Quando Luck corre lo fa come i cavalli della serie: al ralenti. Fortunatamente la cosa non inficia in nessun modo sulla qualità e la gradevolezza della serie. Nel quinto episodio di Luck si esplorano meglio i rapporti tra alcuni personaggi e come queste relazioni possono incidere sul comportamento e sullo stato d’animo dei personaggi stessi.

luck0105Ace, nonostante abbia più volte ribadito a Gus il suo totale rifiuto nei confronti di una qualsiasi idea romantica, si comporta come un adolescente innamorato quando si rapporta con l’adorabile Claire. E, forse, se decide di restare a fare compagnia al cavallo ferito è anche per dimostrare che persona di buon cuore può essere. Come se 367 mila dollari non l’avessero già reso chiaro. Il rapporto tra Ace e Escalante si conferma, invece, parecchio conflittuale. Due galli nello stesso pollaio non possono stare; Ace tenta di chiarire subito chi comanda ma l’allenatore è intenzionato a fargli capire che non è disposto a prendere ordini da nessuno.

Sul fronte del gruppo più sgangherato dell’ippodromo, l’attenzione si sposta per la prima volta da Jerry a Marcus. Anche se forse il raccontare la sua situazione serve solo a raccontare il rapporto che c’è tra i due e come Jerry lo vive.  Rapporto che, paranoie di Marcus a parte, è una bella amicizia. Lonnie e Renzo continuano a essere la tappezzeria sullo sfondo delle vicende dei due più svegli del gruppo.  I quattro amici, pur essendo proprietari di un cavallo nella scuderia di Escalante ricevono molte meno attenzioni da parte di quest’ultimo di quante non ne riceva Ace.  Sarà per colpa delle magliette.

Del mondo dei fantini si parla dal punto di vista dell’agente Joey che, prima assicura l’apprendista sul fatto che sarà lui a montare il cavallo di Ace, e poi deve dirgli che non se ne fa nulla. Il tutto sotto gli occhi di Ronnie, la stella tra i suoi clienti, che approfitta dell’occasione per scaricarlo. Joey cerca conforto dalla segreteria di quella che dev’essere la sua ex moglie che non è troppo disposta ad accogliere le velate richieste d’aiuto del nostro balbuziente amico. Bisogna riconoscere l’ottimo lavoro svolto fin qui da Richard Kind che in mezzo ad attori del calibro di Dustin Hoffmann e Nick Nolte spicca comunque con un’ottima caratterizzazione del suo personaggio. Le nevrosi, l’insicurezza e l’essere passivo-aggressivo del personaggio, urlano in quella che è una delle interpretazioni migliori della serie.

A proposito di Nolte; Walter Smith non compare in nessuno dei frame della puntata. Puntata che rimane comunque da nove, ma che sarebbe potuta essere da dieci con una sola entrata del vecchio allenatore.

Episodio di descrizione d’ambiente per Luck, che continua a non portare nuovi tasselli alla storia ma che approfondisce e ci immerge nel mondo che intende raccontare.