Alcune settimane fa ci interrogavamo, partendo dalla considerazione che Terra Nova sia stata pensata fin dall’inizio come un progetto family oriented, se questo particolare atteggiamento potesse in qualche modo giustificare le varie mancanze della serie. Il problema fondamentale nasce nel momento in cui questo tono così preponderante in fase di scrittura emerge nella gestione anche di quelle poche situazioni che potrebbero anche offrire qualche spunto di crescita, soprattutto alla luce della continuity ritrovata a partire dallo scorso appuntamento.

Taylor, in seguito a motivazioni non ben identificate, se non quelle di dare un’occhiata alle equazioni scritte sulle rocce, decide di lasciare l’accampamento, consegnando provvisoriamente lo scettro del comando nelle mani di Jim. In seguito al nuovo protocollo di sicurezza, non potrebbe lasciare la colonia in mancanza di una ragione impellente, ma come abbiamo già appreso, la legge a Terra Nova viene applicata in maniera piuttosto discrezionale. Giunto alle misteriose scritte, viene raggiunto, provvidenzialmente e secondo una sorprendente coincidenza, da Mira, anche lei, e per la prima volta da quando la conosciamo, senza alcuna scorta al seguito. Il leader dei Sixers prende in ostaggio Taylor, con l’intenzione di portarlo al proprio accampamento e di scambiarlo in seguito. Qui il comandante si dimostra abbastanza veloce e reattivo, riuscendo a slegarsi a poco a poco le mani (Mira invece dimostra di non avere una buona vista, dato che tutto ciò avverrà sempre sotto il suo sguardo, muovendosi Taylor di fronte a lei). I due alla fine, dopo aver visto invertire i ruoli, si alleano per scacciare due slasher intenti a difendere il loro territorio in un combattimento all’arma bianca con frecce e torce incendiarie. Dopo aver espresso stima e apprezzamento reciproci, in un momento di intimità che, per un momento, sembrerebbe sfociare in qualcosa di più, i due si separano e tornano alle rispettive basi. Ora, sembra fuori luogo inserire questa sottotrama nel contenitore “continuity”, dato il suo completo esaurimento nell’arco dell’episodio, e dato che ciò che abbiamo visto non inciderà sulla trama principale e non serve comunque a giustificare la missione di Taylor (afferma di sapere che Lucas è più vicino a raggiungere il collegamento col futuro, ma ci si aspettava qualche passo in avanti più considerevole).

Va meglio all’accampamento, dove Shannon scopre finalmente chi è l’altra spia: sorprendentemente si tratta di Skye, la ragazza che fino ad ora ha rappresentato il collegamento tra Tom Boylan, Josh e i Sixers. Tramite un gioco di rifrazione della luce, la ragazza comunica con gli ostili circa le novità dell’accampamento, in mancanza della libellula spia catturata nello scorso episodio, ma viene notata da Jim e dal giovane spasimante di Maddy, il soldato Mark. Skye riesce a sfuggire, ma, tagliatasi con un vetro, lascia sul posto una goccia di sangue, che permetterà a Malcolm ed Elisabeth di restringere il campo delle ipotesi a 47 donne. Ciò che salta immediatamente all’occhio è come, nel momento in cui ci viene detto esplicitamente che Skye sia la spia in questione, è come se, paradossalmente, lo stesso personaggio se ne renda conto per la prima volta, iniziando a muoversi in maniera molto losca e con apprensione, qualunque cosa dica o faccia. In ogni caso riesce ad uscire dalla colonia insieme a Josh e ad un altro gruppo approfittando di alcuni lavori per poi allontanarsi e dirigersi verso il campo dei Sixers (che non sembra essere molto lontano dato che la giovane riesce ad arrivarci, svolgere quello che deve fare e tornare indietro, senza che nessuno se ne accorga). In ogni caso veniamo a sapere che la giovane non è orfana come detto finora, ma che sua madre è viva ed è in cura presso i Sixers, a quanto pare gli unici a possedere la medicina che la tiene in vita. E questo è davvero strano, considerato che fino a due settimane fa il gruppo ostile doveva ricorrere alle scarse doti di ladro di Josh per potersi procurare delle medicine, mentre ora scopriamo che, guardacaso, l’unica cura che tiene in vita la madre di Skye sembra essere anche l’unica di cui i Sixers hanno l’esclusiva.

Ecco, sono proprio queste incredibili coincidenze, queste situazioni narrative ad hoc, che non trovano giustificazione nelle precedenti puntate ma che si presentano senza problemi per svolgere il loro compito all’interno dell’episodio per poi scomparire di nuovo, che rovinano e penalizzano parecchio tutta la già debole struttura della serie. Questo per quanto riguarda la componente “seriosa” di questo decimo episodio, e volendo dedicare solo poche parole agli anacronistici tentativi di soldato Mark di imbonirsi il futuro suocero manifestando la propria ferma intenzione di sposare Maddy in seguito o Zoe alle prese con il cucciolo di anchilosauro e la necessità di doverlo lasciare andare (forse ci si è resi conto che mostrare una creatura digitale in ambiente domestico non sarebbe stata impresa facile).

Abbiamo aspettato la continuity, e finalmente, ormai a ridosso della conclusione, è arrivata, non migliorando purtroppo la qualità generale…