori campo. La sua decisione di non interagire con il figlio risulta frustrante, e ci si dovrà accontentare di vederlo da lontano o sentirlo a distanza tramite una radio.

L’episodio comunque scorre liscio senza annoiare, sino alla sua malinconica e parzialmente rivelatoria conclusione. Come spesso avveniva nelle precedenti stagioni di Fringe, eventi apparentemente slegati dalla trama principale a fine episodio vengono ricondotti all’interno di un filone più grande.

A quanto pare, la previsione fatta qualche commento prima si rivelerà corretta. Le tematiche di questa  quarta stagione riguarderanno senza dubbio le implicazioni della violazione delle norme temporali, lasciando un po’ da parte la questione degli universi paralleli.

Forse stiamo vedendo la luce alla fine di questo tunnel, anche se non è possibile dirlo con chiarezza. Di certo questo è il primo episodio che interrompe la curva discendente della serie.