Non è facile individuare quale possa essere il tema portante di questo quinto episodio di stagione di Misfits, decisamente meno adrenalinico e divertente del precedente e, per la prima volta in questo nuovo arco di puntate, non completamente incentrato su un personaggio. Certo, la presenza di Kelly e Rudy, unita ad una scena quasi incomprensibile, se contestualizzata all’interno dell’episodio, incentrata su Curtis, fa emergere nettamente questi rispetto ai più secondari Simon e Alisha, tornati sullo sfondo della vicenda.

Ad un primo sguardo sembrerebbe il semplice tema dell’amore il collante delle due trame principali che scorrono parallele nel corso della puntata per poi incontrarsi inesorabilmente negli ultimi minuti. Seth, protagonista inconsapevole del salvataggio da parte di Kelly nello scorso appuntamento contro i nazisti, del quale ovviamente non ha memoria, trova finalmente il coraggio di mettere da parte il ricordo della sua precedente ragazza e chiede alla giovane di uscire. A quell’appuntamento però Kelly non arriverà mai, finendo vittima dell’ennesimo potere ad hoc appartenente stavolta alla giovane Jen, in coma irreversibile in una stanza d’ospedale, la quale provvederà a scambiare il proprio corpo con l’altra (un pò come in Quel pazzo venerdì, come Simon terrà a precisare più avanti). La stessa Jen è mossa dall’amore verso il proprio ragazzo, che proprio davanti a quel letto d’ospedale le aveva detto addio poco prima, ed è determinata a continuare a vivere per poter stare con lui, una motivazione talmente forte che, paradossalmente, sembra superiore addirittura al semplice istinto di sopravvivenza. Rudy, o più precisamente, la sua metà sensibile, è intanto occupato/intrappolato in un programma di sedute di psicoterapia, e finisce per stringere un buon legame, decisamente oltre quelli che dovrebbero essere i limiti professionali, con la donna che lo ha in cura, un legame che potrebbe evolversi anche in qualcosa di più.

Il piacere immediato subentra però prepotentemente in ognuna delle storie, a partire dalla sopracitata imbarazzante scena riguardante Curtis. Ormai decisamente a suo agio con il nuovo potere, Curtis si trasforma in Melissa e, nel magazzino, inizia a dare piacere a se stesso finchè non viene scoperto da Alisha e Simon. Una scena completamente avulsa dalla narrazione principale, oltre che poco memorabile, che potrebbe essere giustificata solo con eventuali ripercussioni nelle prossime puntate. Lo stesso Rudy, ovviamente la versione più volgare, trascorre un momento di intimità – decisamente poco romantico – con la psicologa, scaricandola in seguito e mandando completamente in fumo qualunque possibilità per la sua controparte. Infine abbiamo Jen/Kelly, attratta fino all’ossessione con il contatto fisico con il proprio boyfriend, al contrario, uno dei pochi personaggi quasi completamente positivi apparsi in questo universo, che invece non riesce fino in fondo a dimenticare la ragazza ancora in coma, con la quale sente di avere ancora un legame, nonostante lo sdoppiamento. 

E in effetti alla fine è proprio il tema del doppio, delle contraddizioni e della loro accettazione quello che si impone come la chiave di lettura della puntata. Rudy e Jen, con le loro sconfitte amorose, con la perdita degli affetti, semplici ombre, riflessi e doppi di qualcun’altro, si incontrano infine in un locale e, ignari dello strano rapporto che li lega, si confidano l’un l’altro. Naturalmente il finale è dei più scontati: il gruppo, insieme a Seth, ormai entrato nella “gang”, costringe la ragazza a scambiare ancora il proprio corpo con Kelly e ad accettare la propria situazione e la propria fine. Nessun cenno a Curtis e alla propria personale condizione di doppio, ma la prossima puntata, stando al promo diffuso, tornerà sull’argomento. Diciamo addio infine al più simpatico dei probation worker alternatisi finora: Shaun, colpito da Jen, muore negli spogliatoi del centro assistenziale, circondato dal gruppo. Nathan avrebbe commentato, ancora una volta: “can we please stop killing our probation workers?”.

Registrando un netto calo rispetto alla settimana scorsa, Misfits continua, forte dello scarso numero di puntate a disposizione, a non accennare ad una continuity di qualsivoglia genere – non che le precedenti stagioni fossero differenti comunque – e, ormai a tre puntate dalla fine, è arduo sperare che la inserisca. Trama della puntata tutto sommato abbastanza prevedibile e senza grossi sussulti; monumento a Gilgun che con il suo/suoi Rudy è riuscito a non far rimpiangere affatto Sheehan (tutte le migliori battute dell’episodio qui sono sue, e non sono poche).